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Creando si vive - 11/03/2012
Intervista al regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e poeta Silvano Agosti.



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Diritto d'autore: domande e risposte.



In quali paesi del mondo esiste la proprietà intelletuale?

La così detta proprietà intellettuale esiste in ogni paese del mondo (l'ultima nazione ad esserne priva fino ai primi anni del terzo millennio è stata l'Afganistan).


Cos'è il diritto d'autore?

La legge 22 aprile 1941, n. 633 protegge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. In base alla legge 22 aprile 1941, n. 633 sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche, ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell'autore.

Il diritto d'autore comprende:

a) i diritti morali (diritti al cui esercizio esclusivo non è possibile rinunciare):
diritto alla paternità dell'opera
diritto all'integrità dell'opera,
diritto al ritiro dell'opera dal commercio;

b) i diritti patrimoniali (diritti alienabili, rinunciabili e prescrittibili):
diritto di pubblicare l'opera;
diritto di utilizzare economicamente l'opera;
diritto di riprodurre l'opera;
diritto di trascrivere l'opera;
diritto di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico l'opera;
diritto di comunicare al pubblico l'opera;
diritto di distribuire l'opera;
diritto di tradurre l'opera;
diritto di elaborare l'opera;
diritto di pubblicare le opere in raccolta;
diritto di modificare l'opera;
diritto di noleggiare l'opera;
diritto di dare in prestito l'opera;
diritto di autorizzare il noleggio dell'opera da parte di terzi;
diritto di autorizzare il prestito dell'opera da parte di terzi.

Vi sono poi i diritti connessi all'esercizio del diritto d'autore (diritti al cui esercizio esclusivo è possibile rinunciare): diritti del produttore di fonogrammi, diritti dei produttori di opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, diritti relativi all'emissione radiofonica e televisiva, diritti degli artisti interpreti e degli artisti esecutori, diritti relativi ad opere pubblicate o comunicate al pubblico per la prima volta successivamente alla estinzione dei diritti patrimoniali d'autore, diritti relativi ad edizioni critiche e scientifiche di opere di pubblico dominio, diritti relativi a bozzetti di scene teatrali, diritti relativi alle fotografie, diritti relativi alla corrispondenza epistolare, diritti relativi al ritratto, diritti relativi ai progetti di lavori dell'ingegneria, altri diritti indicati dalla legge 22 aprile 1941, n. 633.


Cosa sono i diritti morali d'autore?

Il diritto di rivendicare la paternità dell'opera (l'autore ha il diritto di essere pubblicamente riconosciuto come l'artefice dell'opera, di non vedersi attribuita un'opera non sua e di non vedersi attribuita un'opera diversa da quella da lui creata), nel caso di opera anonima, di rivelarla;
il diritto all'integrità dell'opera (diritto di opporsi a deformazioni o modificazioni dell'opera e a ogni altro atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio all'onore o alla reputazione dell'autore);
secondo alcuni autori, il diritto di inedito (facoltà di decidere se e quando rendere pubblica l'opera);
il diritto di ritiro dell'opera dal commercio per gravi ragioni morali.

I diritti morali sono inalienabili, imprescrittibili e irrinunciabili.
Alla morte dell'autore il diritto alla paternità e il diritto all'integrità possono essere fatti valere, senza limite di tempo, dal coniuge e dai figli e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e dai discendenti diretti; mancando gli ascendenti e i discendenti, dai fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti. Ognuno di essi può agire senza il consenso degli altri.


Quanto durano i diritti di utilizzazione economica?

