Per far conoscere Scarichiamoli!, inserisci nella homepage del tuo sito web uno dei banners che trovi qui. Grazie!
N E W S
Creando si vive - 11/03/2012
Intervista al regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e poeta Silvano Agosti.



Il popolo della rete ha espresso un grande consenso per Scarichiamoli!: per questo motivo abbiamo deciso di dedicare un sito a questa iniziativa.

Per aderire alla nostra campagna e per ricevere informazioni, scrivi a staff at scarichiamoli.org

Buona navigazione sulle acque digitali di Scarichiamoli.org

Creando si vive.

Intervista al regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e poeta Silvano Agosti.

Puoi raccontarmi qualcosa sulla creatività?

Se domandi a un contadino "Come cresce il frumento?", quello ti risponde: "Perché il frumento cresca bisogna che ci sia la terra, che sia arata, concimata, bisogna che ci sia un buon clima... ". Se tu mi chiedi di parlare della creatività, allora io ti dico la stessa cosa che ti dice il contadino. Qual'è la terra sulla quale cresce la creatività? È la libertà. Una persona deve prima procurarsi la libertà, deve tagliare tutti gli ormeggi che lo tengono immobilizzato: la famiglia, il lavoro e tutti gli altri ormeggi che lo costringono a rimanere in porto e non vagare sul mare dell'essere. A questo punto qualcuno direbbe: "Ma come si fa a non avere rapporti con nessuno?". No, bisogna avere rapporti con tutti, ma non legami. Allora invece di avere un ormeggio è meglio avere delle ancore: quando uno vuole andare sul mare le tira su e va. Sono i legami inesorabili che inficiano il territorio della libertà. Se nella terra sono depositati oggetti, anche preziosi, impediscono al frumento di crescere.


Il gesto creativo viene comunemente considerato il gesto di una persona rara e particolarmente ispirata. Ma la creatività è davvero per pochi o può appartenere a tutti?

I bambini possono giocare tutti? Ma certo: la creatività è un gioco e non è in tutti perché il bambino viene bloccato nel gioco e viene trasferito in quel bunker che è l'aula scolastica o la sua stanzetta e lì lui non può giocare e allora impara a non giocare, impara a non essere creativo, diventando un piccolo pappagallo che ripete delle nozioni spesso assolutamente inutili. La creatività è la testimonianza dell'unicità assoluta di ogni essere umano, il dna del proprio comportamento espressivo, e quando una persona è costretta a non creare neanche nel linguaggio, nel gesto, nelle relazioni con gli altri, allora diventa matta. La creatività, come l'acqua che viene fermata, a un certo punto sfonda tutte le barriere e passa... e diventa quella che comunemente è chiamata follia.


Esiste oggi un'industria della creatività, cioè una mortificazione della creatività?

Assolutamente sì. Una creatività assolutamente squallida è quella della pubblicità. La pubblicità e il consumismo sono il cadavere della creatività.


Eppure i pubblicitari li chiamano creativi!

Ma chiamano anche imprenditore uno che non fa altro che prendere, chiamano anche impiegato uno che è tutto piegato e non riesce nemmeno più a stare in piedi.


In Kirghisia esistono i diritti d'autore?

No, esistono gli autori. In Kirghisia tu hai una casa tua, hai un pranzo gratuito quando vuoi, hai il dovere sociale di lavorare tre ore al giorno (che stanno diventando due), che altro vuoi possedere?


Tu hai chiesto che l'essere umano venga riconosciuto patrimonio dell'umanità.

Sì, ufficialmente e per il momento inutilmente. Mi hanno mandato dall'ultimo degli ultimi, uno che nei beni culturali rappresenta anche l'UNESCO e questo ha dato una risposta delirante come è delirante tutto l'apparato ufficiale: "Il soggetto da Lei indicato" - l'essere umano - "non è purtroppo nelle nostre liste". E io gli ho risposto che vorrei proprio che lo mettessero nelle loro liste.


Se l'essere umano è patrimonio dell'umanità e la creatività è la testimonianza dell'unicità assoluta di ogni essere umano, le opere creative dell'uomo non dovrebbero essere patrimonio di tutti?

Sì, ma loro questo lo approverebbero per i morti, loro sono specializzati nei morti. Direbbero: "L'opera di Leonardo da Vinci è patrimonio dell'umanità, l'opera di Dario Fo no". Però dopo la morte di Dario Fo direbbero: "Ah, sì, sì, anche l'opera di Dario Fo è patrimonio dell'umanità".


La mia sensazione, anche in riferimento alla fruizione della creatività da parte delle persone, è che si possa fare a meno dell'essere umano, che ci sia un'assuefazione a quest'essere disumano che appare un po' ovunque.

