martedì, marzo 24, 2009

Luca Neri: fare soldi con il copyright in nome del no-copyright

Luca Neri ha scritto un libro che si chiama La baia dei pirati - Assalto al copyright.
Il libro è già un cult tra i "pirati", che però nulla fanno notare sul fatto che quel libro sia full-copyright e, per volontà di autore e casa editrice, non liberamente scaricabile, non condiviso se non previo pagamento.


E' una presa per il culo? Assolutamente no, è una presa per il cult.

Sul sito no-copyright.net (che sembra il sito di una community piratesca fan di Luca Neri ma che in realtà è di proprietà dello stesso Luca Neri), campeggia a caratteri cubitali "COMPRA IL LIBRO - sconto del 10% - consegna gratuita".


Viene il leggerissimo sospetto che si tratti dell'ennesima operazione commerciale travestita da "missione umanitaria" o "rivoluzione sociale" (scegliete voi).

Il fatto che nel libro confluiscano idee, cronache e filosofie ben note nel mondo delle libertà digitali, il fatto che, in altre parole, il libro sia il prodotto di un sapere collettivo maturato nelle community no-copyright, rende l'offerta non libera ancora più disgustosa.

Sabato 28 marzo Neri parteciperà alla Festa dei Pirati (tra i cui organizzatori troviamo, chissà perché, la sua casa editrice): quale migliore occasione per... promuovere un libro? :-)

Il libro vanta una rassegna spampa che tutte le associazioni festanti messe insieme non hanno mai avuto e non avranno mai (forse perché le battaglie vere sono fuori dal mercato?): ci voleva un'operazione commerciale per dare visibilità alla pirateria... o forse ci volevano i pirati per dare credibilità a un'operazione commerciale sulla pirateria.

"Happy Downloading!" scrive Luca Neri sul suo sito: e in questa frase è riassunto tutto.

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Aggiornamento delle ore 20 (circa).

Come ho precisato altrove,
scrivere un libro sulla pirateria non significa necessariamente condividere certi principi. Si può scrivere il libro e venderlo sotto full-copyright. Non c'è nulla di male. Ma se ti schieri pubblicamente a favore dei pirati, indossi le magliettine con il teschio (anche se hai una certa età) e vuoi essere coerente, allora il libro deve essere (quantomeno) scaricabile ed open.

Ma ammettiamo che l'adesione ideologica di Luca Neri al no-copyright sia un equivoco (di cui comunque Neri non sembra preoccuparsi affatto): chi l'ha generato e perché? Forse lo ha distrattamente generato la stessa persona che ha acquistato il dominio no-copyright per pubblicarvi i gridi di battaglia dei pirati e metterci accanto "COMPRA IL LIBRO!".

Comunque, l'operazione è geniale: il pirata arriva e acquista.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Carlo Gubitosa scrisse Elogio della Pirateria e venne "linciato" perché il libro, pur essendo rilasciato con licenza libera, non era reperibile on-line.

Alessandro Bottoni, che ringrazio per il suo commento, scrive: il povero Joachim Feist avrebbe dovuto diventare nazista per scrivere la biografia di Hitler.

Questa osservazione stimola la mia fantasia: immagino Joachim Feist presentare il libro su Hitler indossando una maglietta con la svastica. Immagino la casa editrice di Feist organizzare la Festa dei Nazisti. Immagino Feist che acquista il dominio hihitler.net per dare voce ai nazisti. Immagino Feist che rilascia interviste ai giornali in cui dice che lo sterminio degli ebrei è stato giusto.

Immagino tutto questo e penso che, se mai fosse accaduto, nessuno avrebbe avuto dubbi sull'adesione di Feist al nazismo.

9 commenti:

massimo ha detto...

Hai ragione è una vergogna. Sarà tardi quando apriranno gli occhi.

luciano t. ha detto...

io non sarei così drastico, in fondo per campare bisogna pur vendere e la pirateria da questo punto di vista affossa il mercato e le prospettive degli autori

massimo ha detto...

Luciano, hai qualche statistica che dimostra che la pirateria affossa il mercato?

k2 ha detto...

@ luciano

Il post non riguarda la pirateria, ma l'ipocrisia.

Alessandro Bottoni ha detto...

Veramente, non mi risulta che sia necessario condividere una posizione politica per scrivere su di essa. Diversamente, il povero Joachim Feist avrebbe dovuto diventare nazista per scrivere la biografia di Hitler.

Luca Neri è rimasto sicuramente affascinato e conquistato dalla forza delle idee "pirata" ma resta un giornalista, non un politico e non un attivista. Non vedo quindi perchè dovrebbe sentirsi in obbligo di mettere in pratica le idee che descrive nel suo libro.

Nel momento in cui comincierà a sostenere che lui stesso ritiene che l'applicazione di queste idee "pirata" è necessaria, sarà lecito chiedergli di agire di conseguenza. Per il momento, Luca si limita a spiegare al "volgo" cosa noi pensiamo di questa faccenda.

Di questo, personalmente, gli sono grato.

JM2C

k2 ha detto...

@ Alessandro

In lista (nel post che linka qui), ho scritto:
"Scrivere un libro sulla pirateria non significa necessariamente condividere certi principi.
Si può scrivere il libro e venderlo sotto full-copyright. Non c'è nulla
di male.
Ma se ti schieri pubblicamente a favore dei pirati, indossi le magliettine con il teschio (anche se hai una certa età) e vuoi essere coerente, allora il libro deve essere (quantomeno) scaricabile ed open."

Ecco, Alessandro, il punto è proprio lì:
Non so se lo sai, ma Neri si è schierato pubblicamente: "Scaricare gratis è giusto, è disobbedienza civile".

Questo lo dicono i pirati veri, non i giornalisti super partes.

Federico ha detto...

Beh, in effetti è un assurdo sostenere il p2p come forma di disobbedienza civile e poi pubblicare un libro sotto le stesse condizioni che obbligano a comportamenti illegali.

Non era più semplice renderlo scaricabile?
Sarebbe interessante sentire l'opinione dell'autore sul tema..

Comunque credo che la migliore risposta agli estremisti del copyright non sia legittimare il download selvaggio e irresponsabile, ma creare una cultura diversa basata sullo scambio, e dimostrare che può funzionare.
Come ha fatto e sta facendo il Software Libero.

Non ho letto il libro, ma ho l'impressione che almeno il suo atteggiamento sia un po' populista e in cerca di facili attenzioni.

Ma vorrei leggere il libro prima di esprimere un giudizio vero e proprio..
..chissà che non compaia nelle reti p2p.. almeno in questo caso siamo certi che l'autore non ce ne vorrà..anzi!

Massimo ha detto...

I virgolettati dei giornalisti possono essere fuorvianti però da La Stampa a Il Corriere tutti gli mettono in bocca le stesse affermazioni.

Ad esempio, al Corriere avrebbe detto: «I principi su cui si basa il copyright sono obsoleti, dannosi, incompatibili con il fiorire della libera comunicazione elettronica. Ergo: scaricare senza pagare – musica, film, software, videogame, libri – è non solo giusto, ma anche necessario per la democrazia».

Marco B. ha detto...

Mi ricorda il CD, mi sembra dei Korn, intitolato "Steal this album" e regolarmente venduto nei negozi!