From staff a scarichiamoli.org Tue Aug 1 20:18:44 2006 From: staff a scarichiamoli.org (staff a scarichiamoli.org) Date: Tue, 1 Aug 2006 20:18:44 +0200 (CEST) Subject: [Lista] Nuova intervista Message-ID: <3758.87.3.206.129.1154456324.squirrel@mail.scarichiamoli.org> Ciak, si scarica!: intervista al gruppo i Licaoni. http://www.scarichiamoli.org/main.php?page=interviste/i_Licaoni From k2 a larivoluzione.it Fri Aug 4 14:22:38 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Fri, 04 Aug 2006 14:22:38 +0200 Subject: [Lista] Come intende il Sen. Bulgarelli contribuire ad attuare la nostra proposta? Message-ID: <44D33C0E.3050501@larivoluzione.it> Lo scopriremo a breve, quando Zammataro, col quale ho parlato oggi telefonicamente, ci farà vedere la proposta di legge (modificativa dell'art. 11 lda). La metteremo sul wiki per un debugging. Ci sarà comunque un incontro a settembre (o giù di lì) nel quale si discuterà della legge Urbani e della copia privata. A tal proposito, stiamo cercando di mettere insieme non soltanto schieramenti politici diversi ma anche i due rami del parlamento, nonché le commissioni competenti della camera e del senato. Vedremo, alla fine, se ne sortirà qualcosa di concreto e, soprattutto, di buono. Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Mon Aug 7 12:55:34 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Mon, 07 Aug 2006 12:55:34 +0200 Subject: [Lista] Era ora Message-ID: <44D71C26.3020105@larivoluzione.it> Lo dicevo che si poteva fare... e finalmente qualcuno lo ha fatto. Spero che possa essere di esempio per molti. Coraggio, diciamo stop al pedaggio. http://www.fiordiluna.com/corpo%20news.html From marco a anomolo.com Mon Aug 7 22:18:57 2006 From: marco a anomolo.com (marco) Date: Mon, 7 Aug 2006 22:18:57 +0200 Subject: [Lista] SIAE e CC su Vivaverdi Message-ID: <48839C3A-2ADF-43F7-900E-9168DA1C6A5C@anomolo.com> Viva Verdi è l'organo di stampa ufficiale della SIAE e viene spedito ogni 4 msi a tutti gli iscritti. L'ultimo numero, dopo un costante quanto indifferente silenzio, contiene un articolo firmato da Carla Vistarini dal titolo CREATIVE COMMONS, CUI PRODEST? Premetto che nelle produzioni di Anomolo, etichetta che rappresento e che ho co- fondato circa 4 anni fa, queste licenze non sono mai state utilizzate per un motivo molto semplice: quando Anomolo è nata esse non esistevano ancora. Tuttavia, in virtù di una posizione favorevole all'uso delle stesse, e sentendomi in parte sollevato dalla loro esistenza, resto generalmente pietrificato quando chi ne parla, con una visione partigiana e totalmente sommaria, cerca di smentirne la validità mettendo in evidenza solo quegli aspetti che a livello funzionale potrebbero creare alcuni problemi ed omettendo invece lo spirito reale con il quale sono state create. E' chiaro che dalla SIAE non si può pretendere appoggio a licenze che ne annullano virtualmente il potere egemonico ma sono dell'idea che c'è una bella differenza tra l'informazione distaccata e la disinformazione. Questa rivista arriva a migliaia di musicisti, operatori dello spettacolo ecc. e trovo sia un'azione fortemente contrastante e scorretta nei confronti di c hi tutti i giorni cerca di aprire dei piccoli varchi affinché la cultura possa diventare uno strumento alla portata di tutti. Il documento in PDF (sono scatti fatti alle tre pagine) lo potete scaricare a questo link: http://www.anomolo.com/archivio/vivaverdi.zip Ciao a tutti, Marco Fagotti ---------------------------------------------------------------------- ANOMOLO "Non pagare questa musica" http://www.anomolo.com Se non desideri ricevere ulteriori comunicazioni da Anomolo rispondi a questa mail scrivendo nell'oggetto RIMOZIONE. Grazie. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML ? stato rimosso... URL: http://www.scarichiamoli.org/pipermail/lista/attachments/20060807/0cf49fb7/attachment.htm From k2 a larivoluzione.it Mon Aug 7 23:42:38 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Mon, 07 Aug 2006 23:42:38 +0200 Subject: [Lista] SIAE e CC su Vivaverdi In-Reply-To: <48839C3A-2ADF-43F7-900E-9168DA1C6A5C@anomolo.com> References: <48839C3A-2ADF-43F7-900E-9168DA1C6A5C@anomolo.com> Message-ID: <44D7B3CE.30902@larivoluzione.it> Marco, vogliamo incominciare a dire a tutti coloro che usano la musica nelle loro attività commericali e non che se usano "musica free" non devono pagare il pizzo alla SIAE? Sarebbe anche una bella promozione per gli "artisti free"... e anche per chi li produce. So che Ermanno è iscritto a questa lista: se ci fa pervenire un resoconto più accurato sulla "gelateria free", potremmo incominciare da lì, carta alla mano, a innescare un meccanismo di "risparmio". ;-) saluti, n.a.g. marco ha scritto: > Viva Verdi è l'organo di stampa ufficiale della SIAE e viene spedito > ogni 4 msi a tutti gli iscritti. L'ultimo numero, dopo un costante > quanto indifferente silenzio, contiene un articolo firmato da Carla > Vistarini dal titolo CREATIVE COMMONS, CUI PRODEST? Premetto che nelle > produzioni di Anomolo, etichetta che rappresento e che ho co-fondato > circa 4 anni fa, queste licenze non sono mai state utilizzate per un > motivo molto semplice: quando Anomolo è nata esse non esistevano > ancora. Tuttavia, in virtù di una posizione favorevole all'uso delle > stesse, e sentendomi in parte sollevato dalla loro esistenza, resto > generalmente pietrificato quando chi ne parla, con una visione > partigiana e totalmente sommaria, cerca di smentirne la validità > mettendo in evidenza solo quegli aspetti che a livello funzionale > potrebbero creare alcuni problemi ed omettendo invece lo spirito reale > con il quale sono state create. E' chiaro che dalla SIAE non si può > pretendere appoggio a licenze che ne annullano virtualmente il potere > egemonico ma sono dell'idea che c'è una bella differenza tra > l'informazione distaccata e la disinformazione. Questa rivista arriva > a migliaia di musicisti, operatori dello spettacolo ecc. e trovo sia > un'azione fortemente contrastante e scorretta nei confronti di c hi > tutti i giorni cerca di aprire dei piccoli varchi affinché la cultura > possa diventare uno strumento alla portata di tutti. > Il documento in PDF (sono scatti fatti alle tre pagine) lo potete > scaricare a questo link: > http://www.anomolo.com/archivio/vivaverdi.zip > > Ciao a tutti, Marco Fagotti > > > ---------------------------------------------------------------------- > > ANOMOLO "Non pagare questa musica" > > http://www.anomolo.com > > > Se non desideri ricevere ulteriori comunicazioni da Anomolo > > rispondi a questa mail scrivendo nell'oggetto RIMOZIONE. > > Grazie. > > > ------------------------------------------------------------------------ > > _______________________________________________ > Lista mailing list > Lista a scarichiamoli.org > http://www.scarichiamoli.org/mailman/listinfo/lista > From marco a anomolo.com Mon Aug 7 23:56:57 2006 From: marco a anomolo.com (marco) Date: Mon, 7 Aug 2006 23:56:57 +0200 Subject: [Lista] SIAE e CC su Vivaverdi In-Reply-To: <44D7B3CE.30902@larivoluzione.it> References: <48839C3A-2ADF-43F7-900E-9168DA1C6A5C@anomolo.com> <44D7B3CE.30902@larivoluzione.it> Message-ID: <91AF256D-40D4-4588-AEB7-863297CCD399@anomolo.com> Queste le info in mio possesso sulla gelateria. Se le avevate già scusatemi e passate oltre. Per la prima volta in Italia la Siae concede a tempo indeterminato a partire dal 25 luglio 2006, con documento protocollato presso l'Ufficio Multimedialità al nr. 1/290/06/FDP, la possibilità della diffusione pubblica di musica d'ambiente senza chiedere alcun compenso, in virtù dell'utilizzo delle licenze copyleft (Creative Commons, Art Libre, Copyzero x, Clausola Copyleft) o di pubblico dominio. All'interno della gelateria Fiordiluna [http://www.fiordiluna.com], nel cuore di Trastevere a Roma, è presente uno spazio multimediale (monitor lcd 32" e impianto stereofonico con diffusori Bose) gestito da un pc con sistema operativo Linux e software libero attraverso il quale vengono diffuse opere audio, visive e letterarie rilasciate con licenze copyleft (Creative Commons, Art Libre, Copyzero x, Clausola Copyleft) o di pubblico dominio. Questo importantissimo risultato è stato reso possibile dall'operato del dottor Ermanno Pandoli (Giapster [http://www.wumingfoundation.com] e Quindicino [http://www.iquindici.org]) membro dello Sportello elettronico Liberius [http://www.frontieredigitali.net/index.php/Liberius] del network FrontiereDigitali.net [http://www.frontieredigitali.net], che ha rappresentato la gelateria Fiordiluna presso la Siae. Gli autori interessati a esporre nella gelateria possono segnalare le proprie opere attraverso i gruppi di competenza di Frontiere Digitali [http://www.frontieredigitali.net/index.php/ Frontiere_Digitali#Gruppi_di_competenza]. Per avere informazioni sulle procedure da attuare è possibile contattare lo Sportello elettronico Liberius [http://www.frontieredigitali.net/index.php/Liberius]. > Marco, vogliamo incominciare a dire a tutti coloro che usano la musica > nelle loro attività commericali e non > che se usano "musica free" non devono pagare il pizzo alla SIAE? > Sarebbe anche una bella promozione per gli "artisti free"... e > anche per > chi li produce. > > So che Ermanno è iscritto a questa lista: se ci fa pervenire un > resoconto più accurato sulla "gelateria free", > potremmo incominciare da lì, carta alla mano, a innescare un > meccanismo > di "risparmio". ;-) > > saluti, > n.a.g. > From marco a anomolo.com Tue Aug 8 15:53:04 2006 From: marco a anomolo.com (marco) Date: Tue, 8 Aug 2006 15:53:04 +0200 Subject: [Lista] Alcune considerazioni Message-ID: <03F3473A-171A-459E-9943-645FAEC7946E@anomolo.com> Approfitto per fare alcune considerazioni generali. Io mi occupo di musica copyfree (termine che abbiamo coniato all'interno di Anomolo per uscire dal caos di una terminologia spesso impropria e fuorviante) ormai da quattro anni. Sono pochi per farsi un'idea precisa di cosa è possibile fare in questo territorio per molti tratti inesplorato ma abbastanza per delineare uno scenario che direttamente o indirettamente ho visto formasi e modificarsi sotto i miei occhi. Voglio partire da questo punto, che mi rendo conto essere prossimo allo zero in una scala immaginaria di valori, per 3 motivi fondamentali: 1) ritengo non ci sia ancora abbastanza chiarezza su che cosa sia la cosiddetta cultura libera ne su quali basi poggi 2) ho l'impressione che i protagonisti di questo teatro siano spesso motivati da convinzioni per molti aspetti contraddittorie 3) mi pare ci sia un eccessivo sbilanciamento di pesi tra gli aspetti teorici e gli aspetti pratici a favore ovviamente dei primi Personalmente non possiedo (e non voglio possedere) alcuna autorità per dare importanza alle mie affermazioni, per cui prendetele come analisi "dal basso" costruite sopra l'esperienza piuttosto che sul pensiero. 1) provate a chiedere a persone comuni che cosa sono le Creative Commons o che cosa sanno della cultura libera. Il 98% non ne ha la più pallida idea anche se ne ha sentito parlare o ne intuisce a braccio le intenzioni. Che cosa vuol dire questo? Che la comunicazione è confusa, in molti casi criptica e spessissimo non sostenuta da semplici azioni pratiche. Le informazioni non sono raccolte in un'unica fonte informativa, un portale centrale ad esempio gestito da più parti, e questo è gravissimo (ho visto traduzioni dall'inglese fatte tre volte da tre persone diverse per tre siti diversi) perché nessuno dei protagonisti ha intenzione di aprire il cancello del proprio orticello. Ciò genera frastagliamento e confusione tant'è che qualcuno è arrivato a chiedermi come mai Anomolo fosse contro le Creative Commons! Quello che mi preoccupa non è il fatto che un soggetto non riesca a capire la differenza tra il nostro modello e quello proposto da CC, tecnicamente è possibile non vederci chiaro, quanto il fatto che questo soggetto non abbia capito le intenzioni e le motivazioni che sono le stesse. 2) proviamo a chiederci che cosa intendiamo noi per cultura libera, al di la del significato letterale intendo. Scopriremo di averne una visione differente e personalizzata, in alcuni casi contraddittoria, l'uno dall'altro. Perché nella realtà dei fatti abbiamo perso di vista l'elemento centrale della questione essendoci concentrati troppo sugli aspetti tecnico/strumentali (licenze CC, GNU, ArtLibre ecc.). Alla fine è chiaro che ognuno si senta detentore della verità assoluta e non ne voglia sapere di lavorare in un territorio comune di condivisione. Se io possiedo una FIAT e dico che è migliore della tua che è una FORD non riusciremo mai a parlare del viaggio, siamo troppo occupati a difendere le caratteristiche dei nostri mezzi sminuendo il contenuto a favore della forma. E' necessario resettare tutti i termini del dibattito e dire: oggi abbiamo una grande possibilità che è quella di portare a chiunque "oggetti" culturali, di renderli partecipi di un processo di conoscenza e collaborazione unica nel suo genere perché svincolata da qualunque forma di proibizione proprietaria. Ciò non contrasta con quello che c'è già ma da esso attinge muovendo verso direzioni diverse e inconsuete. 