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Il sapere mette le ali - 22/09/2009
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Lettera aperta a Report - RAI TRE

Abbiamo inviato una lettera aperta allo Staff di Report - RAI TRE. Ogni sua diffusione è gradita.

Gentile Staff di Report,
due siti web (internetculturale.it [1] ed italia.it [2]) sono stati finanziati dallo Stato con oltre 82 milioni di euro.

La cifra è tale che noi contribuenti ci domandiamo:
come è possibile che il digitale, che ha la prerogativa di ridurre drasticamente i costi di produzione, porti a simili somme?

Come sono stati spesi esattamente questi soldi pubblici?

Il portale Internet Culturale contiene un metamotore di ricerca di opere di pubblico dominio (e immaginiamo che quel software sia costato molto), ma la rete pullula di motori e metamotori di ricerca: se, ad esempio, si desidera leggere opere letterarie in pubblico dominio, basterà recarsi sul sito di Liber Liber, ha poco senso andare su Internet Culturale per poi essere indirizzati sul sito di Liber Liber.

La stessa cosa può dirsi per la musica: se si desidera ascoltare un brano di musica classica, basterà recarsi sul sito COCOA (Compilation Compiler Advisor), ha poco senso andare su Internet Culturale per poi essere indirizzati sul sito COCOA.

A proposito di COCOA, il progetto di ITC-irst e del Dipartimento di Informatica e Telecomunicazioni dell'Università degli Studi di Trento è, invece, realmente innovativo (un progetto forse unico al mondo): un archivio di 11.000 brani di musica classica (si tratta di mp3, non di MIDI files) liberamente scaricabili dalla rete (in quanto sia i diritti patrimoniali d'autore sia i diritti connessi sono scaduti).
Purtroppo, i ricercatori non dispongono di fondi sufficienti per garantire un servizio efficiente: la banda è poca, il downloading è lento e addirittura subordinato alla compilazione di un questionario (un espediente per cercare di far fronte alla carenza di banda).
Per realizzare questo straordinario progetto non sono serviti milioni euro, né servirebbero milioni di euro per renderlo più efficiente (probabilmente basterebbe un migliaio di euro). Francamente, ci sembra di cogliere in tutto questo un paradosso.

Ma ancor più paradossale è che molti contenuti di Internet Culturale possono essere scaricati soltanto a pagamento, utilizzando la carta di credito.
C'è qualcosa che non torna:
io contribuente finanzio la realizzazione di un archivio i cui contenuti potranno essere da me fruiti pagando con carta di credito?
Strana concezione di servizio pubblico.

A noi sembra che questa "grande opera digitale" rappresenti, per il mondo Internet, l'invenzione della ruota (fatto comprensibile: ad esempio, mettere a disposizione una grande quantità di mp3 di musica classica significherebbe ledere gli interessi di chi, editoria e major, ancora vede un importante business nella vendita delle opere di pubblico dominio) e altro non sia che uno spreco di denaro pubblico.

Di italia.it, invece, non possiamo dire nulla, visto che, all'oggi, il sito non è ancora on-line!

Grazie alle ripetute segnalazioni dei sottoscritti, l'ex Senatore Fiorello Cortiana ha depositato, a fine legislatura, un'interrogazione parlamentare a risposta scritta [3], di cui speriamo di vedere l'esito alla riapertura dei lavori.

Ma la ciliegina sulla torta è "Innovazione digitale per le famiglie", l'opuscolo (accompagnato da lettera del premier) che il Ministro Stanca ha inviato a 16 milioni di famiglie italiane:
l'operazione è costata 7 milioni e 270mila euro.
Ma come? Il digitale serve a risparmiare i costi della carta e ci mettiamo a stampare 16 milioni di opuscoli da 48 pagine patinate a colori?

Ci auguriamo che Report possa dare a questo tema un po' di spazio perché oramai è alle porte l'era delle "grandi opere digitali": opere di cui è difficile valutare la qualità, la completezza, i costi...