L'essere umano non è mai esistito, quando è esistito l'hanno subito ammazzato: da Socrate a Gesù Cristo a Luther King, appena l'essere umano si è affacciato su questo pianeta è stato immediatamente ammazzato. Arriverà. Io che ho avuto la fortuna smisurata di crescere a piedi nudi su una collina, di non andare a scuola fino all'età della ragione, che è verso gli undici, dodici anni, io che ho avuto la possibilità di ragionare sullo scempio che la scuola mi offriva e che ho avuto la possibilità di difendermi, mi sento incredibilmente vicino all'essere umano e sento tutta la sua nobiltà e la sua unicità e tutto quello che creo - mi devi credere - lo attribuisco all'essere umano che c'è in me e non certo a quella "scaglia biografica" che sono io. Sento con estrema sensibilità qualsiasi tipo di oppressione. Persino una solidarietà imposta è per me negazione della libertà.


Abbiamo "appurato" che per essere artisti non occorre essere riconosciuti tali.

Riconosciuti da chi? Io mi vergognerei di essere riconosciuto artista o altro dagli attuali apparati sociali di potere e non andrei assolutamente a ritirare nessun tipo di premio. Anche ultimamente ho vinto un premio, ma ho mandato un'amica.


Mi dicevi che tu sei cresciuto su una collina: è un'immagine bellissima. Non tutti hanno avuto la tua stessa fortuna. Per queste persone c'è la possibilità di trovare la loro libertà, c'è una possibilità?

Mi stai chiedendo se per uno che è chiuso in un penitenziario c'è una possibilità di sfuggire.


Sì, di scavare nel muro con un cucchiaino come il protagonista di un tuo film.

Panagoulis ha scavato un buco di 80 cm con un vecchio pezzo di cucchiaino. Puoi usare anche le unghie, se non hai nulla.


Abbiamo parlato di morte e di creatività. È possibile attraverso la creatività rendersi eterni? Lasciare una traccia di sé?

Dante quando incontra Brunetto Latini gli dice: "M'insegnavate come l'uom s'etterna". La traccia può essere perenne. Per ora, tra le sconsiderate mostruose crudeltà che ha esercitato, il potere non ha ancora distrutto le opere di Shakespeare né i quadri di Caravaggio... per ora...


Se una persona fotocopiasse un tuo libro di poesie e lo distribuisse gratuitamente ad altri, la cosa ti darebbe fastidio o ti lascerebbe indifferente?

Lo fanno già. C'è un gruppo di studenti di Napoli che ha clonato "Lettere dalla Kirghisia", l'ha ridotto a tre pagine, lo vende a due euro...


Addirittura lo vende?

Sì, lo vende, è persino nel catalogo Feltrinelli. Io gli ho solo detto: "Magari nella prossima edizione scrivete che esiste anche l'originale".


Hai mai pensato a una distribuzione delle tue opere con licenze libere?

Ho pensato semplicemente al fatto che la natura quando distribuisce gli alberi li distribuisce ovunque, poi arrivano gli uomini e li tagliano. Penso che un pensiero che tocca tutta l'umanità poco a poco raggiungerà tutta l'umanità. Mi ha dato però fastidio che qualcuno abbia messo un pezzo di "D'amore si vive" in Internet perché, estrapolato dal contesto, non era la stessa cosa.


Abbiamo parlato di copie e cloni. Tu ci insegni che l'essere umano è straordinario ed unico, ma se tu incontrassi un tuo clone, una persona come te, ci andresti d'accordo?

Vado persino d'accordo con i mei nemici, figuriamoci con un mio clone...


Come fai ad andare d'accordo con i tuoi nemici?

Una delle frasi più sensate e anche la meno citata del mio amico Gesù Cristo è: "Ama il tuo nemico". Io amo il mio nemico, nel senso che mi fa pena, non capisco perché lui debba essere un nemico.


Porgi l'altra guancia?

No, non porgo un bel niente. Quando qualcuno ha cercato di rompermi una bottiglia in testa senza ragione mi sono girato e gli ho detto: "Hai bisogno di qualcosa? Vuoi un cappuccino?". Lui me l'ha rotta sulla spalla, ma io gliel'ho chiesto lo stesso se voleva il cappuccino.


È finita lì, con la spalla rotta e il cappuccino?

No, è finita così: lui si è messo a piangere, mi ha detto che l'unica possibilità che aveva di entrare in rapporto con un altro essere umano era un gesto di violenza e io gli ho detto che lo capivo. E lui ha fatto capire a me che qualsiasi gesto di violenza, dallo stupro alla guerra, nasce da uno stato di disperazione. Adesso, infatti, bisogna stare attenti perché il potere è disperato e potrebbere tirare fuori qualsiasi...


Cosa potrebbe fare??

Potrebbe chiamare i giovani dai diciotto ai venticinque anni in guerra, così non gli chiedono un posto di lavoro.


Grazie del tempo che mi hai dedicato e delle risposte che mi hai dato con tanta gentilezza.

Figurati, io considero la gentilezza la più grande e potente energia che c'è nell'universo. Più potente dell'energia atomica e dell'energia solare. La gentilezza è...


Una grande forza.

Eh, ti ricordi? "Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende".
| Valid xhtml strict 1.0 | Valid css