3) partire da preconcetti ideologici nell'approcciare le forme di comunicazione libera è secondo me pericoloso. Occuparsi di musica no copyright perché si odia la SIAE o perché non si accettano le azioni lobbistiche delle major o perché è tornata di moda la cultura frikkettona che richiede implicitamente una posizione di rifiuto acritica nei confronti di qualunque forma di commercio significa perdere tempo. Sarebbe meglio e più utile impiegare quel tempo a costruire nuove forme, nuove pratiche di azione. Se oggi Anomolo è considerata nell'ambito della discografia ufficiale come una etichetta capace di produrre qualità alla pari di altre strutture di impostazione tradizionale (porto questo esempio solo per comodità), è grazie al fatto che abbiamo parlato con tutti senza scendere a patti con nessuno di coloro che si aspettavano da noi una presa di posizione schierata e che al progetto teorico abbiamo da subito affiancato quello pratico, dimostrativo. Infine voglio spendere due parole sulle modalità di comunicazione che si utilizzano in questi contesti: sarebbe opportuno adoperare sempre una terminologia semplificata (si deve parlare a tutti no?) e se possibile far passare prima le intenzioni poi spiegare i mezzi. Un conto è dire ci sono le CC che servono a... un altro è dire si può fare questo e lo si può fare utilizzando le CC. Non dimentichiamoci che non stiamo rivoluzionando nulla ma approfittando di possibilità che solo grazie ad internet ci vengono concesse. Spero di aver dato un apporto parziale ma concreto. Ciao a tutti, Marco Fagotti From k2 a larivoluzione.it Tue Aug 8 17:40:08 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Tue, 08 Aug 2006 17:40:08 +0200 Subject: [Lista] Alcune considerazioni In-Reply-To: <03F3473A-171A-459E-9943-645FAEC7946E@anomolo.com> References: <03F3473A-171A-459E-9943-645FAEC7946E@anomolo.com> Message-ID: <44D8B058.9070306@larivoluzione.it> marco ha scritto: >Approfitto per fare alcune considerazioni generali. >Io mi occupo di musica copyfree (termine che abbiamo coniato >all'interno di Anomolo per uscire dal caos di una terminologia spesso >impropria e fuorviante) ormai da quattro anni. > Se non fosse che anche il termine "copyfree" è usato in vario modo. Ad esempio, ciò che intende Monti per copyfree non è certo quello che intende Anomolo. http://www.ictlex.net/index.php/riutilizzare-i-contenuti/ Diciamo che in assenza di significati codificati ognuno attribuisce alle parole il senso che preferisce... fino a che *un* determinato significato non prevale e diventa *il* significato. Tuttavia anche i significati codificati sono soggetti a reinterpetazioni/fraintendimenti. Se, ad esempio, prendi la definizione che la Britannica dà di open source, resti perplesso: per la Britannica il software open source è software nel pubblico dominio. >1) ritengo non ci sia ancora abbastanza chiarezza su che cosa sia la >cosiddetta cultura libera ne su quali basi poggi > > Io il termine "cultura libera" non l'ho mai utilizzato in ambiti ristretti. Per due motivi: 1. E' troppo ampio, e certamente supera le tematiche delle libertà digitali. 2. E' un controsenso definire la cultura libera: ognuno dovrebbe avere la possibilità di scegliere la sua libertà (e non è un caso che le dottrine politiche libertarie siano le più varie). Questo, però, non significa che anche chi su temi specifici ha un'opinione diversa non possa lavorare nella stessa direzione. Vedi, ad esempio, OSI e FSF. Oppure FSF e CC. > >3) mi pare ci sia un eccessivo sbilanciamento di pesi tra gli aspetti >teorici e gli aspetti pratici a favore ovviamente dei primi > > Generalmente, se hai buon senso e spirito pragmatico vieni emarginato sia dai contesti di elite intellettuale (che non tollerano il buon senso) sia dai contesti cybercomunardi (che non tollerano la pragmaticità... ci siamo intesi, penso). Ti tocca allora fare la vita da mediano, nella speranza che un giorno tanta fatica venga ripagata. Noi di "Scarichiamoli!" siam sempre lì, lì nel mezzo. E fin che ne abbiamo stiamo lì. Adesso, ad esempio, stiamo valutando la possibilità di far rimbalzare come una pallina del flipper la notizia della "gelateria free": ci vorrebbe davvero un punteggio da record, porca paletta. Saluti, n.a.g. From ermanno.pandoli a fastwebnet.it Tue Aug 8 21:16:03 2006 From: ermanno.pandoli a fastwebnet.it (ermanno) Date: Tue, 8 Aug 2006 21:16:03 +0200 Subject: [Lista] Digest di Lista, Volume 15, Numero 1 References: Message-ID: <00b401c6bb1f$17567480$a32cfb17@ermanno> L'analisi di Marco è giustissima e, come al solito, le sue affermazioni "dal basso" sono sempre lucide e corrispondenti alla realtà. Il lato teorico ha importanza solo quando riesce ad affrontare un problema pratico e a risolverlo. Non che il lato teorico non sia importante, ma la dispersione di energia nella tetratricotomia (arte dello spaccare il capello in quattro parti), su quale standard utilizzare per fare qualcosa, potrebbe togliere energia sul decidere cosa fare. Io non sono un artista, sono soltanto un fruitore di arte e per me la cosa più necessaria è rendere l'arte accessibile a tutti, al minor prezzo possibile ed utilizzando tutti gli strumenti conosciuti. Cerco quindi, nel mio piccolo ed utilizzando le mie conoscenze, di "fare" qualcosa per rendere utilizzabili gli strumenti (quali le diverse licenze "copyfree") fino ad ora creati per una diversa "distribuzione" dell'arte e della cultura. Secondo me spetta ad altri soggetti, (gli artisti, i produttori, i fruitori) chiedersi cosa intendano loro per cultura libera, e magari utilizzare le licenze copyfree (bello questo termine) non per il loro valore pubblicitario ma per quello che significano e rappresentano. erm > > Message: 8 > Date: Tue, 8 Aug 2006 15:53:04 +0200 > From: marco > Subject: [Lista] Alcune considerazioni > To: lista a scarichiamoli.org > Message-ID: <03F3473A-171A-459E-9943-645FAEC7946E a anomolo.com> > Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; delsp=yes; format=flowed > > Approfitto per fare alcune considerazioni generali. > Io mi occupo di musica copyfree (termine che abbiamo coniato > all'interno di Anomolo per uscire dal caos di una terminologia spesso > impropria e fuorviante) ormai da quattro anni. Sono pochi per farsi > un'idea precisa di cosa è possibile fare in questo territorio per > molti tratti inesplorato ma abbastanza per delineare uno scenario che > direttamente o indirettamente ho visto formasi e modificarsi sotto i > miei occhi. Voglio partire da questo punto, che mi rendo conto essere > prossimo allo zero in una scala immaginaria di valori, per 3 motivi > fondamentali: > > 1) ritengo non ci sia ancora abbastanza chiarezza su che cosa sia la > cosiddetta cultura libera ne su quali basi poggi > > 2) ho l'impressione che i protagonisti di questo teatro siano spesso > motivati da convinzioni per molti aspetti contraddittorie > > 3) mi pare ci sia un eccessivo sbilanciamento di pesi tra gli aspetti > teorici e gli aspetti pratici a favore ovviamente dei primi > > Personalmente non possiedo (e non voglio possedere) alcuna autorità > per dare importanza alle mie affermazioni, per cui prendetele come > analisi "dal basso" costruite sopra l'esperienza piuttosto che sul > pensiero. > > 1) provate a chiedere a persone comuni che cosa sono le Creative > Commons o che cosa sanno della cultura libera. Il 98% non ne ha la > più pallida idea anche se ne ha sentito parlare o ne intuisce a > braccio le intenzioni. Che cosa vuol dire questo? Che la > comunicazione è confusa, in molti casi criptica e spessissimo non > sostenuta da semplici azioni pratiche. Le informazioni non sono > raccolte in un'unica fonte informativa, un portale centrale ad > esempio gestito da più parti, e questo è gravissimo (ho visto > traduzioni dall'inglese fatte tre volte da tre persone diverse per > tre siti diversi) perché nessuno dei protagonisti ha intenzione di > aprire il cancello del proprio orticello. Ciò genera frastagliamento > e confusione tant'è che qualcuno è arrivato a chiedermi come mai > Anomolo fosse contro le Creative Commons! Quello che mi preoccupa non > è il fatto che un soggetto non riesca a capire la differenza tra il > nostro modello e quello proposto da CC, tecnicamente è possibile non > vederci chiaro, quanto il fatto che questo soggetto non abbia capito > le intenzioni e le motivazioni che sono le stesse. > > 2) proviamo a chiederci che cosa intendiamo noi per cultura libera, > al di la del significato letterale intendo. Scopriremo di averne una > visione differente e personalizzata, in alcuni casi contraddittoria, > l'uno dall'altro. Perché nella realtà dei fatti abbiamo perso di > vista l'elemento centrale della questione essendoci concentrati > troppo sugli aspetti tecnico/strumentali (licenze CC, GNU, ArtLibre > ecc.). Alla fine è chiaro che ognuno si senta detentore della verità > assoluta e non ne voglia sapere di lavorare in un territorio comune > di condivisione. Se io possiedo una FIAT e dico che è migliore della > tua che è una FORD non riusciremo mai a parlare del viaggio, siamo > troppo occupati a difendere le caratteristiche dei nostri mezzi > sminuendo il contenuto a favore della forma. E' necessario resettare > tutti i termini del dibattito e dire: oggi abbiamo una grande > possibilità che è quella di portare a chiunque "oggetti" culturali, > di renderli partecipi di un processo di conoscenza e collaborazione > unica nel suo genere perché svincolata da qualunque forma di > proibizione proprietaria. Ciò non contrasta con quello che c'è già ma > da esso attinge muovendo verso direzioni diverse e inconsuete. > > 3) partire da preconcetti ideologici nell'approcciare le forme di > comunicazione libera è secondo me pericoloso. Occuparsi di musica no > copyright perché si odia la SIAE o perché non si accettano le azioni > lobbistiche delle major o perché è tornata di moda la cultura > frikkettona che richiede implicitamente una posizione di rifiuto > acritica nei confronti di qualunque forma di commercio significa > perdere tempo. Sarebbe meglio e più utile impiegare quel tempo a > costruire nuove forme, nuove pratiche di azione. Se oggi Anomolo è > considerata nell'ambito della discografia ufficiale come una > etichetta capace di produrre qualità alla pari di altre strutture di > impostazione tradizionale (porto questo esempio solo per comodità), è > grazie al fatto che abbiamo parlato con tutti senza scendere a patti > con nessuno di coloro che si aspettavano da noi una presa di > posizione schierata e che al progetto teorico abbiamo da subito > affiancato quello pratico, dimostrativo. > > Infine voglio spendere due parole sulle modalità di comunicazione che > si utilizzano in questi contesti: sarebbe opportuno adoperare sempre > una terminologia semplificata (si deve parlare a tutti no?) e se > possibile far passare prima le intenzioni poi spiegare i mezzi. Un > conto è dire ci sono le CC che servono a... un altro è dire si può > fare questo e lo si può fare utilizzando le CC. Non dimentichiamoci > che non stiamo rivoluzionando nulla ma approfittando di possibilità > che solo grazie ad internet ci vengono concesse. > Spero di aver dato un apporto parziale ma concreto. > > Ciao a tutti, Marco Fagotti > > ------------------------------ > > _______________________________________________ > Lista mailing list > Lista a scarichiamoli.org > http://www.scarichiamoli.org/mailman/listinfo/lista > > > Fine di Digest di Lista, Volume 15, Numero 1 > ******************************************** > -------------------------------------------------------------------------------- No virus found in this incoming message. Checked by AVG Free Edition. Version: 7.1.394 / Virus Database: 268.10.7/411 - Release Date: 07/08/2006 From k2 a larivoluzione.it Wed Aug 9 13:10:11 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 09 Aug 2006 13:10:11 +0200 Subject: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta Message-ID: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> Marco, Ermanno... sto riflettendo. Proviamo a unire le forze? Anomolo (e altri, chiaramente) potrebbe mettere a disposizione dei CD di musica free (si può prevedere, chiaramente, un rimborso spese) da utilizzare liberamente in ogni esercizio (etc). I brani si possono già scaricare, è vero, ma scarica, masterizza... è un po' lunga la procedura. E poi è anche una questione di organizzazione... Ermanno, avendo avuto esperienza diretta con SIAE, potrebbe scrivere una piccola guida sui passi da fare per utilizzare musica senza pagare il "pizzo". Descrivere nel dettaglio i passi che ha fatto. "Scarichiamoli!" può aprire una campagna sul tema e spigere all'utilizzo della musica free perché esente dal suddetto "pizzo": cavoli, questo sì che è un ottimo motivo per cambiare musica. ;-) Vogliamo parlarne? Saluti, n.a.g. From alessandro.bottoni a infinito.it Wed Aug 9 14:43:18 2006 From: alessandro.bottoni a infinito.it (Alessandro Bottoni) Date: Wed, 09 Aug 2006 14:43:18 +0200 Subject: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta In-Reply-To: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> Message-ID: <44D9D866.3050809@infinito.it> Nicola A. Grossi ha scritto: > Marco, Ermanno... sto riflettendo. > Proviamo a unire le forze? > > Anomolo (e altri, chiaramente) potrebbe mettere a disposizione dei CD di > musica free > (si può prevedere, chiaramente, un rimborso spese) da utilizzare > liberamente in ogni esercizio (etc). > I brani si possono già scaricare, è vero, ma scarica, masterizza... è un > po' lunga la procedura. > E poi è anche una questione di organizzazione... Facessimo un (piccolo) repository web, magari suddiviso per tematiche (pop, rap, classica, ninna-nanna, etc.)