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Il sapere mette le ali - 22/09/2009
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Nuove forme di trasmissione dei contenuti digitali: il face to face e la free box.

Intervista al musicista Sergio Messina (Radio Gladio).

Che cos'è il face to face?

Per adesso è un'idea per una iniziativa, una giornata dedicata alla condivisione legale (per contrastare l'idea che sia solo illecita) nella quale i musicisti di ogni città si ritrovano in centro, ognuno col suo laptop, e possono copiare nelle chiavi USB o mp3 player dei passanti della musica libera, spiegando anche le ragioni che li spingono a condividere quello che altri fanno pagare. E' la versione pedonale del P2P, il F2F.


Che cos'è la free box?

E' uno strumento diverso immaginato per lo stesso scopo. E' un juke box (realizzabile da chiunque con un vecchio PC e un disco capiente) che contiene esclusivamente musica rilasciata con una licenza tale per cui, legalmente, chi lo installa non deve pagare la Siae e può far scaricare i brani (sempre su chiave o player) ai suoi clienti. Ambedue queste iniziative sono nate all'interno del coordinamento (L)eft che si occuperà anche di mettere a punto un disco pieno di musica legalemente scaricabile.


Il face to face e la free box possono essere utilizzati soltanto per il libero scambio e la libera trasmissione di musica o possono contribuire alla diffusione mobile ed ultrainternettiana di tutta la cultura e dell'informazione spontanea?

Per la natura dell'oggetto credo che soprattutto la free box sia molto orientata verso la musica, mentre il F2F potrebbe certamente diffondersi anche per altre forme: per esempio dei reading pubblici nei quali gli spettatori possono portare gratuitamente a casa tutti i testi. Il punto è di rendere nota l'alternativa legale della cultura libera al pubblico, e di mostrarne i vantaggi a chi la produce, che oggi si sente vittima del libero scambio e il cui atteggiamento potrebbe e dovrebbe mutare.
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