martedì, novembre 15, 2011

Buon Natale ®

Dal sito babbonatale.it:
Babbo Natale ha un nome e un cognome: Armando Narciso.
Si tratta di un ferroviere in pensione. L'uomo, che è originario di Quarto, una cittadina del napoletano, è riuscito a "brevettare" il popolare marchio e nel 1992 è diventato legalmente ed ufficialmente il Babbo Natale italiano.

martedì, ottobre 25, 2011

Nonciclopedia: non fermarsi davanti alla morte

Si sa, sulla rete sono pochi quelli che sparano a volto scoperto. I commenti su YouTube, su Facebook, su Yahoo! Answers... sono spesso un ricettacolo di ingiurie e diffamazioni anonime o sotto falsa identità che servono a colpire persone e gruppi: che se le meritino o non se le meritino, sempre di reati si tratta e un reato non ha nulla a che fare con la tanto declamata libertà di espressione sancita dalla tanto richiamata Costituzione. Se esistessero sistemi di prevenzione contro le ingiurie e le diffamazioni tanto efficaci quanto quelli contro le violazioni del copyright, la rete sarebbe il più grande esempio di civiltà. Invece la rete altro non è che lo specchio di questa società: ignorante, cattiva, stupida. La frase "satirica" digitata su Nonciclopedia relativa alla morte di Simoncelli (frase che, per rispetto, non riporterò) mi ricorda la freddura che circolava all'indomani della morte di Senna e Ratzenberger (soprannominati i ragazzi del muretto): non mi ha mai fatto ridere. Mentre scrivo, la home di Nonciclopedia fa "satira" sulla strage di Breivik. Davanti a tanto squallore si resta senza parole. Trovo meno orripilanti le dichiarazioni di Borghezio. Vasco Rossi vuole trovare l'autore della frase su Simoncelli e portarlo in Tribunale? Lo faccia, ha tutto il mio appoggio. Pensavo che la mafia che avanza in nome della libertà fosse l'ultimo stadio di una democrazia malata, invece incomincio a pensare che l'idiozia che avanza in nome della libertà sia l'ultimo atto del de-genere umano... e se abbiamo bisogno di Vasco Rossi, Fiorello e Francesco Facchinetti per accorgerci di questo siamo proprio messi male.

domenica, ottobre 16, 2011

Domanda del giorno dopo

Ma i distruttori dei simboli del capitalismo indossano sacchi di juta e si spostano su dei muli? In caso contrario, perché non bruciano i loro vestiti, le loro moto, i loro denari, quello che mangiano e bevono e la gomma che masticano? Perché il simbolo che colpiscono non è mai quello che hanno più vicino? Basterebbe un minimo di autocritica per capire che il capitalismo non lo incontri ogni tanto per la strada, ma lo costruisci ogni giorno. Comodo giocare agli indiani.

mercoledì, ottobre 05, 2011

Wikipedia: inaffidabile anche quando protesta per il DDL intercettazioni

In questi giorni è scattata la moda dell'autocensura. Prima Nonciclopedia, poi Wikipedia. I motivi sono diversi ma entrambi interessanti: la prima protesta perché Vasco Rossi si è stufato di sentirsi dare del drogato che spaccia davanti alle scuole, la seconda protesta perché il d.d.l. Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. conterrebbe una norma che impedirebbe a Wikipedia di pubblicare liberamente le proprie voci.

Se è chiaro che il diritto di satira non è il diritto di insultare (per cui, a mio modo di vedere, gli amministratori di
Nonciclopedia anziché autocensurarsi in nome del libero insulto dovrebbero semplicemente curare maggiormente la qualità dei contenuti del loro sito "condiviso"), qualche parola in più merita la "serrata" di Wikipedia, che scrive: La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero. [...] Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni. Contestualmente Wikipedia riporta anche parte del contenuto del suddetto comma: Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono. Wikipedia, però, omette di inserire il comma nel suo contesto, ossia nel testo che andrebbe ad integrare: la legge sulla stampa.

Vediamo allora il testo completo.

Art. 8 - Risposte e rettifiche

Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.
Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.
Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l'autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell'articolo 21, può chiedere al pretore, ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
La mancata o incompleta ottemperanza all'obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da lire 15.000.000 a lire 25.000.000.
La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata.

