[Lista] LICENZIATA IN TRONCO.....LAVORO NERO CON DENARO EROGATO DALLA CEE..........

maria luisa ml.borgia a tiscali.it
Dom 14 Gen 2007 20:38:01 CET


A TUTTI I QUOTIDIANI D'ITALIA

SPETT.LE REDAZIONE
AVREI UNA GRAN NECESSITA' DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA.
VI PREGO INOLTRE, PRIMA DI CESTINARLA, DI ASCOLTAR
 QUANTO HO DA DIRVI......
NATURALMENTE RIASSUMENDOLA E CON LE CORREZIONI  CHE
VORRETE APPORTARE.HO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CHE
COMPROVA QUANTO ASSERISCO.
DATEMI UNA MANO.......
GRAZIE TANTE
MARIA LUISA

LAVORO NERO CON DENARO EROGATO DALLA CEE.......

Dal 2005 mi stò battendo per ottenere ciò a cui la legge mi dà
diritto, diritto a ricevere denaro,  per avere lavorato oltre
sei anni presso una famiglia come assistente alla persona, senza mai
aver ricevuto: stipendio per intero, contributi, tredicesima, ferie, ferie
mai godute, e tfr.
Tale famiglia godeva di contributi CEE per l'assistenza al familiare
quasi infermo.
 Fino ad ora, tranne ,forse, il recupero dei
contributi INPS, non sono riuscita ad ottenere nulla! La CEE, la quale è
stata da me contattata in ogni modo possibile ed immaginabile, scarica la
responsabilità con mille scuse: OGNI UFFICIO O SEDE DA ME CONTATTATI,
SCARICA ALL'ALTRO L'ONERE: NESSUNO HA IL
 COMPITO DI CONTROLLARE
QUESTO GENERE DI RAPPORTO; e così' mi mandano da un posto all'altro come
fossi una palla.

Perchè i liquidatori  CEE, non hanno mai controllato se i
fondi andavano a buon fine?.
Stiamo parlando di circa TRECENTO MILIONI DI LIRE che la CEE, ha sborsato
versandoli al datore di lavoro, beneficiario dei fondi, nell'arco di  quasi
sei anni e mezzo, e mai nessuno si
è preoccupato di accertare, che alla persona destinataria, di questo denaro,
venisse pagato tutto ciò che le spettava e se fosse stata assunta con
regolare contratto. Inoltre la CEE, esigeva annualmente, dal beneficiario
 del denaro erogato per l'assistenza,
una richiesta che doveva comprendere: le generalità della persona addetta
all'assistenza,la sottoscritta,
certificato di idoneità della stessa, emesso dal medico di base del paziente
e
l'importo mensile dei fondi concessi, il quale doveva servire solo ed
esclusivamente
per retribuzione, contributi ecc.... In base a tale richiesta, la CEE
emetteva il benestare ( decisione) per un intero anno.Aveva quindi l'onere
il dovere
oltre al potere, di controllare per chi e che cosa sborsava il denaro.
Nel 2005, l'ultimo in cui ho lavorato presso la famiglia suddetta,
la decisione annuale, portava la scadenza del 30 Settembre 2005; invece fui
cacciata
il 30 Giugno 2005; la motivazione dei datori di lavoro fu, che  la CEE
obbligava, finalmente,
i beneficiari dei fondi a regolarizzare il rapporto di lavoro con i
dipendenti...ma
i familiari, non avevano nessuna intenzione di assumersi delle beghe  e che
 il denaro che ricevevano serviva a loro.
...L'alternativa alla normale assunzione, era quella di emettere, da parte
dell'assistente
 regolare fattura.
Avrei accettato di buon grado pur di non perdere il lavoro, se da parte dei
miei datori
 non fosse giunta la richiesta spudorata di farmi emettere le fatture
per l'intero importo, pagandomi, con un solo terzo della somma che
veniva loro elargita mensilmente, continuando così a calarmi o crescere le
ore
 a loro piacimento.Dalle 54 ore settimanali dei primi anni, arbitrariamente,
 mi ridussero l'orario
 fino a quattordici, quindici la settimana.
Ed ora, chi mi pagherà i tre mesi che vanno da Luglio 2005 a Settembre 2005?
E chi mi pagherà le diciotto mensilità, per avere subìto, un ingiustificato
licenziamento e non potendo chiedere la reintegrazione del posto di lavoro?

TROPPA NEGLIGENZA!. E NESSUNO SI MUOVE! E' UNA VERGOGNA!

