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Creando si vive - 11/03/2012
Intervista al regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e poeta Silvano Agosti.



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La Cultura trivellata.

Intervista a Vincenzo Moscuzza, del Comitato per le Energie Rinnovabili e contro le Trivellazioni Gas-petrolifere in Sicilia.

Trivellazioni in Val di Noto: raccontateci la vicenda.

Tutto iniziò nel 2000 con la L.R. n.14 del 3 luglio 2000, che recepì la Direttiva Comunitaria 94/22/CE relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. In seguito a tale Legge, il 30/10/2003, con il D.A. n.91 venne emanato il Disciplinare Tipo. Un Disciplinare della Regione Sicilia, risultato di un accordo con l'Assessorato all'Industria, che in sostanza dette carta bianca alle compagnie petrolifere di operare in modo quasi incontrastato in un territorio sovrano.

Da quel momento svariate compagnie calarono in Sicilia per le condizioni favorevolissime determinate dal nuovo quadro normativo. Così, dopo Priolo e la distruzione del litorale di Augusta, dopo aver "cambiato rotta politica" e aver scelto saggiamente per lo sviluppo di questa area la via del turismo, delle "risorse rinnovabili", delle coltivazioni di pregio, della valorizzazione di tutto quello che per grazia ricevuta c'è e c'è solo qui e da nessuna altra parte al mondo (n.d.r.: il Val di Noto è uno dei lembi di terra più belli della Sicilia sud-orientale, talmente bella e culturalmente importante da diventare nel 2002, con otto sue città, inserite nella World Heritage List dell'UNESCO, Patrimonio dell'Umanità), dopo tutto ciò la Regione Sicilia cambiò ancora una volta parere: in seguito ad una richiesta di permessi da parte di 4 compagnie petrolifere, l'Assessore all'Industria, Marina Noè, tra il 19 ed il 22 marzo 2004 fuirmò 4 Decreti che ridettero a 4 compagnie petrolifere (Eni, Sarcis, Edison e Panther Resources) il "via libera" alla "ricerca e all'estrazione di idrocarburi gassosi e liquidi" in tutta la Sicilia orientale e nelle 4 Provincie di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna.

Dalla premessa del Disciplinare si legge che "la concessione comprende anche il diritto a costruire, esercire e mantenere un sistema, parziale o completo, di serbatoi e di condotte. [...] Tale sistema può comprendere, fra l'altro, le stazioni di spinta iniziale o intermedie e i relativi serbatoi, macchinari annessi, le condotte principali e secondarie". Ovvero, permesso di trasformare l'intero Val di Noto in un enorme complesso estrattivo gas-petrolifero. In pratica, il Texas italiano, per un totale di 1603 kmq su una superficie totale dell'isola di 25.707 kmq, pari al 6,2% dell'intero territorio regionale.

All'inizio della vicenda i Sindaci dei Comuni del Val di Noto, per rendere pubblica la questione, si limitarono ad affiggere un avviso all'albo pretorio, e così, nei 60 giorni previsti dalla legge per eventuali reclami, nessuno seppe o poté reagire.

La faccenda avrebbe proseguito il suo iter nel silenzio generale se, dopo le prime denunce dei Verdi di Siracusa (ottobre 2004) e la presa di coscienza delle Associazioni ambientaliste, non fosse nato in Gennaio 2005 il Comitato contro le trivellazioni, promosso dagli operatori turistici della zona, dalle Associazioni ambientaliste, dai cittadini, dai partiti politici e da singoli uomini politici.
Il Comitato cominciò a sollevare la questione di incompatibilità di tali iniziative estrattive con il modello turistico-agricolo che il territorio si era dato faticosamente e dei gravi e prevedibili guasti ambientali che inevitabilmente accompagnano lo sfruttamento dei giacimenti gas-petroliferi, che rischiano di creare più danni che vantaggi in una zona della Sicilia da tempo votata al turismo naturalistico e culturale.

Al teatro comunale di Noto il 9 aprile 2005 un grande forum pubblico, organizzato dalla rivista Il Ponte insieme al Comitato vide deputati nazionali e regionali insieme a consiglieri provinciali, sindacati e Sindaci del Val di Noto firmare un documento che li impegnava a contrastare nei modi possibili l'avanzata dei petrolieri nel Val di Noto.