? > Ermanno, avendo avuto esperienza diretta con SIAE, potrebbe scrivere una > piccola guida sui passi da fare per utilizzare musica senza pagare il > "pizzo". > Descrivere nel dettaglio i passi che ha fatto. Personalmente, sarei molto interessato a questa ipotetica guida. > "Scarichiamoli!" può aprire una campagna sul tema e spigere all'utilizzo > della musica free perché esente dal suddetto "pizzo": > cavoli, questo sì che è un ottimo motivo per cambiare musica. ;-) > > Vogliamo parlarne? Parliamone! Se posso essere d'aiuto, fatemelo sapere. CU ------------------------ Alessandro Bottoni From k2 a larivoluzione.it Wed Aug 9 15:25:13 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 09 Aug 2006 15:25:13 +0200 Subject: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta In-Reply-To: <44D9D866.3050809@infinito.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> Message-ID: <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> Alessandro Bottoni ha scritto: >Facessimo un (piccolo) repository web, magari suddiviso per tematiche (pop, >rap, classica, ninna-nanna, etc.)? > > Sì, si può fare anche quello, però in giro di archivi di musica free ce ne sono già. Sì potrebbe forse pensare a un motore di ricerca di musica free. CC, ad esempio, ha il suo motore che funziona con i metadata. Chiaramente se i metadata sono errati puoi rimanere fregato. Ci vorrebbe un metodo più sicuro. Quando parlo di organizzazione alludo proprio alla sicurezza, cioè: io che voglio musica free nel mio locale devo essere certo che quella musica sia davvero free: TUTTA free, perché se anche un solo pezzo non è free, il "pizzo" va pagato. Occorrono due requisiti fondamentali: 1. Gli autori non devono essere iscritti alla SIAE (proprio per questo nelle Copyzero X c'è una clausola che esclude l'iscrizione; nelle CC, invece, c'è una clausola che NON esclude l'iscrizione... e questo è pericoloso). 2. Occorre che il brano sia stato licenziato sia dagli autori che dagli esecutori-interpreti (altrimenti se le scatole non te le rompe la SIAE te le rompe l'IMAIE: per questo motivo nelle Copyzero X c'è una clausola che esclude il non licenziamento dei diritti connessi; nelle CC, invece, questa clausola manca e le stesse AI di CC.it dicono: mi raccomando, anche gli esecutori devono utilizzare la licenza, altrimenti il download non è legale). Allora... chi me la dà questa sicurezza? Anomolo, ad esempio, può darmela, perché ha sotto contratto tutti i suoi artisti. Anche l'UNI di Trento (che ha il suo enorme archivio on-line di musica classica, di cui abbiamo parlato tante volte) può darmela, come ente pubblico. Ma anche tua sorella, può darmela, purché, sia individuabile: la firma digitale esplica qui la sua grande funzione. Bisogna creare un sistema sicuro e libero. Perché basterebbe un locale con uno stupidissimo problema per far saltare tutto il nostro gioco. >>"Scarichiamoli!" può aprire una campagna sul tema e spigere all'utilizzo >>della musica free perché esente dal suddetto "pizzo": >>cavoli, questo sì che è un ottimo motivo per cambiare musica. ;-) >> >>Vogliamo parlarne? >> >> > >Parliamone! Se posso essere d'aiuto, fatemelo sapere. > > Tu forse potresti essere di aiuto dal punto di vista della programmazione? Dei consigli? Dicci tu quello che vuoi/puoi fare. Saluti, n.a.g. From alessandro-bottoni a libero.it Wed Aug 9 17:12:52 2006 From: alessandro-bottoni a libero.it (Alessandro Bottoni) Date: Wed, 09 Aug 2006 17:12:52 +0200 Subject: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta In-Reply-To: <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> Message-ID: <44D9FB74.30502@libero.it> Nicola A. Grossi ha scritto: > Quando parlo di organizzazione alludo proprio alla sicurezza, cioè: > io che voglio musica free nel mio locale devo essere certo che quella musica > sia davvero free: TUTTA free, perché se anche un solo pezzo non è free, > il "pizzo" va pagato. Comincio a capire qual'è il problema. > Occorrono due requisiti fondamentali: > 1. Gli autori non devono essere iscritti alla SIAE (proprio per questo > nelle Copyzero X c'è una clausola che esclude l'iscrizione; > nelle CC, invece, c'è una clausola che NON esclude l'iscrizione... e > questo è pericoloso). > 2. Occorre che il brano sia stato licenziato sia dagli autori che dagli > esecutori-interpreti (altrimenti se le scatole non te le rompe la SIAE > te le rompe l'IMAIE: per questo motivo nelle Copyzero X c'è una clausola > che esclude il non licenziamento dei diritti connessi; nelle CC, invece, > questa clausola manca e le stesse AI di CC.it dicono: mi raccomando, > anche gli esecutori devono utilizzare la licenza, altrimenti il download > non è legale). Adesso ho finalmente capito perchè esistono le CopyZero. Essendo un (modestissimo) autore di PDF non mi ero mai scontrato con questo problema ma adesso comincio a capire perchè le CC non sono così adatte al mondo della musica e del cinema. > Bisogna creare un sistema sicuro e libero. > Perché basterebbe un locale con uno stupidissimo problema per far > saltare tutto il nostro gioco. Già. Effettivamente, quello che ci vuole sono due cose: - un sistema di tagging che permetta di tenere traccia delle licenze (insomma: qualcosa che si appiccica al brano e definisce in maniera definitiva ed univoca quale licenza deve essere applicata). Si noti che questo è un sottocaso di un sistema DRM... - un motore di ricerca che tenga conto di questi tag. Vado a studiarmi come sono fatti i CDDB ed i tag usati per tracciare brani musicali ed i film e poi mi rifaccio vivo (ci vorrà un po', temo). >> Parliamone! Se posso essere d'aiuto, fatemelo sapere. >> > Tu forse potresti essere di aiuto dal punto di vista della > programmazione? Dei consigli? Dicci tu > quello che vuoi/puoi fare. Comincio con studiare il problema del tracciamento delle licenze che ho appena accennato. Una volta capito come funziona, se già esiste, o come potrebbe funzionare, se ancora non esiste, non dovrebbe essere difficile capire come creare un search engine che ne tenga conto. Credo anche che Goggle ed altri sarebbero felici di inserire questa feature nei loro sistemi (una cosa che credo sia anche abbastanza semplice dal punto di vista tecnico). Anyway, credo che l'importante sia proprio capire e risolvere gli aspetti organizzativi (nel senso che hai usato nel tuo messaggio). La parte tecnica è una loro diretta conseguenza e non credo che presenti difficoltà irrisolvibili. Thanx -- ------------------------ Alessandro Bottoni From athosgualazzi a gmail.com Wed Aug 9 18:33:23 2006 From: athosgualazzi a gmail.com (athos gualazzi) Date: Wed, 9 Aug 2006 18:33:23 +0200 Subject: [Lista] Digest di Lista, Volume 15, Numero 2 In-Reply-To: References: Message-ID: 2006/8/9, lista-request a scarichiamoli.org : > Invia le richieste di iscrizione alla lista Lista all'indirizzo > lista a scarichiamoli.org > > Per iscriverti o cancellarti attraverso il web, visita > http://www.scarichiamoli.org/mailman/listinfo/lista > oppure, via email, manda un messaggio con oggetto `help' all'indirizzo > lista-request a scarichiamoli.org > > Puoi contattare la persona che gestisce la lista all'indirizzo > lista-owner a scarichiamoli.org > > Se rispondi a questo messaggio, per favore edita la linea dell'oggetto > in modo che sia pi� utile di un semplice "Re: Contenuti del digest > della lista Lista..." > > > Argomenti del Giorno: > > 1. Re: Alcune considerazioni (Nicola A. Grossi) > 2. Re: Digest di Lista, Volume 15, Numero 1 (ermanno) > 3. Il principio fu il gelato: proposta (Nicola A. Grossi) > 4. Re: Il principio fu il gelato: proposta (Alessandro Bottoni) > 5. Re: Il principio fu il gelato: proposta (Nicola A. Grossi) > 6. Re: Il principio fu il gelato: proposta (Alessandro Bottoni) > > > ---------------------------------------------------------------------- > > Message: 1 > Date: Tue, 08 Aug 2006 17:40:08 +0200 > From: "Nicola A. Grossi" > Subject: Re: [Lista] Alcune considerazioni > To: lista a scarichiamoli.org > Message-ID: <44D8B058.9070306 a larivoluzione.it> > Content-Type: text/plain; charset=utf-8; format=flowed > > marco ha scritto: > > >Approfitto per fare alcune considerazioni generali. > >Io mi occupo di musica copyfree (termine che abbiamo coniato > >all'interno di Anomolo per uscire dal caos di una terminologia spesso > >impropria e fuorviante) ormai da quattro anni. > > > Se non fosse che anche il termine "copyfree" è usato in vario modo. > Ad esempio, ciò che intende Monti per copyfree non è certo quello che > intende Anomolo. > > http://www.ictlex.net/index.php/riutilizzare-i-contenuti/ > > Diciamo che in assenza di significati codificati ognuno attribuisce alle > parole il senso > che preferisce... fino a che *un* determinato significato non prevale e > diventa *il* significato. > > Tuttavia anche i significati codificati sono soggetti a > reinterpetazioni/fraintendimenti. > Se, ad esempio, prendi la definizione che la Britannica dà di open > source, resti perplesso: > per la Britannica il software open source è software nel pubblico dominio. > > >1) ritengo non ci sia ancora abbastanza chiarezza su che cosa sia la > >cosiddetta cultura libera ne su quali basi poggi > > > > > Io il termine "cultura libera" non l'ho mai utilizzato in ambiti ristretti. > Per due motivi: > 1. E' troppo ampio, e certamente supera le tematiche delle libertà digitali. > 2. E' un controsenso definire la cultura libera: ognuno dovrebbe avere > la possibilità di scegliere > la sua libertà (e non è un caso che le dottrine politiche libertarie > siano le più varie). > Questo, però, non significa che anche chi su temi specifici ha > un'opinione diversa non possa > lavorare nella stessa direzione. Vedi, ad esempio, OSI e FSF. Oppure FSF > e CC. > > > > > >3) mi pare ci sia un eccessivo sbilanciamento di pesi tra gli aspetti > >teorici e gli aspetti pratici a favore ovviamente dei primi > > > > > Generalmente, se hai buon senso e spirito pragmatico vieni emarginato > sia dai contesti di elite intellettuale (che non tollerano > il buon senso) sia dai contesti cybercomunardi (che non tollerano la > pragmaticità... ci siamo intesi, penso). > Ti tocca allora fare la vita da mediano, nella speranza che un giorno > tanta fatica venga ripagata. > > Noi di "Scarichiamoli!" siam sempre lì, lì nel mezzo. E fin che ne > abbiamo stiamo lì. > > Adesso, ad esempio, stiamo valutando la possibilità di far rimbalzare > come una pallina del flipper la notizia della "gelateria free": > ci vorrebbe davvero un punteggio da record, porca paletta. > > Saluti, > n.a.g. > > > > ------------------------------ > > Message: 2 > Date: Tue, 8 Aug 2006 21:16:03 +0200 > From: "ermanno" > Subject: Re: [Lista] Digest di Lista, Volume 15, Numero 1 > To: > Message-ID: <00b401c6bb1f$17567480$a32cfb17 a ermanno> > Content-Type: text/plain; format=flowed; charset="UTF-8"; > reply-type=original > > L'analisi di Marco è giustissima e, come al solito, le sue affermazioni "dal > basso" sono sempre lucide e corrispondenti alla realtà. > Il lato teorico ha importanza solo quando riesce ad affrontare un problema > pratico e a risolverlo. Non che il lato teorico non sia importante, ma la > dispersione di energia nella tetratricotomia (arte dello spaccare il capello > in quattro parti), su quale standard utilizzare per fare qualcosa, potrebbe > togliere energia sul decidere cosa fare. Io non sono un artista, sono > soltanto un fruitore di arte e per me la cosa più necessaria è rendere > l'arte accessibile a tutti, al minor prezzo possibile ed utilizzando tutti > gli strumenti conosciuti. Cerco quindi, nel mio piccolo ed utilizzando le > mie conoscenze, di "fare" qualcosa per rendere utilizzabili gli strumenti > (quali le diverse licenze "copyfree") fino ad ora creati per una diversa > "distribuzione" dell'arte e della cultura. > Secondo me spetta ad altri soggetti, (gli artisti, i produttori, i fruitori) > chiedersi cosa intendano loro per cultura libera, e magari utilizzare le > licenze copyfree (bello questo termine) non per il loro valore pubblicitario > ma per quello che significano e rappresentano. > > erm > > > > > > Message: 8 > > Date: Tue, 8 Aug 2006 15:53:04 +0200 > > From: marco > > Subject: [Lista] Alcune considerazioni > > To: lista a scarichiamoli.org > > Message-ID: <03F3473A-171A-459E-9943-645FAEC7946E a anomolo.com> > > Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; delsp=yes; format=flowed > > > > Approfitto per fare alcune considerazioni generali. > > Io mi occupo di musica copyfree (termine che abbiamo coniato > > all'interno di Anomolo per uscire dal caos di una terminologia spesso > > impropria e fuorviante) ormai da quattro anni. Sono pochi per farsi > > un'idea precisa di cosa è possibile fare in questo territorio per > > molti tratti inesplorato ma abbastanza per delineare uno scenario che > > direttamente o indirettamente ho visto formasi e modificarsi sotto i > > miei occhi. Voglio partire da questo punto, che mi rendo conto essere > > prossimo allo zero in una scala immaginaria di valori, per 3 motivi > > fondamentali: > > > > 1) ritengo non ci sia ancora abbastanza chiarezza su che cosa sia la > > cosiddetta cultura libera ne su quali basi poggi > > > > 2) ho l'impressione che i protagonisti di questo teatro siano spesso > > motivati da convinzioni per molti aspetti contraddittorie > > > > 3) mi pare ci sia un eccessivo sbilanciamento di pesi tra gli aspetti > > teorici e gli aspetti pratici a favore ovviamente dei primi > > > > Personalmente non possiedo (e non voglio possedere) alcuna autorità > > per dare importanza alle mie affermazioni, per cui prendetele come > > analisi "dal basso" costruite sopra l'esperienza piuttosto che sul > > pensiero. > > > > 1) provate a chiedere a persone comuni che cosa sono le Creative > > Commons o che cosa sanno della cultura libera. Il 98% non ne ha la > > più pallida idea anche se ne ha sentito parlare o ne intuisce a > > braccio le intenzioni. Che cosa vuol dire questo? Che la > > comunicazione è confusa, in molti casi criptica e spessissimo non > > sostenuta da semplici azioni pratiche. Le informazioni non sono > > raccolte in un'unica fonte informativa, un portale centrale ad > > esempio gestito da più parti, e questo è gravissimo (ho visto > > traduzioni dall'inglese fatte tre volte da tre persone diverse per > > tre siti diversi) perché nessuno dei protagonisti ha intenzione di > > aprire il cancello del proprio orticello. Ciò genera frastagliamento > > e confusione tant'è che qualcuno è arrivato a chiedermi come mai > > Anomolo fosse contro le Creative Commons! Quello che mi preoccupa non > > è il fatto che un soggetto non riesca a capire la differenza tra il > > nostro modello e quello proposto da CC, tecnicamente è possibile non > > vederci chiaro, quanto il fatto che questo soggetto non abbia capito > > le intenzioni e le motivazioni che sono le stesse. > > > > 2) proviamo a chiederci che cosa intendiamo noi per cultura libera, > > al di la del significato letterale intendo. Scopriremo di averne una > > visione differente e personalizzata, in alcuni casi contraddittoria, > > l'uno dall'altro. Perché nella realtà dei fatti abbiamo perso di > > vista l'elemento centrale della questione essendoci concentrati > > troppo sugli aspetti tecnico/strumentali (licenze CC, GNU, ArtLibre > > ecc.). Alla fine è chiaro che ognuno si senta detentore della verità > > assoluta e non ne voglia sapere di lavorare in un territorio comune > > di condivisione. Se io possiedo una FIAT e dico che è migliore della > > tua che è una FORD non riusciremo mai a parlare del viaggio, siamo > > troppo occupati a difendere le caratteristiche dei nostri mezzi > > sminuendo il contenuto a favore della forma. E' necessario resettare > > tutti i termini del dibattito e dire: oggi abbiamo una grande > > possibilità che è quella di portare a chiunque "oggetti" culturali, > > di renderli partecipi di un processo di conoscenza e collaborazione > > unica nel suo genere perché svincolata da qualunque forma di > > proibizione proprietaria. Ciò non contrasta con quello che c'è già ma > > da esso attinge muovendo verso direzioni diverse e inconsuete. > > > > 3) partire da preconcetti ideologici nell'approcciare le forme di > > comunicazione libera è secondo me pericoloso. Occuparsi di musica no > > copyright perché si odia la SIAE o perché non si accettano le azioni > > lobbistiche delle major o perché è tornata di moda la cultura > > frikkettona che richiede implicitamente una posizione di rifiuto > > acritica nei confronti di qualunque forma di commercio significa > > perdere tempo. Sarebbe meglio e più utile impiegare quel tempo a > > costruire nuove forme, nuove pratiche di azione. Se oggi Anomolo è > > considerata nell'ambito della discografia ufficiale come una > > etichetta capace di produrre qualità alla pari di altre strutture di > > impostazione tradizionale (porto questo esempio solo per comodità), è > > grazie al fatto che abbiamo parlato con tutti senza scendere a patti > > con nessuno di coloro che si aspettavano da noi una presa di > > posizione schierata e che al progetto teorico abbiamo da subito > > affiancato quello pratico, dimostrativo. > > > > Infine voglio spendere due parole sulle modalità di comunicazione che > > si utilizzano in questi contesti: sarebbe opportuno adoperare sempre > > una terminologia semplificata (si deve parlare a tutti no?) e se > > possibile far passare prima le intenzioni poi spiegare i mezzi. Un > > conto è dire ci sono le CC che servono a... un altro è dire si può > > fare questo e lo si può fare utilizzando le CC. Non dimentichiamoci > > che non stiamo rivoluzionando nulla ma approfittando di possibilità > > che solo grazie ad internet ci vengono concesse. > > Spero di aver dato un apporto parziale ma concreto. > > > > Ciao a tutti, Marco Fagotti > > > > ------------------------------ > > > > _______________________________________________ > > Lista mailing list > > Lista a scarichiamoli.org > > http://www.scarichiamoli.org/mailman/listinfo/lista > > > > > > Fine di Digest di Lista, Volume 15, Numero 1 > > ******************************************** > > > > > -------------------------------------------------------------------------------- > > > No virus found in this incoming message. > Checked by AVG Free Edition. > Version: 7.1.394 / Virus Database: 268.10.7/411 - Release Date: 07/08/2006 > > > > ------------------------------ > > Message: 3 > Date: Wed, 09 Aug 2006 13:10:11 +0200 > From: "Nicola A. Grossi" > Subject: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta > To: lista > Message-ID: <44D9C293.7050803 a larivoluzione.it> > Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-15; format=flowed > > Marco, Ermanno... sto riflettendo. > Proviamo a unire le forze? > > Anomolo (e altri, chiaramente) potrebbe mettere a disposizione dei CD di > musica free > (si può prevedere, chiaramente, un rimborso spese) da utilizzare > liberamente in ogni esercizio (etc). > I brani si possono già scaricare, è vero, ma scarica, masterizza... è un > po' lunga la procedura. > E poi è anche una questione di organizzazione... > > > Ermanno, avendo avuto esperienza diretta con SIAE, potrebbe scrivere una > piccola guida sui passi da fare per utilizzare musica senza pagare il > "pizzo". > Descrivere nel dettaglio i passi che ha fatto. > > "Scarichiamoli!" può aprire una campagna sul tema e spigere all'utilizzo > della musica free perché esente dal suddetto "pizzo": > cavoli, questo sì che è un ottimo motivo per cambiare musica. ;-) > > Vogliamo parlarne? > > > Saluti, > n.a.g. > > > ------------------------------ > > Message: 4 > Date: Wed, 09 Aug 2006 14:43:18 +0200 > From: Alessandro Bottoni > Subject: Re: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta > To: lista > Message-ID: <44D9D866.3050809 a infinito.it> > Content-Type: text/plain; charset=UTF-8 > > Nicola A. Grossi ha scritto: > > Marco, Ermanno... sto riflettendo. > > Proviamo a unire le forze? > > > > Anomolo (e altri, chiaramente) potrebbe mettere a disposizione dei CD di > > musica free > > (si può prevedere, chiaramente, un rimborso spese) da utilizzare > > liberamente in ogni esercizio (etc). > > I brani si possono già scaricare, è vero, ma scarica, masterizza... è un > > po' lunga la procedura. > > E poi è anche una questione di organizzazione... > > Facessimo un (piccolo) repository web, magari suddiviso per tematiche (pop, > rap, classica, ninna-nanna, etc.)? > > > Ermanno, avendo avuto esperienza diretta con SIAE, potrebbe scrivere una > > piccola guida sui passi da fare per utilizzare musica senza pagare il > > "pizzo". > > Descrivere nel dettaglio i passi che ha fatto. > > Personalmente, sarei molto interessato a questa ipotetica guida. > > > "Scarichiamoli!" può aprire una campagna sul tema e spigere all'utilizzo > > della musica free perché esente dal suddetto "pizzo": > > cavoli, questo sì che è un ottimo motivo per cambiare musica. ;-) > > > > Vogliamo parlarne? > > Parliamone! Se posso essere d'aiuto, fatemelo sapere. > > CU > ------------------------ > Alessandro Bottoni > > > ------------------------------ > > Message: 5 > Date: Wed, 09 Aug 2006 15:25:13 +0200 > From: "Nicola A. Grossi" > Subject: Re: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta > To: lista > Message-ID: <44D9E239.4070503 a larivoluzione.it> > Content-Type: text/plain; charset=utf-8; format=flowed > > Alessandro Bottoni ha scritto: > > >Facessimo un (piccolo) repository web, magari suddiviso per tematiche (pop, > >rap, classica, ninna-nanna, etc.)? > > > > > Sì, si può fare anche quello, però in giro di archivi di musica free ce > ne sono già. > Sì potrebbe forse pensare a un motore di ricerca di musica free. > CC, ad esempio, ha il suo motore che funziona con i metadata. > Chiaramente se i metadata sono errati puoi rimanere fregato. > Ci vorrebbe un metodo più sicuro. > Quando parlo di organizzazione alludo proprio alla sicurezza, cioè: > io che voglio musica free nel mio locale devo essere certo che quella musica > sia davvero free: TUTTA free, perché se anche un solo pezzo non è free, > il "pizzo" va pagato. > > Occorrono due requisiti fondamentali: > 1. Gli autori non devono essere iscritti alla SIAE (proprio per questo > nelle Copyzero X c'è una clausola che esclude l'iscrizione; > nelle CC, invece, c'è una clausola che NON esclude l'iscrizione... e > questo è pericoloso). > 2. Occorre che il brano sia stato licenziato sia dagli autori che dagli > esecutori-interpreti (altrimenti se le scatole non te le rompe la SIAE > te le rompe l'IMAIE: per questo motivo nelle Copyzero X c'è una clausola > che esclude il non licenziamento dei diritti connessi; nelle CC, invece, > questa clausola manca e le stesse AI di CC.it dicono: mi raccomando, > anche gli esecutori devono utilizzare la licenza, altrimenti il download > non è legale). > > Allora... > chi me la dà questa sicurezza? Anomolo, ad esempio, può darmela, perché > ha sotto contratto tutti i suoi artisti. > Anche l'UNI di Trento (che ha il suo enorme archivio on-line di musica > classica, di cui abbiamo parlato tante volte) > può darmela, come ente pubblico. > Ma anche tua sorella, può darmela, purché, sia individuabile: la firma > digitale esplica qui la sua grande funzione. > > Bisogna creare un sistema sicuro e libero. > Perché basterebbe un locale con uno stupidissimo problema per far > saltare tutto il nostro gioco. > > > >>"Scarichiamoli!" può aprire una campagna sul tema e spigere all'utilizzo > >>della musica free perché esente dal suddetto "pizzo": > >>cavoli, questo sì che è un ottimo motivo per cambiare musica. ;-) > >> > >>Vogliamo parlarne? > >> > >> > > > >Parliamone! Se posso essere d'aiuto, fatemelo sapere. > > > > > Tu forse potresti essere di aiuto dal punto di vista della > programmazione? Dei consigli? Dicci tu > quello che vuoi/puoi fare. > > > Saluti, > n.a.g. > > > ------------------------------ > > Message: 6 > Date: Wed, 09 Aug 2006 17:12:52 +0200 > From: Alessandro Bottoni > Subject: Re: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta > To: "Nicola A. Grossi" > Cc: lista > Message-ID: <44D9FB74.30502 a libero.it> > Content-Type: text/plain; charset=UTF-8 > > Nicola A. Grossi ha scritto: > > Quando parlo di organizzazione alludo proprio alla sicurezza, cioè: > > io che voglio musica free nel mio locale devo essere certo che quella musica > > sia davvero free: TUTTA free, perché se anche un solo pezzo non è free, > > il "pizzo" va pagato. > > Comincio a capire qual'è il problema. > > > Occorrono due requisiti fondamentali: > > 1. Gli autori non devono essere iscritti alla SIAE (proprio per questo > > nelle Copyzero X c'è una clausola che esclude l'iscrizione; > > nelle CC, invece, c'è una clausola che NON esclude l'iscrizione... e > > questo è pericoloso). > > 2. Occorre che il brano sia stato licenziato sia dagli autori che dagli > > esecutori-interpreti (altrimenti se le scatole non te le rompe la SIAE > > te le rompe l'IMAIE: per questo motivo nelle Copyzero X c'è una clausola > > che esclude il non licenziamento dei diritti connessi; nelle CC, invece, > > questa clausola manca e le stesse AI di CC.it dicono: mi raccomando, > > anche gli esecutori devono utilizzare la licenza, altrimenti il download > > non è legale). > > Adesso ho finalmente