  • Regola generale: 70 anni dalla morte dell'autore.
  • Opere in comunione: 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore sopravvissuto.
  • Opere drammatico musicali, coreografiche e pantonimiche: 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore sopravvissuto.
  • Opere collettive: 70 anni dalla prima pubblicazione dell'opera come un tutto.
  • Opere anonime o pseudonime: 70 anni dalla prima pubblicazione dell'opera.
  • Amministrazioni dello Stato: 20 anni dalla prima pubblicazione.
  • Opere pubblicate per la prima volta dopo la morte dell'autore: 70 anni dalla morte dell'autore.
  • Opere cinematografiche: 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore.
  • Opere fotografiche: 70 anni dalla morte dell'autore.
Scaduti i diritti di utilizzazione economica, l'opera cade in pubblico dominio.


Quanto durano i diritti connessi?

  • Produttori del disco fonografico: 50 anni dalla fissazione del supporto oppure dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico dell'opera entro il termine di 50 anni.
  • Produttori di opere cinematografiche: 50 anni dalla fissazione del supporto oppure dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico dell'opera entro il termine di 50 anni.
  • Esercenti la radiodiffusione: 50 anni dalla prima diffusione di una emissione.
  • Artisti interpreti ed esecutori: 50 anni dalla esecuzione, recitazione o rappresentazione dell'opera. Se la fissazione dell'esecuzione è pubblicata o comunicata al pubblico entro tale termine, i diritti durano 50 anni prima dalla pubblicazione o, se anteriore, dalla prima comunicazione al pubblico.
  • Opere pubblicate per la prima volta dopo la scadenza dei termini di protezione al pubblico: 25 anni dalla prima pubblicazione o comunicazione.
  • Edizioni critiche e scientifiche di opere di pubblico dominio: 20 anni dalla prima pubblicazione.

Quali opere sono protette dalla legge sul diritto d'autore?

La legge 22 aprile 1941, n. 633 protegge le seguenti opere:
  • le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;
  • le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
  • le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;
  • le opere della scultura, della pittura, dell'arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
  • i disegni e le opere dell'architettura;
  • le opere dell'arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633;
  • le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633;
  • i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali, quale risultato di creazione intellettuale dell'autore (restano esclusi dalla tutela accordata dalla suddetta legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce; il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso);
  • le banche di dati di cui al secondo comma dell'articolo 1 della legge 22 aprile 1941, n. 633, intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo (la tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto);
  • le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico;
  • le opere collettive, costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che abbiano carattere di creazione autonoma, come risultato della scelta e del coordinamento ad un determinato fine letterario, scientifico didattico, religioso, politico od artistico (ad esempio, le enciclopedie, i dizionari, le antologie, le riviste e i giornali sono protetti come opere originali, indipendentemente e senza pregiudizio dei diritti d'autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte);
  • senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, le elaborazioni di carattere creativo dell'opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscano un rifacimento sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale.

Che differenza c'è tra l'opera collettiva e l'opera in comunione?

Un'opera collettiva è creata con il contributo distinguibile e scindibile di più persone (enciclopedie, dizionari, antologie, riviste, giornali); nell'opera in comunione, invece, il contributo dei coautori non è distinguibile.
Autore dell'opera collettiva è considerato chi ha organizzato e diretto la creazione dell'opera. Salvo patto contrario, il diritto di utilizzazione economica dell'opere collettiva spetta all'editore.


Che cos'è un'opera di elaborazione?

E' un'elaborazione di carattere creativo di un'opera originaria (sono considerate opere di elaborazionele modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento sostanziale dell'opera originaria). Autore dell'opera di elaborazione è considerato l'elaboratore, nei limiti del suo lavoro.


Quali opere non sono protette dalla legge sul diritto d'autore?

Ai sensi dell'art. 5 della legge 22 aprile 1941, n. 633, non sono protetti dalla legge sul diritto d'autore i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche, italiane o straniere.


Chi è il titolare dei diritti d'autore?