L'11 agosto 2005 il Comitato fece presentare a Legambiente Nazionale un ricorso al T.A.R. Sicilia per vizi procedurali riscontrati nell'iter autorizzativo dei permessi.

Nel frattempo l'Assessore al Turismo della Regione (On. Granata) aveva richiesto al suo governo di revocare i permessi dati, ma alla fine era riuscito ad ottenere dalla Giunta Regionale delle sospensioni dei permessi in data 20 maggio 2005, reiterate in data 13 luglio 2005. Tali sospensioni il 1° dicembre 2005 furono bocciate dal T.A.R. Sicilia con una ordinanza che annullò il tipo di soluzione che il governo regionale aveva trovato per uscire fuori dall'empasse.

Da quel momento sono proseguite le attività della Panther da un lato, del Comitato e di una parte del mondo politico dall'altro: interpellanze parlamentari dei Verdi a livello regionale, nazionale ed europeo, dei DS a livello europeo. Richieste di annullamento del Decreto n.16 del 31 marzo 2004 vennero dall'intero centro-sinistra regionale il 31 marzo 2005: senza esito.

In altra sede, e precisamente a Ragusa, il Sindaco Solarino del centrosinistra, invece, concesse in modo irresponsabile le autorizzazioni comunali previste per iniziare le ricerche gas-petrolifere.

A livello regionale fu bocciato dall'assemblea regionale ed in modo trasversale da svariate forze politiche, in piena estate 2005, un articolo della nuova legge sul turismo, presentato da vari politici del centro-sinistra e centro-destra, che avrebbe potuto bloccare l'iter della questione, grazie ad un deputato di Forza Italia che chiese e ed ottenne il voto segreto.

Infine, il 23 gennaio 2006 cinque tra i più grandi Comuni del Val di Noto (Noto, Caltagirone, Modica, Rosolini e Buscami), a cui poi si sono aggiunti Avola e Chiaramente Gulfi, in consigli comunali allargati votarono una mozione in cui si dice a chiare lettere NO al modello di sviluppo che passa dalla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi e si richiede alla Regione di tornare indietro sui suoi passi.

A tuttoggi il governo regionale e il suo presidente (n.d.r.: Totò Cuffaro) non hanno mai dato una risposta alle nostre richieste ed a quelle dei rappresentanti dei nostri territori con la revoca o l'annullamento dei permessi.

La Provincia Regionale di Siracusa, che col suo consiglio provinciale votò una presa di posizione ferma contro le ricerche gas-petrolifere, ha incaricato un pool di avvocati a difesa del territorio.

Oggi il problema è divenuto urgente poiché uomini della Panther sono venuti a cercare i proprietari di terreni a 4 km da Noto: per avviare le loro attività chiedendo loro di cedere porzioni di terreni di 0,6 ettari per impiantare i loro cantieri. I proprietari dei terreni, ignari della vicenda, stupiti e contrariati si sono rivolti al Comitato per capire cosa fare. Alcuni di questi hanno già in programma l'avvio di attività turistiche rurali a due passi dalle quali ci saranno gli impianti. Altri hanno impiantato vigneti per rilanciare la viticoltura di qualità. Il Comitato, dopo averli ascoltati ed aver valutato lo stato dei fatti, ha deciso di intensificare le attività che dovranno portare alla liberazione del Val di Noto dall'incubo delle trivellazioni gas-petrolifere per poter proseguire il cammino verso uno sviluppo sostenibile che abbia come perno il turismo sostenibile di qualità e una agricoltura fondata sui prodotti tipici del territorio (olio, vino, mandorle, agrumi, ecc.).

Intanto, alle elezioni comunali di Noto Sindaco di Noto è risultato l'Avv. Corrado Valvo di Alleanza Nazionale, che aveva messo al primo punto del programma il NO alle trivellazioni gas-petrolifere. Il candidato sindaco di una parte del centro-sinistra si era detto preoccupato per l'allarmismo del Comitato NOTRIV e non era così preoccupato come tutto il resto del sud-est siciliano. Il nuovo Sindaco si è detto disposto ad indossare la fascia tricolore e, insieme ai cittadini, a fermare i mezzi dei petrolieri nel caso entrassero nel suo territorio. Dopo ciò ha incaricato con Delibera di Giunta il Comitato NOTRIV di costituire un gruppo di monitoraggio comunale, senza alcun emolumento, per seguire gli sviluppi e riferire all'Amministrazione. Inoltre, ci ha fatto conoscere una singolare missiva dell'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente che richiedeva ai petrolieri documenti che dovevano essere preliminari all'emanazione dell'autorizzazione e dalla cui produzione i petrolieri furono esonerati: V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) e Valutazione di Incidenza, richiesta poiché le zone di perforazione ricadono vicino a Siti d'Importanza Comunitaria e a Zone di Protezione Speciale. Ciò ha scatenato le ire dei petrolieri, che minacciano di impugnare tale richiesta della Regione. L'assenza di tali importanti documenti è stata oggetto di un ricorso al T.A.R. Sicilia che il "Comitato per le Energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia" ha fatto presentare a Legambiente Nazionle e che non ha ancora trovato risposta dal T.A.R.