Un cordiale saluto
dallo Staff di Scarichiamoli.org

Nicola A. Grossi
Danilo Moi
Michele Bottari
Fabio Sabatino

http://www.scarichiamoli.org


[1] Internetculturale.it: "7,1 milioni stanziati dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione e 30,2 dal Ministro per i Beni e le attività Culturali" (comunicato stampa Ministero Innovazione Tecnologica del 22 marzo 2005)

[2] Italia.it: "Il Portale Nazionale del Turismo è coperto da un finanziamento complessivo di 45 milioni di euro, di cui 20 milioni destinati allo sviluppo, alla gestione e alla creazione dei contenuti nei prossimi anni, e di 25 milioni di euro di co-finanziamento delle Regioni per accrescere il loro impegno su questo fronte. In particolare, dei 20 milioni di euro la parte preponderante, com'è caratteristica di queste iniziative, non è data da quella tecnologica, ma dall'aspetto redazionale, dalla traduzione linguistica in otto idiomi, dall'aggiornamento continuo dei contenuti e dalla compagna di promozione in tutto il mondo nei prossimi anni." (comunicato stampa Ministero Innovazione Tecnologica del 28 settembre 2005)

[3] INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dei Beni Culturali


Premesso che:

- Il Governo Italiano ha deciso di costruire due siti web (internetculturale.it ed italia.it )e di finanziare tali progetti con l'enorme cifra di risorse dello Stato centrale di oltre 82 milioni di euro, cifra resa ancora più inverosimile data la natura digitale dell'intervento, modalità di comunicazione che ha la prerogativa di ridurre drasticamente i costi di produzione.

- Il progetto Internetculturale.it, come si evince da un comunicato stampa del Ministero Innovazione Tecnologica del 22 marzo 2005, è costituito grazie a 7,1 milioni stanziati dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione e 30,2 milioni stanziati dal Ministro per i Beni e le attività Culturali.

- Il progetto Italia.it, il Portale Nazionale del Turismo, è coperto da un finanziamento complessivo di 45 milioni di euro, di cui 20 milioni destinati allo sviluppo, alla gestione e alla creazione dei contenuti nei prossimi anni, e 25 milioni di co-finanziamento delle Regioni per accrescere il loro impegno su questo fronte.

- In particolare, dei 20 milioni di euro la parte preponderante, com'è caratteristica di queste iniziative, non è data da quella tecnologica, ma dall'aspetto redazionale, dalla traduzione linguistica in otto idiomi, dall'aggiornamento continuo dei contenuti e dalla compagna di promozione in tutto il mondo nei prossimi anni, come riportato nel comunicato stampa del Ministero Innovazione Tecnologica del 28 settembre 2005.

- Il portale Internet Culturale contiene un metamotore di ricerca di opere di pubblico dominio (e immaginiamo che quel software sia costato molto), ma la rete pullula di motori e metamotori di ricerca: se, ad esempio, si desidera leggere opere letterarie in pubblico dominio, esistono già strutture pubbliche, private e volontarie, come il sito di Liber Liber. Pertanto risulta inutile utilizzare Internet Culturale per poi essere indirizzati sul sito di Liber Liber. La stessa considerazione può farsi per la musica: se si desidera ascoltare un brano di musica classica, basterà recarsi sul sito COCOA (Compilation Compiler Advisor); ha poco senso andare su Internet Culturale per poi essere indirizzati sul sito COCOA. A proposito di COCOA, il progetto di ITC-irst e del Dipartimento di Informatica e Telecomunicazioni dell'Università degli Studi di Trento è, invece, realmente innovativo (un progetto forse unico al mondo): un archivio di 11.000 brani di musica classica (si tratta di mp3, non di MIDI files) liberamente scaricabili dalla rete (in quanto sia i diritti patrimoniali d'autore sia i diritti connessi sono scaduti). Purtroppo, i ricercatori non dispongono di fondi sufficienti per garantire un servizio efficiente: la banda è poca, il downloading è lento e addirittura subordinato alla compilazione di un questionario (un espediente per cercare di far fronte alla carenza di banda). Per realizzare questo straordinario progetto non sono serviti milioni euro, né servirebbero milioni di euro per renderlo più efficiente (probabilmente basterebbe un migliaio di euro).

per sapere

Con quale criterio il Governo italiano abbia speso una cifra così imponente per la ricerca e selezione delle opere, quando con cifre molto meno consistenti si sarebbe potuto sostenere quella eccellenza che già da anni opera per la valorizzazione del nostro patrimonio e per la digitalizzazione dei contenuti, e in considerazione del banale fatto che i faraonici progetti governativi non fanno altro che rendere più accessibili contenuti che provengono spesso da fonti volontarie e meritorie e che forse andrebbero sostenute.


L'eventuale risposta da parte dello Staff di Report verrà pubblicata qui sotto.
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