Nel caso di un'opera individuale, il titolare del diritto d'autore (comprensivo dei diritti patrimoniali e dei diritti morali) è, in via originaria, l'autore in quanto creatore dell'opera. Nel caso di opere in collaborazione, i titolari del diritto d'autore sono, in via originaria, i coautori. Il titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del software creato dal lavoratore dipendente è, salvo patto contrario, il datore di lavoro.
In seguito, i diritti patrimoniali possono essere acquistati, alienati o trasmessi in tutte le forme e modi consentiti dalla legge. Il diritto morale non può essere ceduto e rimarrà per sempre dell'autore o dei coautori.


Come si applica il diritto d'autore ad un'opera?

Non occorre seguire alcuna formalità amministrativa per ottenere il riconoscimento del diritto d'autore su un'opera. Il diritto d'autore viene applicato automaticamente all'opera stessa all'atto della sua creazione da parte dell'autore, quale particolare espressione del suo lavoro intellettuale.


Come posso dimostrare di essere l'autore di un'opera?

In Italia, per attestare di essere l'autore di un'opera, occorre poterne dimostrare la data di creazione: in sede processuale, viene riconosciuto autore dell'opera chi può dimostrare che la data di creazione della propria opera è antecedente alla data di creazione dell'opera di un altro autore.

Per ottenere un documento che attesti che ad una certa data hai creato una certa opera, puoi:
  • utilizzare Copyzero o il servizio gratuito Copyzero on-line;
  • pubblicare l'opera su un giornale o in un luogo pubblico;
  • depositare l'opera presso un notaio;
  • inviare a te stesso un plico sigillato (contenente l'opera) per mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno (RR): come chiarito anche nello studio 3154/2000, approvato dalla Commissione Studi del Consiglio Nazionale del Notariato, la giurisprudenza che si è copiosamente occupata del timbro postale, ha elaborato il principio che detta impronta può attribuire garanzia di anteriorità della datazione del documento, solo ove lo scritto faccia un corpo unico con il foglio sul quale il timbro è stato apposto (una soluzione è quella di far coincidere contenuto e contenente, piegando il foglio in quattro parti e sigillandone i margini: il timbro verrà apposto direttamente sul foglio; questo metodo sembra, dunque, essere di qualche utilità solo per alcune tipologie di opere);
  • inviare una raccomandata al Presidente della Repubblica, il quale è obbligato a protocollare tutto ciò che gli viene mandato;
  • registrare l'opera presso la Siae (pro: la Siae gestisce per conto dell'autore la concessione di licenze per l'utilizzazione del repertorio di opere ad essa affidato, la riscossione dei proventi derivanti da tali utilizzazioni e la divisione degli stessi tra gli aventi diritto, dedotte le provvigioni; contro: il costo per il deposito dell'opera in Siae, 110 euro, da corrispondere ogni 5 anni per il rinnovo, è proibitivo per molte tasche);
  • registrare l'opera presso la Società Raccolta e Salvaguardia Arte: in sostanza, ti permettono di depositare qualsiasi opera dell'ingegno e certificano la data di deposito (pro: l'opera può essere spedita anche tramite e-mail o via web; contro: costa 50 euro all'anno (canone spazio web) + 7 euro a deposito, tuttavia, esistono accordi con vari portali (come dirittodautore.it) che permettono di non pagare il canone annuale di 50 euro, ma soltanto il costo del deposito);
  • registrare l'opera presso la Writers Guild of America (pro: l'opera può essere spedita via web; contro: il documento deve essere in formato ASCII text, PDF (Adobe Acrobat), Microsoft Word, Final Draft, non superiore ai 10 Mb e non zippato [il servizio costa 20 dollari, da corrispondere ogni 5 anni per il rinnovo]).

Cos'è una licenza? In quanto autore, adottando una licenza rinuncio ai miei diritti?