Oggi, dopo che il 20 luglio e il 27 luglio in due incontri a Siracusa e Modica i Sindaci del Val di Noto hanno detto un NO deciso a qualsiasi progetto di reindustrializzzione gas-petrolifera ed hanno chiesto un incontro a Cuffaro per riferirglielo di persona, non ci sono più alibi per il governo regionale per non annullare quei Decreti Assessoriali del marzo 2004 che tante tribolazioni hanno procurato al sud-est della Sicilia, che sta puntando sul turismo di qualità.

Intanto, i maggiori quotidiani dell'isola, con in testa La Sicilia, continuano a sfornare articoli per convincere i siciliani della bontà di quei progetti di reindustrializzzione idrocarburica che ormai non vuole nessuno: né i cittadini, nè i Sindaci, né gran parte del mondo politico di destra e di sinistra. La Regione Sicilia ha già dato e troppo: Gela, Milazzo, Priolo ed Augusta insegnano.


Quale attenzione ha rivolto e rivolge l'informazione locale e nazionale al problema?

L'informazione locale dei quotidiani siciliani è schierata per le nuove ricerche gas-petrolifere e sta facendo campagna per la loro realizzazione.
La stampa e la TV nazionali hanno affrontato più volte e seriamente il problema. Alcuni interventi significativi su LA7 con un servizio video, la Repubblica, L'Espresso, Panorama, Avvenire, il manifesto e l'Unità hanno realizzato articoli su l'argomento.
E' chiaro che vi è in atto uno scontro sul futuro della Sicilia, e per questo vi sono talvolta interessi economici in gioco e quindi resistenze a voler parlare del problema o a non schierarsi con chi vuole ricominciare a bucare la Sicilia invece di guardare alle fonti energetiche.


Come si è occupata del caso la politica?

La politica ci ha creato il problema, dando le autorizzazioni in un'area oggi impensabile; la politica fa finta di nulla. Noi immaginiamo Cuffaro che davanti alle nostre perplessità si gira dall'altra parte perché non sa come risolvere il caso creato da un suo Assessore, che lavora nel settore dei cantieri navali di Augusta, l'industriale Marina Noè. L'unico politico di maggioranza che aveva preso a cuore la cosa in Sicilia ed aveva adombrato interessi "poco chiari" nella vicenda (On. Fabio Granata, Assessore al Turismo nel passato governo Cuffaro) non è stato rieletto e pensiamo che il suo schieramento lo abbia voluto punire per il suo impegno contro le trivellazioni in Val di Noto ed il suo modo sanguigno di affrontare le questioni. L'ex Assessore ai Beni Culturali ed Ambientali, Pagano, andò perfino a benedire nel ragusano il cantiere petrolifero... e poi disse sulla rivista Economy del 26 gennaio 2006, a proposito delle trivellazioni petrolifere in Val di Noto, che "non esistono vincoli di nessun genere nelle campagne desolate" dello stesso Val di Noto: due corbellerie nella stessa frase sono troppe! La zona è piena di vincoli di tutela e non si possono certo definire "campagne desolate" territori paragonati alle colline toscane ed umbre e premiati dalle statistiche turistiche dell'anno 2006. Queste assurdità hanno offeso profondamente un intero territorio e la sua popolazione.
Ma anche nella opposizione regionale ci sono state posizioni ambigue: una parte dei DS è favorevole, con alcuni esponenti come l'On. Crissafulli, alle nuove ricerche gas-petrolifere, e una parte, rappresentata dall'On. De Benedictis, è contraria. Ci sono posizioni ambigue in entrambi gli schieramenti. Il problema è che l'ambiguità è a spese di un territorio che stava puntando su un modello di sviluppo che fa a cazzotti con l'industrializzazione estrattiva. Il governo regionale per anni ha finanziato nelle aree del Val di Noto la nascita di strutture ricettive turistiche ed agrituristiche, e poi, in quelle stesse zone, dove permangono quelle strutture, ha mandato i petrolieri, le cui attività fanno scappare i turisti.