capito perchè esistono le CopyZero. Essendo un > (modestissimo) autore di PDF non mi ero mai scontrato con questo problema ma > adesso comincio a capire perchè le CC non sono così adatte al mondo della > musica e del cinema. > > > Bisogna creare un sistema sicuro e libero. > > Perché basterebbe un locale con uno stupidissimo problema per far > > saltare tutto il nostro gioco. > > Già. Effettivamente, quello che ci vuole sono due cose: > - un sistema di tagging che permetta di tenere traccia delle licenze (insomma: > qualcosa che si appiccica al brano e definisce in maniera definitiva ed univoca > quale licenza deve essere applicata). Si noti che questo è un sottocaso di un > sistema DRM... > - un motore di ricerca che tenga conto di questi tag. > > Vado a studiarmi come sono fatti i CDDB ed i tag usati per tracciare brani > musicali ed i film e poi mi rifaccio vivo (ci vorrà un po', temo). > > >> Parliamone! Se posso essere d'aiuto, fatemelo sapere. > >> > > Tu forse potresti essere di aiuto dal punto di vista della > > programmazione? Dei consigli? Dicci tu > > quello che vuoi/puoi fare. > > Comincio con studiare il problema del tracciamento delle licenze che ho appena > accennato. Una volta capito come funziona, se già esiste, o come potrebbe > funzionare, se ancora non esiste, non dovrebbe essere difficile capire come > creare un search engine che ne tenga conto. Credo anche che Goggle ed altri > sarebbero felici di inserire questa feature nei loro sistemi (una cosa che > credo sia anche abbastanza semplice dal punto di vista tecnico). > > Anyway, credo che l'importante sia proprio capire e risolvere gli aspetti > organizzativi (nel senso che hai usato nel tuo messaggio). La parte tecnica è > una loro diretta conseguenza e non credo che presenti difficoltà irrisolvibili. > > Thanx > -- > ------------------------ > Alessandro Bottoni > > > ------------------------------ > > _______________________________________________ > Lista mailing list > Lista a scarichiamoli.org > http://www.scarichiamoli.org/mailman/listinfo/lista > > > Fine di Digest di Lista, Volume 15, Numero 2 > ******************************************** > Se permettete vorrei dire la mia sulla "cultura libera", diciamo che intendo che tutti ma proprio tutti possano accedere alla cultura, senza ostacoli di nessun genere, nessuno deve trovarsi di fronte ad una domanda la cui risposta è di proprietà e quindi inibita. L'unico motivo per cui è possibile che non vi sia una risposta è che non esista, non sia ancora stata trovata. I risvolti finanziari della faccenda sono risolvibili in mille modi anche in un sistema capitalistico, cultura libera non vuol dire che chi la produce muore di fame :-)) ma solo che tutti possono accedervi. -- Athos Gualazzi http://www.piratpartiet.it From k2 a larivoluzione.it Wed Aug 9 20:12:50 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 09 Aug 2006 20:12:50 +0200 Subject: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta In-Reply-To: <44D9FB74.30502@libero.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> Message-ID: <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> Alessandro Bottoni ha scritto: >Nicola A. Grossi ha scritto: > > >>Quando parlo di organizzazione alludo proprio alla sicurezza, cioè: >>io che voglio musica free nel mio locale devo essere certo che quella musica >>sia davvero free: TUTTA free, perché se anche un solo pezzo non è free, >>il "pizzo" va pagato. >> >> > >Comincio a capire qual'è il problema. > > > >>Occorrono due requisiti fondamentali: >>1. Gli autori non devono essere iscritti alla SIAE (proprio per questo >>nelle Copyzero X c'è una clausola che esclude l'iscrizione; >>nelle CC, invece, c'è una clausola che NON esclude l'iscrizione... e >>questo è pericoloso). >>2. Occorre che il brano sia stato licenziato sia dagli autori che dagli >>esecutori-interpreti (altrimenti se le scatole non te le rompe la SIAE >>te le rompe l'IMAIE: per questo motivo nelle Copyzero X c'è una clausola >>che esclude il non licenziamento dei diritti connessi; nelle CC, invece, >>questa clausola manca e le stesse AI di CC.it dicono: mi raccomando, >>anche gli esecutori devono utilizzare la licenza, altrimenti il download >>non è legale). >> >> > >Adesso ho finalmente capito perchè esistono le CopyZero. Essendo un >(modestissimo) autore di PDF non mi ero mai scontrato con questo problema ma >adesso comincio a capire perchè le CC non sono così adatte al mondo della >musica e del cinema. > > Sì, e ti dico anche qualcosa di più, visto che ci siamo: prima che le CCPL italiane venissero pubblicate, volli dare il mio personale contributo alla così detta "public discussion" di iCommons Italy, proponendo un adattamento che tenesse conto anche degli aspetti di cui parlavo prima. Mi si rispose che non era possibile perché l'accordo che CC.it aveva con CC.org non prevedeva modifiche della licenza se non strettamente necessarie (ossia inevitabili per il corretto funzionamento della licenza). A quel punto nacquero le licenze CopyZero X (che furono pubblicate prima delle CCPL italiane), proprio per l'esigenza di fare fronte anche queste problematiche. Tuttavia, mi chiedo cosa avrebbe risposto CC.org se fosse stata informata circa queste problematiche: forse avrebbe detto: "procedete". Chissà. Dico questo perché una delle cose che chiesi fu quella di parlare (soprattutto a scopo informativo) di diritti morali nella licenza (date le differenze tra l'ordinamento USA e il nostro). La risposta fu la medesima, con una variante: "è superfluo". Però, adesso, è la stessa CC.org che chiede alle varie AI nazionali di inserire i diritti morali nella licenza, a partire addirittura dal commons deed. E CC.org chiede questo perché, evidentemente, qualcuno gli ha spiegato che gli USA non coprono l'intero pianeta e che il mondo è bello perché è vario. Curioso è poi il fatto che anche il mese scorso le AI italiane mi abbiano contattato per chiedermi un incontro privato in cui parlare dei diritti connessi (incontro al quale non sono andato). A che scopo? Tanto le CCPL non si possono cambiare... Ho fatto queste precisazioni per sottolineare che da parte mia (e anche di altre persone che stanno su questa lista) c'è sempre stato un atteggiamento di critica costruttiva nei confronti delle CCPL, proprio perché sono le licenze più diffuse e conosciute... e quindi è importante che siano licenze pronte a risolvere i grossi problemi che si possono incontrare nella diffusione di alcuni contenuti. Non c'è mai stato nessun intento distruttivo: purtroppo la critica viene spesso scambiata per cattiveria, invidia, opportunismo... ho dovuto sentirmi dire di tutto e di più. Ma non è un problema. Ci sono / ci siamo abituati. E in genere rispediamo al mittente con gli interessi. Il problema è, come dicevamo, fornire una soluzione sicura. Una soluzione che tenga conto anche dei DRM. E anche su questo punto, malgrado i miei sforzi interpetativi (che tu Alessandro conosci), le CCPL lasciano al licenziante (non al licenziatario) campo libero (ho parlato direttamente con Lessig e con Doctorow di questo: il secondo non condivide il pensiero del primo ma intanto usa le CCPL perché, a conti fatti, è sempre pubblicità): è un'assurdità logica, ma Lessig ha un accordo (Maffulli, presidente di FSFE(I), sostiene di natura economica: si è svenduto per una minestra - dice lui, lui che comunque non è esente da giochi di potere... ) con Sun e il suo DRM interoperabile... come fa a dire di no? Va bene, non dilunghiamoci oltre altrimenti si cade nell'entropia. >>Bisogna creare un sistema sicuro e libero. >>Perché basterebbe un locale con uno stupidissimo problema per far >>saltare tutto il nostro gioco. >> >> > >Già. Effettivamente, quello che ci vuole sono due cose: >- un sistema di tagging che permetta di tenere traccia delle licenze (insomma: >qualcosa che si appiccica al brano e definisce in maniera definitiva ed univoca >quale licenza deve essere applicata). Si noti che questo è un sottocaso di un >sistema DRM... >- un motore di ricerca che tenga conto di questi tag. > >Vado a studiarmi come sono fatti i CDDB ed i tag usati per tracciare brani >musicali ed i film e poi mi rifaccio vivo (ci vorrà un po', temo). > > Grazie molte. Nel frattempo ti espongo un'idea che mi giunge al capo or ora: ciò che è fondamentale è, come ti dicevo, la possibilità di ricollegare esattamente autore, opera e licenza. Soltanto se stabilisci questo collegamento, sei sicuro di scaricare nella legalità e sei sicuro di diffondere ed utilizzare musica nella legalità. Quello di MusicBrainz, tanto per intenderci, non è un meccanismo sicuro: è efficiente ma non è sicuro. La sicurezza deriva dall'individuabilità del soggetto e dalla possibilità di addossare eventuali responsabilità ad un determinato soggetto. Questo riduce notevolmente i rischi per chi scarica e per chi diffonde. Questa sicurezza puoi averla con la firma digitale qualificata (fondamentale anche per la validità delle clausole vessatorie di tutte le licenze): però è un meccanismo ancora elitario perché sono in pochi ad utilizzarla. E non tutti vogliono metterci la faccia. Tuttavia - pensavo or ora - si potrebbe utilizzare anche la firma debole: GPG. Anche GPG, infatti, ha valore legale. Ed è compatibile con l'anonimato. Si potrebbe quindi ricorrere ad un server di chiavi dedicato, al quale accedere previa identificazione dinanzi ad un terzo garante*. Se Mario Rossi scrive un brano e vuole condividerlo senza far sapere che si tratta di Mario Rossi, può farlo, e tu che scarichi puoi scaricare con sicurezza anche se non conosci l'autore: ti basta verificare la presenza della chiave che ha firmato il brano sul server (si può agevolare la verifica con programmi, plugin per i browser... e chi più ne ha più ne metta). Si possono anche stabilire vari livelli di sicurezza in base alle prove fornite dal possessore della chiave. Tutto questo presuppone, ovvimente, la presenza di un terzo garante* (garante del fatto che chi sta sul serve ha fornito un documento): può essere anche un'associazione. Il mio movimento, ad esempio, può garantire che tu scarichi musica di un soggetto identificato (il modo più semplice per identificarsi è firmare con GPG la propria carta di identità e la propria firma olografa). Certo, il fatto che uno si identifichi non significa che condivida musica che, ad esempio, ha scritto lui o che egli non sia iscritto alla siae... ma intanto c'è una forte deterrenza e poi c'è comunque un responsabile (colposo o doloso, non importa) su cui rivalersi se si hanno grane. E' questo ciò che conta. Se tu scarichi musica dal mio sito poi è difficile dire che io te l'ho concesso... un vero macello. Se c'è un terzo testimone allora c'è una garanzia. Un testimone super partes. Se mi sono spiegato male dimmelo che ci riprovo. :-) Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Wed Aug 9 22:36:13 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 09 Aug 2006 22:36:13 +0200 Subject: [Lista] In principio fu EP Message-ID: <44DA473D.30100@larivoluzione.it> Ho parlato con Ermanno Pandoli e devo dire che quello che ha fatto è "storico-stoico" sotto vari profili. Per il momento non posso dare anticipazioni né dire altro perché lo farà Ermanno, con la calma necessaria e a bocce ferme, quando tornerà dalle ferie. Saluti, n.a.g. From staff a scarichiamoli.org Thu Aug 10 00:03:11 2006 From: staff a scarichiamoli.org (staff a scarichiamoli.org) Date: Thu, 10 Aug 2006 00:03:11 +0200 (CEST) Subject: [Lista] Nuova intervista Message-ID: <3198.87.1.202.143.1155160991.squirrel@mail.scarichiamoli.org> Liberi esecutori: intervista a Davide Berretta: http://www.scarichiamoli.org/main.php?page=interviste/berretta From staff a scarichiamoli.org Thu Aug 10 02:35:22 2006 From: staff a scarichiamoli.org (staff a scarichiamoli.org) Date: Thu, 10 Aug 2006 02:35:22 +0200 (CEST) Subject: [Lista] Nuova intervista Message-ID: <2347.87.1.202.143.1155170122.squirrel@mail.scarichiamoli.org> Ricordando Thomas Jefferson... : intervista a Wu Ming: http://www.scarichiamoli.org/main.php?page=interviste/Wu_Ming From alessandro-bottoni a libero.it Thu Aug 10 14:28:58 2006 From: alessandro-bottoni a libero.it (Alessandro Bottoni) Date: Thu, 10 Aug 2006 14:28:58 +0200 Subject: [Lista] Il principio fu il gelato: proposta In-Reply-To: <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> Message-ID: <44DB268A.7000709@libero.it> Nicola A. Grossi ha scritto: > ciò che è fondamentale è, come ti dicevo, la possibilità di ricollegare > esattamente > autore, opera e licenza. Soltanto se stabilisci questo collegamento, sei > sicuro di scaricare > nella legalità e sei sicuro di diffondere ed utilizzare musica nella > legalità. Già, questo è il punto. Ci sono tecniche crittografiche in grado di risolvere questo problema ma si tratta anche di tecniche che creano a loro volta un grosso problema organizzativo e culturale. Già adesso i nostri autori si trovano in difficoltà con upload/download e CCPL, figuriamoci se si mettono a trafficare con GPG e con le firme digitali! > Questa