martedì, aprile 08, 2008

Fenomenologia del belloccio

Chi è il belloccio? Il belloccio è un uomo che si sente bellissimo ma che in realtà non ha nulla di speciale. La sua convinzione di essere bello ed attraente si accompagna alla sua convinzione di essere buono (καλὸς καὶ ἀγαθός, dicevano i greci... e l'occidente ha ereditato e banalizzato questa formula). Il belloccio libero professionista o uomo di potere raggiunge l'akmé della sua autoidolatria: falsamente modesto (in quanto tiene molto al suo apparire buono ed umile), crede di essere più intelligente degli altri, soprattutto di chi non gli assomiglia. Il vanto è per il belloccio la principale modalità di comunicazione: quando il belloccio ha un blog, ad esempio, non perde occasione per parlare di sé, delle sue "onorificenze", delle sue conoscenze, della sua bella vita. Ma la vanità si accompagna all'invidia: il belloccio vive in costante conflitto con la sua inconsistenza d'essere umano. Sia ben inteso: non giunge a percepire la sua miseria intellettuale, ma intuisce che nel mondo c'è chi è in grado di avere un gusto e un pensiero non omologato. Il fatto che la creatività (che del bello ha forse solo lo splendore luciferino) sia fonte di apprezzamento da parte del pubblico lo infastidisce moltissimo, e cerca di colmare la lacuna nel modo peggiore: emulando.
L'invidia del/nel belloccio incrementa esponenzialmente la sua acidità. Il belloccio acidello è una mina vagante, una piaga sociale: parlerà alle spalle, getterà discredito sull'operato dei colleghi... insomma, cercherà di consolare il suo narcisismo comportandosi come la regina della favola di Biancaneve.


Questo post è dedicato a te, belloccio in ascolto; aiutaci a creare una società migliore: cerca uno psicologo che riesca a farti capire che non sei un avatar e che la vita non è una soap opera.

1 Comments:

At 12:09 AM, Anonymous giuliana said...

Caspita! Hai descritto perfettamente un tale che lavorava con me: quando ci siamo separati mi sono sentita molto sollevata, non ce la facevo più!

 

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