Accesso libero ai dati geografici raccolti dagli Stati.
Intervista a Paolo Cavallini di Faunalia.Che cos'è GFOSS?
GFOSS = Geographic Free and Open Source Software, ovvero il software libero per gestire l'informazione geografica; in Italia esiste una forte comunità GFOSS (italiani sono presenti, spesso in ruoli importanti, in tutti i maggiori progetti), che di recente si è radunata intorno al sito gfoss.it e la mailing list associata.
Perché è importante la presenza del software libero / open source nel settore dei sistemi informativi territoriali?
Due motivi essenziali:
- democrazia: il dato geografico è ormai fondamentale per tutti noi, sia attivamente (ci serve sapere qual è la via più breve per raggiungere un luogo, a che distanza si trova la discarica di materiali tossici più vicina, ecc.), sia passivamente (dati relativi ai nostri movimenti sono registrati da una varietà di soggetti, e sapere chi li ha e chi li gestisce è importante per garantirci una certa libertà);
- business: dove i dati sono liberi, si è potuta sviluppare un'industria del software relativa al trattamento dell'informazione geografica; se i dati non sono disponibili, questo costituisce un freno iniziale potentissimo allo sviluppo di servizi location-based.
Perché è auspicabile la distribuzione dei dati geografici di proprietà degli enti pubblici sotto licenza open content?
Gli enti pubblici sono di gran lunga i maggiori produttori di dati geografici; la maggior parte di questi ritengono giusto far pagare per l'utilizzo di tali dati, ma in realtà sono pochissimi i soggetti che li comprano, dato che la maggior parte delle analisi vengono svolte da o per altri enti pubblici. Quindi il meccanismo non genera risorse significative (anzi, spesso il costo dei meccanismi per il pagamento, inclusi i sistemi di e-commerce, è maggiore di quanto si ricava dalla vendita). A volte i dati sono distribuiti in modo "quasi" libero, ma senza una licenza chiara, ad esempio, escludendo gli "usi a fini di lucro"; ma cos'è il fine di lucro? Se tengo un corso, per il quale vengo pagato, posso usare questi dati? E se faccio un lavoro per un ente pubblico, questo costituisce fine di lucro, direi, quindi l'ente dovrebbe vendermi i dati e pagarmi anche per l'acquisto degli stessi. Insomma, ci sono tantissime situazioni paradossali, che non si manifestano solo perché (per ora) in Italia tutto si aggiusta, tramite soluzioni informali, ma certo la situazione non è sostenibile. Una licenza chiara, open content, consentirebbe una maggior trasparenza e tranquillità da parte di tutti.
Di cosa tratta la proposta INSPIRE?
Secondo me, INSPIRE [n.d.r: INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe] ha due anime:
- da una parte, cerca di razionalizzare la raccolta, manutenzione ed elaborazione dei dati geografici: c'è una grandissima sovrapposizione fra enti e progetti, e ciò determina confusione, spreco di risorse e mancata divulgazione del dato;
- dall'altra, però, consentendo il pagamento del dato in modo proporzionale ai "costi di raccolta, produzione, riproduzione e diffusione" del dato stesso, esclude, di fatto, dall'accesso al dato una serie di soggetti, quali il cittadino medio e le piccole imprese. E' questo secondo aspetto, ovviamente, che ci preoccupa.
Accesso libero ai dati geografici raccolti dagli Stati: quali le iniziative a riguardo?
Esistono varie petizioni che cercano di sensibilizzare le autorità rispetto alla necessità della libera diffusione; la più direttamente collegata alla proposta INSPIRE è Open Geodata.
