La scrittura collettiva.
Intervista a Vanni Santoni e Gregorio Magini del progetto SIC.Che cos'è la SIC, qual'è il suo scopo?
SIC (Scrittura Industriale Collettiva) è innanzitutto un metodo di scrittura a più mani improntato alla massima efficienza ed efficacia.
Il progetto SIC nasce dalle menti di Vanni Santoni e Gregorio Magini nel novembre del 2006 (e si concretizza nell'aprile/marzo 2007) con tre obiettivi dichiarati:
* far diventare la scrittura collettiva dei piccoli gruppi una prassi letteraria;
* scrivere un grande Romanzo Aperto, un libro collettivo da centinaia di utenti, che sia innanzitutto un buon libro;
* dare vita a una rete di lettori e scrittori attenti all'innovazione e sensibili al tema della condivisione del sapere.
Come funziona la SIC? Come vi si partecipa?
L'idea alla base della SIC è fornire un metodo di scrittura collettiva efficiente e utilizzabile da tutti. Chi finora è riuscito a produrre buone opere collettive (un nome per tutti, gli Wu Ming) lo ha fatto anche in virtù del rapporto che lega i membri del gruppo, ovvero ha trovato un proprio metodo, che non sarebbe però applicabile con altre persone in quanto legato alle caratteristiche dei singoli.
La SIC si basa su un metodo univoco, anche se personalizzabile a seconda del tipo di opera che si vuole produrre (l'esempio più semplice è quello del cinema: per quanto ogni troupe e ogni regista abbia metodi propri, e ogni film costituisca un caso a sé vista la quantità di persone coinvolte, una metodologia generale esiste, ed è anzi indispensabile).
I principi base della SIC sono la divisione del lavoro (su cui spicca l'assoluta distinzione tra chi scrive - scrittori - e chi edita/compone - direttori artistici -) e la scomposizione della narrazione nei suoi elementi (tramite schede personaggio, locazione, situazione, etc.) che solo successivamente vengono ricomposti.
E' possibile partecipare alla SIC in vari modi: mettendo su un proprio gruppo di scrittura (nel qual caso la redazione SIC fornirà metodologia e assistenza), proponendosi per partecipare a uno dei prossimi racconti "ufficiali" quando sul sito verrà annunciato l'inizio dei lavori, e partecipando al Romanzo Aperto, un progetto SIC da centinaia di autori che partirà a settembre.
Si tratta di un metodo in divenire, riutilizzabile... ?
Il metodo SIC è "a sorgente aperta" e cambia, si evolve ad ogni applicazione; il sito SIC nasce anche per coordinare lo sviluppo del metodo, oltre che il dibattito e il lavoro degli scrittori.
Che cosa state producendo? I materali prodotti saranno rilasciati con licenza open?
Finora la SIC ha prodotto due racconti lunghi (il secondo dei quali sarà pubblicato intorno al 10 giugno sul sito) e un romanzo è in corso di produzione. Per la sua stessa natura, la SIC rifugge dalle logiche proprietarie. Tanto le schede quanto i racconti e i romanzi SIC finiti sono e saranno sotto licenza creative commons (by-nc-sa). Noi stessi, anche come autori "individuali" siamo sempre stati attenti al problema dell'accesso al sapere e distribuiamo sempre il nostro lavoro con licenze creative commons (è il caso della rivista Mostro, di cui Gregorio Magini è fondatore, o del libro Personaggi Precari di Vanni Santoni). Chiaramente nel caso della SIC la licenza open da scelta politica diviene anche elemento strutturale.
E' possibile vedere la scrittura collettiva come passaggio dall'esaltazione reazionaria del genio artistico di un uomo alla scoperta e valorizzazione dell'intelligenza umana, capace di porsi all'indefinito centro di un vero e proprio nuovo movimento letterario?
Ci piace la tua visione, la useremo nel blog di scritturacollettiva.org ^_^ Seriamente: è evidente che per affrancare la scrittura collettiva dal ruolo ingrato di divertissement, o eccezione, cui attualmente è relegata, è necessario cominciare a considerarla come qualcosa di differente dalla scrittura individuale: un'arte nuova.
Nella SIC l'atto creativo da multiplo diventa collettivo, ovvero non più somma/compromesso di più sensibilità, ma amalgama delle stesse. Questo implica un atto di umiltà: da parte degli scrittori, che sanno di scrivere cose delle quali una parte andrà perduta, e da parte del direttore artistico, che compone cose scritte da altri, senza poter intervenire direttamente. Si tratta di una rottura netta con molti dei concetti alla base della scrittura, e soprattutto alla base della figura dello scrittore e del suo rapporto con la società. Per questo la SIC può essere considerata un movimento letterario, laddove "movimento" viene inteso nella sua accezione più politica.
Per spiegare meglio la questione citerei un intervento di Raputt, membro di uno dei gruppi scrittura SIC, dai forum del nostro sito: "Di quello che abbiamo scritto non c'è traccia nella scheda finale? Amen. Nella scheda successiva si ricomincia da capo: si spinge per far emergere una propria idea in un nuovo contesto. Questo è un proprio problema, di cui il direttore artistico non saprà mai niente. Siamo alienati rispetto al prodotto finale? Certo, ma lo sarà anche il direttore artistico che avrebbe scritto la stessa storia in modo del tutto differente. Si perde la nostra individualità? Sì: per una volta si è fatto qualcosa che non sia uno stendardo di sé stessi. Ma anche no: una bella descrizione, una propria competenza emergerà comunque. Certo, non si vedrà il simbolo "R" del marchio registrato, ma è questo il bello. Temere la perdità dell'individualità nella società dell'egolatria è quantomeno paradossale. E non si sottovaluti il fatto che lavorare su materiale sempre sconosciuto (trasformato) è parecchio più divertente che seguire una storia che abbiamo già in mente.".