La legge garantisce all'autore tutti i diritti sull'opera. I fruitori dell'opera detengono solo i diritti concessi dal libero utilizzo. Le licenze libere e le licenze open content sono contratti mediante i quali il licenziante rinuncia all'esercizio esclusivo di determinati diritti di utilizzazione economica e il licenziatario acquista la facoltà di esercitare tali diritti, obbligandosi a rispettare le condizioni della licenza. Adottando una licenza libera o una licenza open content non rinuncerai ai tuoi diritti patrimoniali, ma darai la possibilità anche ad altri di esercitare tali diritti. I diritti morali, invece, resteranno di tuo esercizio esclusivo.


Che cos'è una licenza libera? Che cos'è una licenza open content?

Le licenze libere sono licenze per il software libero e licenze per la documentazione relativa al software libero; in base a queste licenze nessun diritto di utilizzazione economica è riservato. Le licenze open content sono licenze per opere dell'ingegno diverse dal software e dalla documentazione relativa al software; in base a queste licenze nessun diritto di utilizzazione economica è riservato (si parla in tal caso di licenze free content), oppure uno o più diritti di utilizzazione economica sono riservati.


Le licenze libere e le licenze open content proteggono la mia opera?

No, le licenze libere e le licenze open content non servono a proteggere un'opera. E' il diritto che protegge la tua opera. Le licenze suddette servono soltanto a rinunciare all'esercizio esclusivo di tutti od alcuni diritti di utilizzazione economica.


Le licenze open content hanno ad oggetto anche i diritti connessi?

Dipende dalla licenza open content utilizzata. Le licenze Creative Commons, ad esempio, non menzionano i diritti connessi nell'elenco dei diritti licenziati. Questo significa che, prima di rilasciare l'opera con licenza Creative Commons occorre avere il consenso del/i titolare/i dei diritti connessi (se presenti sull'opera).


Le opere rilasciate con licenza libera o con licenza open content diventano di pubblico dominio?

Le licenze libere e le licenze open content non rendono un'opera di pubblico dominio, ma permettono di limitare le restrizioni all'utilizzo dell'opera imposte dall'All rights reserved, consentendo, innanzitutto, di riprodurre l'opera e di metterla in circolazione. Le persone che vogliono utilizzare una tua opera, nel rispetto dei termini e delle condizioni della licenza con la quale hai rilasciato la tua opera, sono libere di farlo senza contattarti. Le persone che vorrebbero utilizzare la tua opera per un utilizzo non espressamente autorizzato dalla licenza sono in ogni caso obbligate ad ottenere il tuo permesso.


Posso rilasciare con licenza open content un'opera di pubblico dominio?

No: se un'opera è di pubblico dominio, i relativi diritti patrimoniali sono estinti e dunque non è possibile rilasciare l'opera con una licenza.


Se per la mia opera utilizzo una licenza open content con clausola di esclusione dello scopo di lucro, posso comunque trarre guadagno dalla mia opera?

Certamente. La condizione di "utilizzo senza scopo di lucro" non deve essere rispettata dal licenziante ma dal licenziatario. In questo caso le altre persone non possono utilizzare la tua opera per trarne guadagno, a meno che tu non dia loro il tuo permesso.


Le licenze libere e le licenze open content hanno ripercussioni sui principi del libero utilizzo?

I principi di libero utilizzo vengono applicati in ogni caso, indipendentemente dalla volontà dell'autore.


In cosa consiste il libero utilizzo?

Esistono alcune opere che, nel rispetto di determinate condizioni, possono essere liberamente utilizzate. Del libero utilizzo si occupano gli artt. 65 e SS. della legge 22 aprile 1941, n. 633.

Un esempio: il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purchè non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.


In base alla licenza open content da me utilizzata posso creare un'opera derivata: come si crea un'opera derivata?

Per creare un'opera derivata (e, di conseguenza, poter aggiungere il proprio nome all'elenco dei coautori) occorre apportare modifiche sostanziali all'opera originaria: nelle licenze Creative Commons, che riportano la stessa definizione di opera derivata presente nel codice USA, tali modifiche si concretizzano in una traduzione, in un arrangiamento musicale, in un adattamento teatrale, narrativo, cinematografico, in una registrazione di suoni, in una riproduzione d'arte, in un digesto, in una sintesi e in ogni altra forma in cui l'opera può essere riproposta, trasformata o adattata (trattasi, dunque, di modifiche sostanziali; ad esempio, cambiare ad un testo qualche parola non significa creare un'opera derivata).