Circa un anno e mezzo fà, il mio legale impostò una causa  contro
la mia ex datrice di lavoro, la quale è deceduta dopo circa un anno.
l'8 Novembre 2006, data in cui il giudice del Tribunale del lavoro fissò la
data dell'udienza,  avuta notizia del decesso della datrice di lavoro ha
sospeso la partita per tale decesso.
MI CHIEDO SE E' POSSIBILE CHE IL GIUDICE NON SIA STATO
INFORMATO CHE SI  PARLA DI DENARO PUBBLICO!!!!
Questo rapporto di lavoro è inoltre documentato da ricevute che mensilmente
venivano compilate dal datore di lavoro e dalla sottoscritta e spedite al
Consiglio della CEE la quale, dopo il ricevimento di detta documentazione
erogava la somma pattuita.

l'INPS, presso la quale chiesi l'intervento per il riconoscimento,
della mia qualità di lavoratore autonomo il giorno 8 agosto 2006
 si  è attivò immediatamente per il recupero dei contributi
previdenziali ed assicurativi e credo stia portando a termine la pratica.
Perchè due pesi e due misure? Contributi, stipendi tredicesime ecc....
non sono uguali diritti? Perchè per potere beneficiare del denaro che mi
spetta, debbo necessariamente fare causa tramite legale tribunale ecc...e
con quali risultati poi se, pur avendo tutte le prove in mano,
 tutto è stato vanificato?
Intanto riconoscetemi i miei diritti eppoi in altra sede provvederò per
 riscuotere i miei crediti! Ad onor del vero, penso che il Giudice
 non sia stato equamente informato..........
.
E tutto il resto della famiglia non c'entra proprio nulla?
Con il riconoscimento da parte del giudice del lavoro,
avrei potuto muovermi per iniziare il recupero del credito  per esempio,
impugnando la rinuncia all'eredità fatta dai potenziali eredi della mia
datrice di lavoro, ed impugnando anche la vendita del loro immobile;
tutte mosse ,fatte da loro, per escamotare ed evitare di pagarmi.
Questo ha fatto la famiglia al completo!
Mi rifiuto di credere che questa storia non abbia un seguito......
Il mio diritto a percepire gli stipendi ricevuti solo parzialmente, le
tredicesime le ferie, ed il trattamento di fine rapporto come lo faccio
valere se padre( persona alla quale ho prestato assistenza)
 e figli possono permettersi, di nascondersi dietro un dito?
Ritengo che questo sia un debito anche della famiglia, e deve pur esserci il
sistema per fare valere i diritti legittimi di chi per anni ha lavorato
per tutti loro, prendendo solo le briciole che le venivano offerte?
E' possibile che  possano sottrarsi rinunciando all'eredità della madre e
moglie, nullatenente, e passandosi la casa da padre a figli per escamotare?
Quale può essere la motivazione di un padre, che a ottantotto anni vende
la casa ai propri figli,ad un prezzo di comodo, se non quella di evitare di
vedersela portare via dai creditori suoi e della moglie,
considerando anche che all'epoca non si pagavano le tasse di successione?
Queste manovre, quando sono palesemente " manovre" per aggirare l'ostacolo,
perchè sono permesse?

CONTESTO SIA LA FAMIGLIA CHE LA CEE, POICHE' HANNO
CREATO UNA SITUAZIONE DI FATTO CHE HA GENERATO
LAVORO NERO,  SENZA TENERE MINIMAMENTE CONTO DEI
DIRITTI MORALI E MATERIALI DI CHI PRESTA IL PROPRIO
LAVORO, PONENDOMI IN UNA SITUAZIONE DI MASSIMA
PRECARIETA' E MOLTO IMBARAZZANTE.

GRAZIE A TUTTI LORO, INFATTI, A SESSANT'ANNI SONO
SENZA UN LAVORO.

LA CEE, NON PUO' TROVARE SCUSE: IL LAVORO NERO IN ITALIA
E' PROPIBITO, MA ESSI HANNO AGITO CON NEGLIGENZA E
SUPERFICIALITA'.
NON MI SEMBRA GIUSTO CHE IO SIA L'UNICA A DOVERE
PAGARE DOPO AVERE TANTO SUBITO.

Grazie ancora per l'aiuto
Distinti saluti
Maria Luisa  Borgia
Bologna
CHE FARE CHE LA FAMIGLIA SI E' TUTELATA TANTO BENE E LA CEE SCARICA OGNI
RESPONSABILITA' PUR AVENDO DEMPRE DECISO, COME QUANDO E PERCHE'?.
GRAZIE TANTE PER L'AIUTO
MARIA LUISA BORGIA
CASTEL MAGGIORE,
BOLOGNA



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