Quali strade sta percorrendo il vostro comitato?

Il Comitato, alla luce degli ultimi accadimenti, ha preso in considerazione due vie:
1. la via legale;
2. la via della mobilitazione del territorio a difesa del suo futuro.

1. La via legale, in parte avviata, è demandata ad un pool di avvocati di Legambiente Nazionale, ad un pool della Provincia Regionale di Siracusa, ed anche il Comune di Noto ha avviato una procedura legale di contrasto con un ricorso al T.A.R. Sicilia. Nei prossimi giorni ci aspettiamo che anche gli altri Comuni come Rosolini, Caltagirone, Modica, Comiso Avola, Palazzolo Acreide, ecc. facciano la stessa cosa nei confronti dei permessi dati dall'Assessore all'Industria Marina Noè.

2. Il Comitato ritiene che la via della mobilitazione del territorio debba essere intrapresa da tutte le forze vive del territorio (partiti politici, Associazioni, operatori turistici, commerciali ed agricoli, chiesa, singoli cittadini), di cui il Comitato si ritiene soltanto un catalizzatore.
Pertanto, alla luce di quanto finora accaduto e delle varie prese di posizione di politici, uomini di cultura, mass media e giornali, il Comitato ha inteso ed intende avviare le seguenti azioni di lotta pacifica, nonviolenta ma determinata:

1) grande assemblea pubblica tenutasi davanti al municipio di Noto venerdi 12 Maggio 2006, con la partecipazione di uomini politici, di cultura, Associazioni ambientaliste e culturali e cittadini del Val di Noto per dare un segnale forte di una volontà popolare che vuole fermare tale processo di reindustrializzazione estrattiva nel Val di Noto;

2) presidio stabile durante l'Infiorata di Noto per la sensibilizzazione dei cittadini e la raccolta firme;

3) assemblee dibattito con gli operatori turistico-commerciali;

4) assemblee dibattito con gli imprenditori agricoli e loro sindacati di categoria;

5) autofinanziamento o richiesta al Comune e alla Provincia di un finanziamento per la realizzazione di strumenti di divulgazione (volantini, manifesti, ecc.);

6) richiesta al Comune di poter effettuare inviti telefonici degli operatori di cui ai punti 3 e 4 per la partecipazione alle assemblee;

7) coinvolgimento di uomini di cultura e/o di spettacolo che possano partecipare a momenti di diffusione pubblica del problema e fare da testimonial;

8) eventuale partecipazione, in delegazione nutrita, ai prossimi lavori d'Aula, in Assemblea Regionale per esternare in tale sede la contrarietà dell'intero territorio.

Inoltre, il Comitato ha pensato di realizzare, attraverso MalastradaFilm, un film-inchiesta, finanziato dal basso con soli 10 euro per copia di DVD. Circa 600 cittadini italiani, e non solo, hanno aderito e sono partite le riprese. Il film adesso è nella fase di montaggio ed è stata già un'esperienza entusiasmante per tutte le "energie" siciliane che ha messo in moto; tanta gente ha partecipato in vari modi alla realizzazione dell'opera. E' una esperienza nuova di connubio tra "cinematografia-impegnocivile-coproduzionedeicittadini" che mira a far conoscere un dramma di un popolo che sta rialzando la testa dopo secoli di silenzio e complicità omertosa. Il film è finanziato dal basso (Produzioni dal Basso) e con il sistema Creative Commons; appena pronto il film, che contiamo di ultimare a inizio dicembre, utilizzeremo tutti i canali a nostra disposizione: Internet, cinecircoli, librerie, televisioni. Il film potrà essere diffuso liberamente e gratuitamente. Molti amici hanno offerto la loro disponibilità a darci una mano in questa fase: Arcoiris.tv, ARCI, AIAB, Legambiente, Ritaexpress, tra i tanti. Stiamo inoltre cercando di ottimizzare un tour di presentazione/distribuzione.
Vi sta partecipando anche Roy Paci con le musiche, e così stiamo organizzando un grande evento di presentazione mondiale in cui vogliamo parlare delle alternative concrete al petrolio.
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