sicurezza puoi averla con la firma digitale qualificata > (fondamentale anche per la validità delle clausole vessatorie di tutte > le licenze): > però è un meccanismo ancora elitario perché sono in pochi ad > utilizzarla. E non tutti vogliono metterci la faccia. > > Tuttavia - pensavo or ora - si potrebbe utilizzare anche la firma > debole: GPG. > Anche GPG, infatti, ha valore legale. Ed è compatibile con l'anonimato. Su questo credo che tu abbia ragione. A parte i problemi culturali ed organizzativi a cui accennavo sopra, GPG potrebbe già adesso fornire il livello di tracciabilità e di sicurezza che ci serve. La firma digitale qualificata sarebbe la soluzione "ottimale" ma è sicuramente troppo complessa per il nostro momento storico. > Si potrebbe quindi ricorrere ad un server di chiavi dedicato, al quale > accedere previa identificazione dinanzi ad un terzo garante*. > Se Mario Rossi scrive un brano e vuole condividerlo senza far sapere che > si tratta di Mario Rossi, > può farlo, e tu che scarichi puoi scaricare con sicurezza anche se non > conosci l'autore: > ti basta verificare la presenza della chiave che ha firmato il brano sul > server (si può agevolare la verifica con programmi, plugin per i > browser... e chi più ne ha più ne metta). > Si possono anche stabilire vari livelli di sicurezza in base alle prove > fornite dal possessore della chiave. Questa idea mi piace. Alla fine, si tratta di mettersi d'accordo su un protocollo comune. L'implementazione non è particolarmente complicata. > Tutto questo presuppone, ovvimente, la presenza di un terzo garante* > (garante del fatto che chi sta sul serve ha fornito un documento): > può essere anche un'associazione. Il mio movimento, ad esempio, può > garantire che tu scarichi musica > di un soggetto identificato (il modo più semplice per identificarsi è > firmare con GPG la propria carta di identità e la propria firma olografa). Appunto! Questo è uno dei problemi organizzativi a cui facevo cenno. Nulla di irrisolvibile, ovviamente, ma è comunque una infrastruttura che va creata e gestita. Vista dall'altra parte, si tratta anche di una opportunità di lavoro per i movimenti di volontari come i nostri. Riuscire a fornire questa infrastruttura sarebbe una bella dimostrazione di vitalità nei confronti del pubblico e delle case editrici. > Certo, il fatto che uno si identifichi non significa che condivida > musica che, ad esempio, ha scritto lui o che > egli non sia iscritto alla siae... ma intanto c'è una forte deterrenza e > poi c'è comunque un responsabile (colposo o doloso, non importa) su cui > rivalersi se si hanno grane. E' questo ciò che conta. > Se tu scarichi musica dal mio sito poi è difficile dire che io te l'ho > concesso... un vero macello. > Se c'è un terzo testimone allora c'è una garanzia. Un testimone super > partes. Infatti! Quello che conta, alla fine, è che c'è una concessione implicita od esplicita e non ripudiabile all'uso "free" del materiale da parte del titolare dei diritti. Se poi l'autore fa dei casini con l'iscrizione SIAE, quello è più che altro un problema suo. Naturalmente, dovrebbe essere nostro compito informare molto bene l'autore prima della concessione in licenza del materiale. Torno a studiarmi i CDDB, le PKI ed i Key Server poi ci risentiamo. CU -- ------------------------ Alessandro Bottoni From alessandro.bottoni a infinito.it Thu Aug 10 19:16:52 2006 From: alessandro.bottoni a infinito.it (Alessandro Bottoni) Date: Thu, 10 Aug 2006 19:16:52 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> Message-ID: <44DB6A04.5040407@infinito.it> Sono andato a studiarmi un po' di sistemi di catalogazione dei brani musicali (CDDB, FreeDB, MusicBrainz...) e di questioni crittografiche (firme digitali e pifferi analoghi). Mi sembra di capire che non ci sia nulla di esistente che sia adatto ai nostri scopi, così mi permetto di buttare giù una analisi iniziale di quello che dovremmo/potremmo sviluppare. Per capirci, poniamo il caso che Alex voglia rendere disponibili al pubblico dominio i seguenti materiali: - la partitura di un suo brano musicale, in formato PDF od in formato Sibelius, Rosegarden, Finale, SCORE, MusicXML o quello che vi pare. - la registrazione audio dello stesso brano, in formato MP3, wav, CD o quello che vi pare. - la registrazione video della esecuzione dello stesso brano, in formato MPEG4, divX o quello che vi pare. - un fingerprint digitale di un file audio o video, indipendente dal formato e dalla risoluzione. Questo per chiarire da subito che il sistema opera su file digitali e se ne frega completamente del loro contenuto. Alex vuole rendere disponibili questi materiali attraverso il web e certificare in modo sicuro le seguenti cose: - che sono roba di sua proprietà - che hanno il tipo di licenza X (a noi interessa una CopyZero X ma questo meccanismo deve essere in grado di gestire qualunque tipo di licenza, pena una rapida obsolescenza). Dall'altra parte, Bob vuole fare le seguenti cose: - collegarsi ad un sito web (non necessariamente il nostro) e scaricare della musica "free" - poter dimostrare che si tratta di musica free di fronte alla SIAE e di fronte a sua madre (la seconda è più difficile) Come si fa? Alex deve agire in questo modo: - si procura un identificativo digitale univoco per la sua identità (una firma digitale che permetta di risalire a lui, come persona, in modo certo). Questo è assolutamente necessario per poter risalire ad Alex in caso di contestazioni. Questo ID lo potremmo anche generare noi ma credo che sia più opportuno lasciar fare ad altri per non incorrere in casini con la legge sulla firma digitale. - genera un ID univoco per ognuno dei file che vuole mettere a disposizione, ad esempio un hash SHA-1 od un checksum MD5 (sui dettagli litighiamo con calma in seguito) - sceglie una licenza di suo gradimento tra quelle disponibili a CopyZero od a CC. Di queste licenza deve ottenere un ID univoco (una URL non rimovibile, l'hash del testo ASCII, quello che volete) - per ogni file che vuole mettere a disposizione, crea un tar (comando Unix che crea un singolo file partendo da più file, per i tossicondipendenti di windows) contenente l'hash del file e l'hash/ID univoco della licenza. - cifra con la sua chiave privata (via GPG, con RSA o quello che gli pare) il tar e lo firma digitalmente - ci spedisce il filettino risultante. Noi lo decrittiamo con la sua chiave pubblica, in modo da assicurarci che provenga proprio da Alex e che non sia stato alterato, e lo mettiamo a disposizione del pubblico su un server (sotto forma di un record di database adatto all'uso). Bob agisce in questo modo: - cerca nel nostro server o nel server di qualcun altro il file musicale o video che gli interessa. - scarica il file - genera (o legge) l'hash del file che ha scaricato e lo confronta con quelli memorizzati sul nostro server - in base all'hash, noi gli diciamo a chi appartiene il file (chi lo ha firmato digitalmente) e quale licenza deve essere applicata ad esso. - se ci sono contestazioni, Bob fa riferimento a noi e noi facciamo riferimento ad Alex. Si noti che il file musicale/video può risiedere dovunque (anche su BitTorrent). Si noti anche che Alex può benissimo restare anonimo. Basta che non inserisca le sue informazioni anagrafiche nel DB. Se necessario, sarà sempre possibile risalire a lui attraverso l'ente che gli ha fornito la sua firma digitale (è lì per quello). Si noti infine che, nella misura in cui il file musicale/video/altro lo permette, il tar con le info può anche essere accodato al file stesso. Ovviamente, c'è da costruire il server (LAMP dovrebbe bastare) e... i client (uno per piattaforma od uno per tutti in wxWidgets od in Java). Cosa ve ne pare? -- ------------------------ Alessandro Bottoni From alessandro.bottoni a infinito.it Thu Aug 10 19:45:05 2006 From: alessandro.bottoni a infinito.it (Alessandro Bottoni) Date: Thu, 10 Aug 2006 19:45:05 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze: i client In-Reply-To: <44DB6A04.5040407@infinito.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> Message-ID: <44DB70A1.90802@infinito.it> Nel caso non risultasse evidente dal messaggio precedente, i programmi client di cui parlavo dovrebbero servire a semplificare il lavoro degli autori e dei consumatori: Lato autore: - selezione dei file da rendere disponibili (dal file system locale) - selezione delle licenze da usare (da uno o più server) - selezione della firma digitale da usare (da smart card o file, via GPG) - generazione dell'hash del file di contenuti (via GPG o simili) - generazione o lettura dell'ID della licenza (scaricato dal server) - generazione del tar - cifratura e firma del tar - invio del tar al nostro server - invio del file di contenuti ad un server qualunque (anche BT) Lato consumatore: - ricerca della licenza di un certo file su un nostro server in base all'hash del file - forse altre utility Il ruolo del server dovrebbe essere evidente. CU ------------------------ Alessandro Bottoni From fabiux a fabiux.org Thu Aug 10 19:48:57 2006 From: fabiux a fabiux.org (fabiux a fabiux.org) Date: Thu, 10 Aug 2006 19:48:57 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DB6A04.5040407@infinito.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> Message-ID: <20060810174857.GA5945@jupiter> On Thu Aug 10, 2006 - 19:16 Alessandro Bottoni wrote: ... > Alex deve agire in questo modo: ... > - per ogni file che vuole mettere a disposizione, crea un tar (comando Unix che > crea un singolo file partendo da più file, per i tossicondipendenti di windows) > contenente l'hash del file e l'hash/ID univoco della licenza. > - cifra con la sua chiave privata (via GPG, con RSA o quello che gli pare) il > tar e lo firma digitalmente > - ci spedisce il filettino risultante. Noi lo decrittiamo con la sua chiave > pubblica, in modo da assicurarci che provenga proprio da Alex e che non sia > stato alterato, e lo mettiamo a disposizione del pubblico su un server (sotto > forma di un record di database adatto all'uso). In realta` e` sufficiente che Alex firmi il file con la sua chiave GPG. Hai invertito il significato dell'uso delle chiavi. Quando si cifra un file, si usa sempre una chiave pubblica. La chiave privata viene usata in due casi: 1) per firmare un messaggio/file 2) per decifrare un messaggio/file cifrato a noi destinato E Alex dovrebbe confidare nella chiave pubblica che sta usando (...). Per il resto, l'idea piu` naturale e` che il file possa risiedere ovunque, non necessariamente su un server dedicato. Meglio. Allo stesso modo mi chiedevo se la terza entita` del "garante" possa essere evitata usando lo stesso "network of trust" che si ha con la reciproca firma delle chiavi pubbliche: e` una struttura che funziona e che si sostiene da se`, senza bisogno di certificatori - ma qui e` probabile che mi stia perdendo un pezzo del problema. From k2 a larivoluzione.it Thu Aug 10 20:07:58 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Thu, 10 Aug 2006 20:07:58 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DB6A04.5040407@infinito.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> Message-ID: <44DB75FE.507@larivoluzione.it> Alessandro Bottoni ha scritto: >- genera un ID univoco per ognuno dei file che vuole mettere a disposizione, ad >esempio un hash SHA-1 od un checksum MD5 (sui dettagli litighiamo con calma in >seguito) > > Ti dico subito che SHA-1 è a norma di legge (cioè è l'algoritmo utilizzato per la firma digitale qualificata). Però i client p2p utilizzano pr lo più il checksum MD5: è l'unica informazione CERTAMENTE ESATTA che puoi avere del file prima di scaricarlo. Se io trovo un file su un circuito p2p e voglio essere certo di scaricare legalmente quel file devo poter fare una verifica sull'hash prima di scaricarlo. Per questo motivo opterei per MD5 oppure per entrambi. >- sceglie una licenza di suo gradimento tra quelle disponibili a CopyZero od a >CC. Di queste licenza deve ottenere un ID univoco (una URL non rimovibile, >l'hash del testo ASCII, quello che volete) > > L'URL non rimovibile è da scartare. Vuoi un esempio pazzesco e clamoroso? Eccolo qui: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/it/legalcode I punti 4 a e 4 b sono *identici*. E' stato ripetuto due volte lo stesso punto. Ma la cosa grave è che *manca un intero punto*. E proprio *il punto chiave della licenza* (la clausola copyleft). Ora il problema è noto da molto tempo ma CC.org non può modificare quella pagina. Sai perché? Perché migliaia di licenziatari hanno fatto affidamento su quel testo. E CC.org non può cambiarlo. Non so se ti rendi conto del macello: migliaia di licenzianti che pensano di utilizzare una by-sa e invece utilizzano una semplice by. Pazzesco: ma vero. Come dice FSF, la politica dell'URI è estremamente aleatoria nelle licenze: e si vede. :-) Cosa ve ne pare? Mi sembra che tutto fili magnificamente liscio. Sono commosso. Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Thu Aug 10 21:41:20 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Thu, 10 Aug 2006 21:41:20 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <20060810174857.GA5945@jupiter> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <20060810174857.GA5945@jupiter> Message-ID: <44DB8BE0.4060200@larivoluzione.it> fabiux a fabiux.org ha scritto: >Per il resto, l'idea piu` naturale e` che il file possa risiedere >ovunque, non necessariamente su un server dedicato. Meglio. > > Ma infatti il file risiederebbe ovunque. Sul server dedicato ci starebbero solo le info sul file. Ci vuole un server dedicato (=controllato, con informazioni certificate), altrimenti non c'è garanzia. >Allo stesso modo mi chiedevo se la terza entita` del "garante" possa essere >evitata usando lo stesso "network of trust" che si ha con la reciproca >firma delle chiavi pubbliche: e` una struttura che funziona e che si >sostiene da se`, senza bisogno di certificatori - ma qui e` probabile >che mi stia perdendo un pezzo del problema. > > Lo scambio di chiavi tra Tizio e Caio non solo non garantisce, di per sè, né Tizio né Caio ma nemmeno Sempronio. GPG senza scambio di documenti o telefonate è limitato. Le community di programmatori, ad esempio (mi pare anche Debian), si scambiano non solo le chiavi pubbliche, ma qualcosa su cui fondare la certezza della corrispondenza della chiave ad una precisa identità. Un terzo garante centralizza il meccanismo, lo fortifica, lo fluidifica e lo semplifica... probabilmente lo rene anche tecnicamente possibile. Saluti, n.a.g. From alessandro-bottoni a libero.it Fri Aug 11 08:39:44 2006 From: alessandro-bottoni a libero.it (Alessandro Bottoni) Date: Fri, 11 Aug 2006 08:39:44 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <20060810174857.GA5945@jupiter> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <20060810174857.GA5945@jupiter> Message-ID: <44DC2630.2050405@libero.it> fabiux a fabiux.org ha scritto: > In realta` e` sufficiente che Alex firmi il file con la sua chiave GPG. > > Hai invertito il significato dell'uso delle chiavi. Quando si cifra un file, > si usa sempre una chiave pubblica. La chiave privata viene usata in due casi: > 1) per firmare un messaggio/file > 2) per decifrare un messaggio/file cifrato a noi destinato > > E Alex dovrebbe confidare nella chiave pubblica che sta usando (...). Si, è vero. E' l'alzheimer, scusate. > Per il resto, l'idea piu` naturale e` che il file possa risiedere > ovunque, non necessariamente su un server dedicato. Meglio. Si, anche questo è vero. Il nostro tar contiene già tutte le informazioni necessarie al suo uso (ed altre possono essere aggiunte con facilità), per cui l'uso di un server dedicato è solamente più comodo ma non strettamente necessario. > Allo stesso modo mi chiedevo se la terza entita` del "garante" possa essere > evitata usando lo stesso "network of trust" che si ha con la reciproca > firma delle chiavi pubbliche: e` una struttura che funziona e che si > sostiene da se`, senza bisogno di certificatori - ma qui e` probabile > che mi stia perdendo un pezzo del problema. Da un punto di vista logico, credo che sia perfettamente utilizzabile la tecnica a cui tu alludi. La necessità della terza parte mi sembra dovuta più che altro alla necessità di coinvolgere un ente certificatore esterno in grado di garantire (realmente!) l'identificazione e la reperibilità del firmatario in caso di contestazioni legali. Per questo, personalmente, lascerei volentieri ad altri questa incombenza. CU -- ------------------------ Alessandro Bottoni From alessandro-bottoni a libero.it Fri Aug 11 08:46:24 2006 From: alessandro-bottoni a libero.it (Alessandro Bottoni) Date: Fri, 11 Aug 2006 08:46:24 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DB75FE.507@larivoluzione.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> Message-ID: <44DC27C0.2030808@libero.it> Nicola A. Grossi ha scritto: > Ti dico subito che SHA-1 è a norma di legge (cioè è l'algoritmo > utilizzato per la firma digitale qualificata). > Però i client p2p utilizzano pr lo più il checksum MD5: è l'unica > informazione CERTAMENTE ESATTA che puoi avere del file prima di scaricarlo. > Se io trovo un file su un circuito p2p e voglio essere certo di > scaricare legalmente quel file devo poter fare una verifica sull'hash > prima di scaricarlo. Per questo motivo opterei per MD5 oppure per entrambi. Yep! Pensavo più o meno la stessa cosa. Io userei entrambi (poco overload e molte meno storie). > L'URL non rimovibile è da scartare. > Vuoi un esempio pazzesco e clamoroso? > Eccolo qui: > http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/it/legalcode > > I punti 4 a e 4 b sono *identici*. > E' stato ripetuto due volte lo stesso punto. > Ma la cosa grave è che *manca un intero punto*. > E proprio *il punto chiave della licenza* (la clausola copyleft). > > Ora il problema è noto da molto tempo ma CC.org non può modificare > quella pagina. > Sai perché? Perché migliaia di licenziatari hanno fatto affidamento su > quel testo. > E CC.org non può cambiarlo. > Non so se ti rendi conto del macello: migliaia di licenzianti che > pensano di utilizzare una > by-sa e invece utilizzano una semplice by. > Pazzesco: ma vero. Oddio! Questa è veramente pazzesca! Meglio fare affidamento su qualche altro meccanismo. Probabilmente, la cosa più sensata è lasciare che l'autore scarichi o rediga in prima persona la licenza che gli pare, alleghi il file al file dei contenuti a cui vuole associarlo, generi gli UUID di entrambi (MD5 e SHA-1), crei il tar necessario per l'associazione materiale<->licenza, firmi questo tar e ci spedisca _tutto_ il materiale per la conservazione su un server pubblico. In questo modo, l'autore fa quello che gli pare (a noi la responsabilità di supportarlo nelle sue scelte e nella loro implementazione) e noi ci limitiamo ad agire da "conservatori" dei documenti (da "notai digitali"). CU -- ------------------------ Alessandro Bottoni From k2 a larivoluzione.it Fri Aug 11 10:38:55 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Fri, 11 Aug 2006 10:38:55 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DC27C0.2030808@libero.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> Message-ID: <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> Alessandro Bottoni ha scritto: >Probabilmente, la cosa più sensata è lasciare che l'autore scarichi o rediga in >prima persona la licenza che gli pare, alleghi il file al file dei contenuti a >cui vuole associarlo, generi gli UUID di entrambi (MD5 e SHA-1), crei il tar >necessario per l'associazione materiale<->licenza, firmi questo tar e ci >spedisca _tutto_ il materiale per la conservazione su un server pubblico. > >In questo modo, l'autore fa quello che gli pare (a noi la responsabilità di >supportarlo nelle sue scelte e nella loro implementazione) e noi ci limitiamo >ad agire da "conservatori" dei documenti (da "notai digitali"). > > Faccio un esempio che forse potrebbe essere di qualche utilità: CopyZero on-line. Esempio: cercando su Internet Archive arrivi qui: http://www.archive.org/details/Legal_Blues_Dripping Il logo di CopyZero ti certifica immediatamente che l'autore ha protetto un determinato file o insieme di file con firma digitale qualificata e marca temporale. Cliccando sul logo, infatti, arrivi qui: http://www.costozero.org/wai/0F32F40B884EC7DC78FC478BE5B22ABF.html Una banalissima pagina html, presente sul sito Costozero.org, al quale quel gruppo ha inviato, oltre che il file archivio da marcare, anche un modulo per l'utilizzo del servizio e un documento di identità. La chiave di volta sta nel fatto che la pagina porta il nome dell'hash MD5 del file inviato. Il meccanismo è etremamente semplice ma anche efficace: se tu trovi quel file, ad esempio, su p2p e i matadata ti dicono che è stato "copyzerato", ti basta fare un controllo andando all'uri riportata nei metadata: se l'hash corrisponde, allora è CERTAMENTE vero. Non servono nemmeno particolari programmi: basta usare il browser. :-) Saluti, n.a.g. From alessandro-bottoni a libero.it Fri Aug 11 14:18:39 2006 From: alessandro-bottoni a libero.it (Alessandro Bottoni) Date: Fri, 11 Aug 2006 14:18:39 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> Message-ID: <44DC759F.5010800@libero.it> Nicola A. Grossi ha scritto: > Faccio un esempio che forse potrebbe essere di qualche utilità: CopyZero > on-line. > > Esempio: cercando su Internet Archive arrivi qui: > http://www.archive.org/details/Legal_Blues_Dripping > > Il logo di CopyZero ti certifica immediatamente che l'autore ha protetto > un determinato > file o insieme di file con firma digitale qualificata e marca temporale. > > Cliccando sul logo, infatti, arrivi qui: > http://www.costozero.org/wai/0F32F40B884EC7DC78FC478BE5B22ABF.html > > Una banalissima pagina html, presente sul sito Costozero.org, al quale > quel gruppo ha inviato, > oltre che il file archivio da marcare, anche un modulo per l'utilizzo > del servizio e un documento di identità. > > La chiave di volta sta nel fatto che la pagina porta il nome dell'hash > MD5 del file inviato. > > Il meccanismo è etremamente semplice ma anche efficace: > se tu trovi quel file, ad esempio, su p2p e i matadata ti dicono che è > stato "copyzerato", > ti basta fare un controllo andando all'uri riportata nei metadata: > se l'hash corrisponde, allora è CERTAMENTE vero. > > Non servono nemmeno particolari programmi: > basta usare il browser. :-) Moooolto interessante! Mi vado a studiare meglio la questione CopyZero (che ho colpevolmente trascurato finora) e ci risentiamo. CU -- ------------------------ Alessandro Bottoni From emmeesse a hackerjournal.it Fri Aug 11 23:18:59 2006 From: emmeesse a hackerjournal.it (emmeesse a hackerjournal.it) Date: Fri, 11 Aug 2006 23:18:59 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DC759F.5010800@libero.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> Message-ID: <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> tecnicamente ho capito poco, ma poco importa. a naso sembra funzionare. ma dio mio, non trovate curioso anche voi che si viva in un'epoca in cui si deve certificare un regalo come tale, altrimenti il ricevente del dono verra' accusato di furto? Il diritto d'autore, saro' estremista, ma IMHO deve sparire Del resto non e' mai esistito prima, ed in gran parte del mondo non esiste tuttora. Ovviamente la divina commedia la ha scritta dante alighieri ovviamente e' "sua" ne riconosciamo la paternita', ma non il possesso perche un figlio e' "suo" del padre (o della madre) ma il genitore non ne ha il possesso La legge puo' e deve consentire lo sfruttamento economico di una idea da parte del cervello pensante e del suo corpo. Deve stabilirne i limiti e le economie di scala economie, peraltro non piccole, anzi in aumento. Ma lo sfruttamento economico -legale e regolamentato- e' diverso dal "possesso". La stessa differenza che c'e' tra salariato e schiavo, per capirsi. mica poco... Pretendere il possesso su una idea, su una musica, su un film, su una specie di fiori o di frutti, sul corpo umano in generale, su una parola, su una specie animale... sull' acqua, sull' aria e su cosa ancora? E' diabolico, folle, incivile ed e' contro l'idea stessa del diritto e della giurisprudenza. Vinum est donazio dei, cervetia traditio umana. emmeesse From k2 a larivoluzione.it Sat Aug 12 02:08:40 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Sat, 12 Aug 2006 02:08:40 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> Message-ID: <44DD1C08.3000904@larivoluzione.it> emmeesse a hackerjournal.it ha scritto: > Del resto non e' mai esistito prima, ed in gran parte del mondo non > esiste tuttora. > In Afganistan non esiste (così almeno mi par di ricordare)... non so in quanti altri paesi non esista. Quali sono i paesi a cui ti riferisci? Saluti, n.a.g. From alessandro-bottoni a libero.it Sat Aug 12 09:08:31 2006 From: alessandro-bottoni a libero.it (Alessandro Bottoni) Date: Sat, 12 Aug 2006 09:08:31 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> Message-ID: <44DD7E6F.2070409@libero.it> emmeesse a hackerjournal.it ha scritto: > ma dio mio, non trovate curioso anche voi > che si viva in un'epoca in cui si deve certificare un regalo come tale, > altrimenti il ricevente del dono verra' accusato di furto? Si, è semplicemente e palesemente folle. Credo che sia uno dei "segni" che dovrebbe far riflettere sul triste stato delle cose. > Ma lo sfruttamento economico -legale e regolamentato- e' diverso dal > "possesso". > La stessa differenza che c'e' tra salariato e schiavo, per capirsi. > mica poco... Appunto! Non c'è motivo di mettere le catene alla cultura umana solo per permettere agli autori di trarne il giusto profitto. La legislazione attuale è decisamente e palesemente sbilanciata a favore delle aziende e va sicuramente rivista se vogliamo sopravvivere alle sfide culturali ed intellettuali che ci aspettano. Personalmente, non credo che il concetto di copyright vada abolito ma sicuramente va radicalmente cambiato. > Pretendere il possesso su una idea, su una musica, su un film, > su una specie di fiori o di frutti, sul corpo umano in generale, su una > parola, > su una specie animale... sull' acqua, sull' aria e su cosa ancora? A proposito: lo sapete che i soliti ricercatori USA si sono messi a _brevettare_ le sequenze di geni umani che permettono, in un modo o nell'altro, di curare delle malattie allo scopo di poterle sfruttare commercialmente nell'industria farmaceutica e medica? Più o meno come brevettare una vallata per poterne sfruttare economicamente le foto... > E' diabolico, folle, incivile ed e' contro l'idea stessa del diritto e > della giurisprudenza. Concordo. > Vinum est donazio dei, cervetia traditio umana. Bella! Dove l'hai trovata? CU PS: il copyright, come lo conosciamo noi, è diffuso almeno in tutta l'area dei paesi aderenti al WTO. uno dei gruppi del WTO si occupa proprio di IP (Intellectual Property) e stabilisce le linee guida sul copyright a cui i paesi aderenti _devono_ attenersi (pena pesanti sanzioni economiche). Se vogliamo cominciare a tirare dei sassi, è dal WTO che occorre cominciare. -- ------------------------ Alessandro Bottoni From emmeesse a hackerjournal.it Sat Aug 12 14:24:41 2006 From: emmeesse a hackerjournal.it (emmeesse a hackerjournal.it) Date: Sat, 12 Aug 2006 14:24:41 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DD7E6F.2070409@libero.