[Lista] Alcune considerazioni

marco marco a anomolo.com
Mar 8 Ago 2006 15:53:04 CEST


Approfitto per fare alcune considerazioni generali.
Io mi occupo di musica copyfree (termine che abbiamo coniato  
all'interno di Anomolo per uscire dal caos di una terminologia spesso  
impropria e fuorviante) ormai da quattro anni. Sono pochi per farsi  
un'idea precisa di cosa è possibile fare in questo territorio per  
molti tratti inesplorato ma abbastanza per delineare uno scenario che  
direttamente o indirettamente ho visto formasi e modificarsi sotto i  
miei occhi. Voglio partire da questo punto, che mi rendo conto essere  
prossimo allo zero in una scala immaginaria di valori, per 3 motivi  
fondamentali:

1) ritengo non ci sia ancora abbastanza chiarezza su che cosa sia la  
cosiddetta cultura libera ne su quali basi poggi

2) ho l'impressione che i protagonisti di questo teatro siano spesso  
motivati da convinzioni per molti aspetti contraddittorie

3) mi pare ci sia un eccessivo sbilanciamento di pesi tra gli aspetti  
teorici e gli aspetti pratici a favore ovviamente dei primi

Personalmente non possiedo (e non voglio possedere) alcuna autorità  
per dare importanza alle mie affermazioni, per cui prendetele come  
analisi "dal basso" costruite sopra l'esperienza piuttosto che sul  
pensiero.

1) provate a chiedere a persone comuni che cosa sono le Creative  
Commons o che cosa sanno della cultura libera. Il 98% non ne ha la  
più pallida idea anche se ne ha sentito parlare o ne intuisce a  
braccio le intenzioni. Che cosa vuol dire questo? Che la  
comunicazione è confusa, in molti casi criptica e spessissimo non  
sostenuta da semplici azioni pratiche. Le informazioni non sono  
raccolte in un'unica fonte informativa, un portale centrale ad  
esempio gestito da più parti, e questo è gravissimo (ho visto  
traduzioni dall'inglese fatte tre volte da tre persone diverse per  
tre siti diversi) perché nessuno dei protagonisti ha intenzione di  
aprire il cancello del proprio orticello. Ciò genera frastagliamento  
e confusione tant'è che qualcuno è arrivato a chiedermi come mai  
Anomolo fosse contro le Creative Commons! Quello che mi preoccupa non  
è il fatto che un soggetto non riesca a capire la differenza tra il  
nostro modello e quello proposto da CC, tecnicamente è possibile non  
vederci chiaro, quanto il fatto che questo soggetto non abbia capito  
le intenzioni e le motivazioni che sono le stesse.

2) proviamo a chiederci che cosa intendiamo noi per cultura libera,  
al di la del significato letterale intendo. Scopriremo di averne una  
visione differente e personalizzata, in alcuni casi contraddittoria,  
l'uno dall'altro. Perché nella realtà dei fatti abbiamo perso di  
vista l'elemento centrale della questione essendoci concentrati  
troppo sugli aspetti tecnico/strumentali (licenze CC, GNU, ArtLibre  
ecc.). Alla fine è chiaro che ognuno si senta detentore della verità  
assoluta e non ne voglia sapere di lavorare in un territorio comune  
di condivisione. Se io possiedo una FIAT e dico che è migliore della  
tua che è una FORD non riusciremo mai a parlare del viaggio, siamo  
troppo occupati a difendere le caratteristiche dei nostri mezzi  
sminuendo il contenuto a favore della forma. E' necessario resettare  
tutti i termini del dibattito e dire: oggi abbiamo una grande  
possibilità che è quella di portare a chiunque "oggetti" culturali,  
di renderli partecipi di un processo di conoscenza e collaborazione  
unica nel suo genere perché svincolata da qualunque forma di  
proibizione proprietaria. Ciò non contrasta con quello che c'è già ma  
da esso attinge muovendo verso direzioni diverse e inconsuete.

3) partire da preconcetti ideologici nell'approcciare le forme di  
comunicazione libera è secondo me pericoloso. Occuparsi di musica no  
copyright perché si odia la SIAE o perché non si accettano  le azioni  
lobbistiche delle major o perché è tornata di moda la cultura  
frikkettona che richiede implicitamente una posizione di rifiuto  
acritica nei confronti di qualunque forma di commercio significa  
perdere tempo. Sarebbe meglio e più utile impiegare quel tempo a  
costruire nuove forme, nuove pratiche di azione. Se oggi Anomolo è  
considerata nell'ambito della discografia ufficiale come una  
etichetta capace di produrre qualità alla pari di altre strutture di  
impostazione tradizionale (porto questo esempio solo per comodità), è  
grazie al fatto che abbiamo parlato con tutti senza scendere a patti  
con nessuno di coloro che si aspettavano da noi una presa di  
posizione schierata e che al progetto teorico abbiamo da subito  
affiancato quello pratico, dimostrativo.

Infine voglio spendere due parole sulle modalità di comunicazione che  
si utilizzano in questi contesti: sarebbe opportuno adoperare sempre  
una terminologia semplificata (si deve parlare a tutti no?) e se  
possibile far passare prima le intenzioni poi spiegare i mezzi. Un  
conto è dire ci sono le CC che servono a... un altro è dire si può  
fare questo e lo si può fare utilizzando le CC. Non dimentichiamoci  
che non stiamo rivoluzionando nulla ma approfittando di possibilità  
che solo grazie ad internet ci vengono concesse.
Spero di aver dato un apporto parziale ma concreto.

Ciao a tutti, Marco Fagotti


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