Mi pare evidente che si sta parlando di stampa e siccome Wikipedia non ha niente a che fare con la stampa (nel comunicato Wikipedia stessa afferma di non avere nemmeno una redazione), non si capisce il perché di tanto clamore.
Ma forse una risposta c'è e si riferiusce a un elemento che i nostri amici "libertari" on-line hanno imparato molto bene da coloro contro cui protestano: il marketing. Insomma, più che un modo per scendere in piazza, mi pare un modo per mettersi in piazza.

Giacché la ratio è quella di impedire alla stampa di far conoscere ai cittadini che razza di porci guidano il paese, dovrebbero essere i giornalisti (tutti: un'utopia) a protestare, non i wikipediani. Questi ultimi potrebbero manifestare la propria solidarietà scendendo in piazza (in quanto cittadini). Insomma, se ogni tanto gli amministratori di Wikipedia muovessero il culo invece di stare dalla mattina alla sera davanti a una tastiera per cancellare quello che secondo loro non è neutrale ed enciclopedico...

mercoledì, settembre 28, 2011

Riproduzioni meccaniche ex art. 2712 cod. civ.

Mi interrogavo sul valore probatorio del fax quando mi è tornata tra le mani la sentenza 6911/2009 della Corte di Cassazione, in cui si stabilisce che la copia di un documento trasmesso a mezzo telefax rientra fra le riproduzioni meccaniche, indicate dall’art. 2712 cod. civ [1] con elencazione non tassativa, che formano piena prova dei fatti o delle cose che rappresentano, qualora la parte contro la quale venga prodotto siffatto documento non lo disconosca, essendo la comunicazione via fax un modo per accelerare la corrispondenza mediante la riproduzione a distanza del contenuto di documenti. Una sentenza da tenere a mente.

[1] Art. 2712 Riproduzioni meccaniche
Le riproduzioni fotografiche o cinematografiche, le registrazioni fotografiche, informatiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.

venerdì, agosto 05, 2011

Addio alla "giustizia dei poveri", anzi, alla giustizia

Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è stato fino al luglio 2011 l'unico strumento esperibile dal meno abbiente contro le ingiustizie dell'Amministrazione (dato che i difensori civici non hanno alcun potere coercitivo e ben poco possono fare davanti all'incompetenza, alle violazioni di legge e all'eccesso di potere dei nostri amministratori): un procedimento certamente lento, ma poco oneroso (il costo di qualche marca da bollo e di un paio di raccomandate A.R.).

La finanziaria 2012, presentata da un Governo notoriamente ladro (ma questo è solo un dettaglio), ha introdotto un contributo unificato di 600 euro.
Questi 600 euro diventano 900, se non si dispone di un fax e di un account di posta elettronica certificata; posta elettronica certificata che, tuttavia, non è possibile utilizzare per inviare il ricorso in oggetto! Ah, ah, ah! Si ride per non piangere.

Questo significa riassestare l'economia dell'Italia o privare gli italiani di diritti costituzionalmente garantiti? Ma non è finita qui. Un controinteressato (potrebbe anche essere la stessa Amministrazione) può chiedere la trasposizione del giudizio davanti al T.A.R., rendendo totalmente inutile l'aver pagato quei 600-900 euro!
Non parlerei, però, come molti fanno, della fine della "giustizia dei poveri", ma della fine della giustizia, perché molto spesso il ricorso al T.A.R. è inopportuno per il semplice fatto che spese legali e processuali (quest'ultime quasi sempre compensate anche quando la causa è vinta) sono di gran lunga superiori al valore del bene che si cerca di difendere!

Mi auguro che l'Italia torni ad essere quella descritta da Metternich: un'espressione geografica... non meritiamo di esistere come nazione, tantomeno di avere apparati burocratici o strutture amministrative.

domenica, luglio 17, 2011

Avvertimento per Richard Stallman

Il gruppo hacker Swagsec, noto per avere attaccato (con successo) i siti di Amy Winehouse, Justin Bieber e Lady Gaga (quest'ultima accusata di usare il pubblico gay per vendere dischi), ha lanciato nei giorni scorsi un avvertimento per Richard Stallman che eufemisticamente suona così: o abbandoni Internet o ci occuperemo di te. Degni di nota anche i ritocchi fotografici animati eseguiti dal gruppo (li trovate: qui, qui e qui), che ha un account su twitter in cui si rivolge al guru del software libero in questi termini: @GNU_MRS BRUDDA HOW U LYKIN UR MAKEOVA NAWMEEN SO MANY BITCHES ON DECK. PRETTY BITCH STALLMAN. FUCKIN PRINCESS.). La domanda sorge spontanea: perché?