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> <44DD7E6F.2070409@libero.it> Message-ID: http://www.dirittodautore.it/page.asp?idpagina=1 dove si dimostra che il diritto d'autore e' oratica recente e affatto attinente alla nascita e alla diffusione della cultura. e ancora http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright http://www.gnu.org/philosophy/copyright-and-globalization.it.html utile http://www.autoreonline.net/ e, per capire che e' un po che se ne parla http://www.interlex.it/copyright/alcei9.htm come sempre cla From k2 a larivoluzione.it Sat Aug 12 14:43:32 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Sat, 12 Aug 2006 14:43:32 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> <44DD7E6F.2070409@libero.it> Message-ID: <44DDCCF4.4090504@larivoluzione.it> Che è ben altro dal dire che la "proprietà intellettuale" non esiste in gran parte del mondo. Esiste ovunque. L'Afganistan, come dicevo, è (forse: era) il paese più "anomalo" da questo punto di vista. Ma il copyright è arrivato anche nell'ultima zona franca esistente al mondo: http://www.costozero.org/zar/afganistan.pdf Saluti, n.a.g. emmeesse a hackerjournal.it ha scritto: >http://www.dirittodautore.it/page.asp?idpagina=1 > >dove si dimostra che il diritto d'autore e' oratica recente e affatto >attinente alla nascita e alla diffusione >della cultura. > >e ancora >http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright >http://www.gnu.org/philosophy/copyright-and-globalization.it.html > utile >http://www.autoreonline.net/ > >e, per capire che e' un po che se ne parla >http://www.interlex.it/copyright/alcei9.htm > >come sempre cla > >_______________________________________________ >Lista mailing list >Lista a scarichiamoli.org >http://www.scarichiamoli.org/mailman/listinfo/lista > > From alessandro-bottoni a libero.it Sat Aug 12 16:55:49 2006 From: alessandro-bottoni a libero.it (Alessandro Bottoni) Date: Sat, 12 Aug 2006 16:55:49 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DDCCF4.4090504@larivoluzione.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> <44DD7E6F.2070409@libero.it> <44DDCCF4.4090504@larivoluzione.it> Message-ID: <44DDEBF5.4030809@libero.it> Nicola A. Grossi ha scritto: > Che è ben altro dal dire che la "proprietà intellettuale" non esiste in > gran parte del mondo. > Esiste ovunque. Ma si, certo. Di questo, in realtà, non c'è motivo di scandalizzarsi. Il problema risiede nel modo in cui viene riconosciuto e gestito questo diritto. Come ho già scritto da qualche parte tempo fa, il guaio è che il copyright/IP riconosce un diritto troppo esteso come ambito di applicazione, troppo esteso nel tempo e troppo esteso come mezzi di enforcement (tra cui i famigerati DRM). Questo lo rende un diritto troppo sbilanciato a favore delle aziende (del business, non degli autori) e minaccia i diritti dei consumatori e dei cittadini (e degli stessi autori/esecutori). Non è saggio parlare di abolizione /tout court/. Personalmente, mi atterrei all'idea di riformare radicalmente il copyright (c'è una mia proposta dettagliata da qualche parte su www.laspinanelfianco.it, mi sembra). JM2C -- ------------------------ Alessandro Bottoni From list a attivista.com Sat Aug 12 20:56:29 2006 From: list a attivista.com (list a attivista.com) Date: Sat, 12 Aug 2006 20:56:29 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DDEBF5.4030809@libero.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> <44DD7E6F.2070409@libero.it> <44DDCCF4.4090504@larivoluzione.it> <44DDEBF5.4030809@libero.it> Message-ID: <20060812185629.27390.qmail@webmaild.fe1.aruba.it> Faccio riferimento a questo messaggio di Alessandro Bottoni http://scarichiamoli.org/pipermail/lista/2006-August/000240.html [..] Non è saggio parlare di abolizione /tout court/. Personalmente, mi atterrei all'idea di riformare radicalmente il copyright [..] E già! Però c'è un "però" ( o più di un però) http://scarichiamoli.org/main.php?page=interviste/moi [...] A me è piaciuto, e piace, intendere e sviluppare il termine copyleft in una accezione "generale". A me piace ed è piaciuto intenderlo sopratutto nell'accezione che lo fa "opposto del copyright", ovvero: "auspicabile elemento giuridico capace di sostituire/compensare gli attuali assetti legislativi relativi alla proprietà intellettuale". Il copyleft (in questo senso) e tutti i diritti digitali, proprio in quanto "diritti", non possono però che essere un aspetto particolare del diritto. Se quindi auspichiamo un sistema giuridico in cui la normativa sulla proprietà intellettuale sia più equa e adatta ai tempi, dobbiamo affrontare il problema a monte. Per dirla scherzosamente: non posso "sviluppare l'oggetto copyleft" se non come istanza della classe "diritto"...... [...] [...] L'unico modo per raggiungere questo fine è, sempre a mio modesto avviso, cambiare non soltanto il modo tramite il quale le leggi vengono scritte, ma anche chi le scrive (per dirla spicciola: è inutile pretendere che il maiale scriva un manuale sul bon ton). E il problema si complica ulteriormente poichè si fa politico. In che maniera è infatti possibile attuare questo cambiamento? [...] E' "possibboli"? O non è "possibboli"? :-) Un saluto Danilo Moi ------------------------------------------------------------------ Il mercante meditò sul potere ed escogitò la democrazia al fine di comprarsi i voti (D. Moi) From emmeesse a hackerjournal.it Sat Aug 12 22:58:30 2006 From: emmeesse a hackerjournal.it (emmeesse a hackerjournal.it) Date: Sat, 12 Aug 2006 22:58:30 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: <44DDEBF5.4030809@libero.it> References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> <44DD7E6F.2070409@libero.it> <44DDCCF4.4090504@larivoluzione.it> <44DDEBF5.4030809@libero.it> Message-ID: Nicola A. Grossi ha scritto: > Che è ben altro dal dire che la "proprietà intellettuale" non esiste in > gran parte del mondo. > Esiste ovunque. Preciso nuovamente. Io non sostengo che la proprieta' intellettuale NON esista Io sostengo che sia il possesso dell'opera di ingegno che non deve esistere. Distinguiamo tra proprieta' e possesso Mio figlio e' mio (anche nel senso buono "mia proprieta" se lo difendo) ma NON lo possiedo. anche nel codice civile esiste precisa distinzione tra proprieta' e possesso. ripeto affinche' sia palese: Il diritto allo sfruttamento economico della creazione, la difesa dal plagio DEVONO essere garantiti al creatore dell'opera di ingegno ad esso ed agli eredi per ventanni (circa cosi vorremmo piu o meno direi) dalla creazione dell'opera. Dopodiche e' LEGALMENTE pubblica. (di fatto l'opera e' pubblica nel momento in cui la si pubblica poiche' l'opera e' a se stante. cmq e' giusto vi siano dei tempi umani ed economici legali di raccolta dei frutti) Credo sia importante definire questi termini per evitare discussioni non costruttive sovente capita di litigare dicendo la stessa cosa come sempre cla From k2 a larivoluzione.it Sat Aug 12 23:23:56 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Sat, 12 Aug 2006 23:23:56 +0200 Subject: [Lista] Gestione Licenze [was: Il principio fu il gelato] In-Reply-To: References: <44D9C293.7050803@larivoluzione.it> <44D9D866.3050809@infinito.it> <44D9E239.4070503@larivoluzione.it> <44D9FB74.30502@libero.it> <44DA25A2.2070309@larivoluzione.it> <44DB6A04.5040407@infinito.it> <44DB75FE.507@larivoluzione.it> <44DC27C0.2030808@libero.it> <44DC421F.2090804@larivoluzione.it> <44DC759F.5010800@libero.it> <9bc2aefe1546903e5dae3a63e704601c@hackerjournal.it> <44DD7E6F.2070409@libero.it> <44DDCCF4.4090504@larivoluzione.it> <44DDEBF5.4030809@libero.it> Message-ID: <44DE46EC.703@larivoluzione.it> emmeesse a hackerjournal.it ha scritto: >Nicola A. Grossi ha scritto: > > >>Che è ben altro dal dire che la "proprietà intellettuale" non esiste in >>gran parte del mondo. >>Esiste ovunque. >> >> > >Preciso nuovamente. Io non sostengo che la proprieta' intellettuale NON >esista >Io sostengo che sia il possesso dell'opera di ingegno che non deve >esistere. > > No, non è questo a cui mi riferisco. "Il diritto d'autore, saro' estremista, ma IMHO deve sparire Del resto non e' mai esistito prima, ed in gran parte del mondo non esiste tuttora." Sono testuali parole tue. Non è vero che in gran parte del mondo il diritto d'autore non esiste. Tutt'altro: esiste ovunque. Tutto qui. Siccome qualcuno potrebbe pensare che questa cosa che hai detto sia vera, mi è sembrato utile precisare. Sul resto di quello che hai detto non sono mai entrato e non entro. Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Mon Aug 28 15:36:24 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Mon, 28 Aug 2006 15:36:24 +0200 Subject: [Lista] Bollini puliti Message-ID: <44F2F158.7030108@larivoluzione.it> Non so se avete avuto esperienza con le aziende che replicano i cd. La mia esperienza personale mi dice che pretendono l'autorizzazione da parte del cliente alla bollinbatura SIAE anche se si tratta di copie NON destinate al commercio o all'utilizzo a scopo di lucro. - "Ma se non c'è scopo di lucro... ". - "E no signore, il bollino è sempre necessario". - "Ma la legge dice che... ". - "Sì, non c'è lucro se li regala, ma c'è sempre profitto". - "Profitto? E poi la legge non parla di profitto!". - "Ah, allora senta la SIAE". Ci provano, ci provano spudoratamente. - "Sa, se non devo mettere i bollini per me è anche una fatica di meno". Bisognerebbe fare un sondaggio, bisognerebbe incominciare a rompergli le uova nel paniere in modo organizzato. Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Mon Aug 28 17:19:05 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Mon, 28 Aug 2006 17:19:05 +0200 Subject: [Lista] =?iso-8859-1?q?E=27_necessario_rivolgersi_alla_SIAE_per_v?= =?iso-8859-1?q?endere_materiale_prodotto_da_s=E9=3F?= In-Reply-To: <20060828145725.2727.qmail@webmaild.fe1.aruba.it> References: <20060828145725.2727.qmail@webmaild.fe1.aruba.it> Message-ID: <44F30969.8000708@larivoluzione.it> Giro da altra lista, servisse a qualcuno... Si potreebbe anche incominciare a pensare meccanismi di vendita che aggirino il problema del bollino. Pensate alla pen drive... Nicola A. Grossi ha scritto: > Dipende dal medium che utilizzi per vendere il tuo materiale. > Se utilizzi CD, ti occorre il bollino, se vendi tramite downloading > (*e non sto parlando soltanto di vendita on-line*), no. > Dai, un po' di fantasia. ;-) > Non ti serve nemmeno la licenza multimediale della SIAE, non essendo > materiale oggetto di suo mandato. > Inoltre, se si tratta di una vendita occasionale, trattandosi di opere > dell'ingegno, non ti occorre nemmeno la partita IVA. > Assicurati soltanto di essere nella condizione di poter esercitare > pienamente il diritto di distribuzione: non devono esserci di mezzo > diritti connessi altrui. > Detto questo, auguri. > Saluti, > n.a.g. > From k2 a larivoluzione.it Wed Aug 30 12:57:54 2006 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 30 Aug 2006 12:57:54 +0200 Subject: [Lista] 106/2004 Message-ID: <44F56F32.90303@larivoluzione.it> Siccome c'è un po' di allarmismo in giro a causa della 106/2004, ho scritto questo, spero che possa servire a far tornare alla realtà qualche vittima del sensazionalismo. http://www.scarichiamoli.org/larivoluzione/?post=2006/08/ci-risiamo-arrivata-lapocalisse.html From smokher a libero.it Thu Aug 31 10:55:09 2006 From: smokher a libero.it (smokher a libero.it) Date: Thu, 31 Aug 2006 10:55:09 +0200 Subject: [Lista] [TC] - TC/DRM e cellulari Message-ID: notiziola..senza approfondimento http://www.nwi.it/showPage.php?template=notizie&id=8825 smokher ___________________________________________________________________ Mutui a tassi scontati da 30 banche. Richiedi online e risparmia. 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