Nel modificare un'opera rilasciata con licenza libera o con licenza open content, dispongo di libertà assoluta?

No, perché il diritto morale all'integrità dell'opera (diritto dell'autore originario) non ti consente di apportare all'opera deformazioni o modificazioni, od ogni altro atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio all'onore o alla reputazione dell'autore (la valutazione della lesione dell'onore o della reputazione avviene sulla base di elementi psicologici soggettivi).


Quali vantaggi comporta ad un autore la sua iscrizione alla Siae?

La Siae amministra le opere dei suoi aderenti facendo sì che per ogni sfruttamento di un'opera sia corrisposto all'autore e all'editore un adeguato compenso. Se non sei interessato all'aspetto economico o preferisci gestire direttamente i tuoi interessi patrimoniali, l'iscrizione alla Siae non fa al caso tuo.


Se si è iscritti alla Siae, si può utilizzare una licenza open content?

Ai sensi dell'art. 3 del Regolamento Generale Siae, l'iscrizione alla Siae comporta il conferimento alla Società del mandato per l'esercizio di tutti i diritti su tutte le opere di competenza delle sezioni per le quali l'iscrizione dispiega i suoi effetti in Italia ed in quei Paesi in cui esiste una sua rappresentanza organizzata. Inoltre, l'iscritto ha l'obbligo di dichiarare tempestivamente tutte le opere destinate alla pubblica utilizzazione sulle quali abbia od acquisti diritti. Pertanto, un iscritto alla Siae può rilasciare con licenza open content soltanto le opere non destinate alla pubblica utilizzazione. Se un iscritto alla Siae vuole far circolare liberamente le proprie opere, può utilizzare la Public Domain Dedication (donazione al pubblico dominio): l'ordinamento giuridico USA, infatti, consente di rinunciare anche ai c.d. diritti morali: se su un'opera dell'ingegno non vi sono diritti d'autore, ci troviamo fuori dall'area di applicazione del mandato Siae.


Un'opera già depositata presso la Siae può essere rilasciata con una licenza open content?

Sì, purché l'autore non sia iscritto alla Siae.


Se non utilizzo la mia opera a scopo di lucro, posso fare a meno di apporre il bollino Siae?

Sì, ma devono essere esclusi sia lo scopo di lucro diretto che lo scopo di lucro indiretto (ad esempio: fine promozionale).


Per vendere in rete contenuti multimediali rilasciati con licenza open content, mi occorre una licenza della Siae?

Se i contenuti multimediali rilasciati con licenza open content non sono opere di autori iscritti alla Siae, non ti occorre una licenza della Siae per vendere quei contenuti.


Che differenza c'è tra copia di riserva e copia privata?

La copia privata riguarda gli audiovisivi, mentre la copia di riserva riguarda il software (la giurisprudenza ha tuttavia esteso la disciplina della copia di riserva anche agli audiovisivi). La prima consiste nell'esercizio del diritto di riproduzione (diritto di cui chi effettua la copia non è titolare), previo pagamento di un equo compenso; la seconda consiste nel diritto di preservare l'integrità del prodotto acquistato (è un diritto del consumatore, basato su uno stato di necessità). La copia privata è sempre utilizzabile, la copia di riserva, invece, può essere utilizzata soltanto quando l'originale subisca un danno.


Qual'è la funzione delle misure tecnologiche di protezione?

E' quella di impedire atti non autorizzati dai titolari dei diritti. Dette misure, che non sono legalmente aggirabili, devono comunque consentire al legittimo possessore dell'opera di effettuare una copia privata (anche solo analogica) della stessa.


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