From k2 a larivoluzione.it Fri Mar 2 14:24:32 2007 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Fri, 02 Mar 2007 14:24:32 +0100 Subject: [Lista] IBM, SUN, INTEL sponsor di FSF Message-ID: <45E82590.6020007@larivoluzione.it> Non so a voi ma a me prendere soldi da certa gente farebbe schifo, e avrei schifo di me stesso se prendessi soldi dai miei nemici, e avrei schifo di me stesso se, ipocritamente, mettessi sul mio sito il logo dei miei nemici prendendo però le distanze dal loro operato: http://www.scarichiamoli.org/larivoluzione/?post=2007/03/fsf-un-po-di-coerenza-non-guasterebbe.html Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Mon Mar 5 11:49:52 2007 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Mon, 05 Mar 2007 11:49:52 +0100 Subject: [Lista] =?iso-8859-15?q?Stallman=3A_=22Non_so_perch=E9_lo_facciam?= =?iso-8859-15?q?o=22=2E=2E=2E_se_non_lo_sai_tu!!!?= Message-ID: <45EBF5D0.8090700@larivoluzione.it> http://www.scarichiamoli.org/larivoluzione/?post=2007/03/rms-i-dont-know-why-we-do-that.html Saluti, n.a.g. From hk a dvara.net Tue Mar 6 12:11:08 2007 From: hk a dvara.net (Dame`) Date: Tue, 6 Mar 2007 12:11:08 +0100 Subject: [Lista] =?iso-8859-1?q?I_sette_peccati_capitali_di_Internet_=28e_?= =?iso-8859-1?q?le_sue_virt=F9=29_-_S=2E_Rodot=E0?= Message-ID: <009e01c75fe0$24b5dd80$4500000a@maria> I sette peccati capitali di Internet (e le sue virtù) di Stefano Rodotà Qual è il destino dei parlamenti nell'età dell'informazione e della comunicazione? Alcuni anni fa, quando cominciò il dibattito sulla democrazia elettronica, sembrava che le nuove tecnologie avrebbero portato ad una progressiva scomparsa della democrazia rappresentativa, sostituita da forme sempre più diffuse di democrazia diretta. Nel nuovo agorà elettronico i cittadini avrebbero potuto prendere sempre la parola e decidere su tutto. La memoria dell'antica Atene e il modello dei town meetings del New England apparivano come la forma nuova della democrazia, con un intreccio tra antico e nuovo che avrebbe via via cancellato il ruolo dei parlamenti. Oggi queste ipotesi sono lontane, e la democrazia elettronica segue strade diverse da quelle di una brutale e ingannevole semplificazione dei sistemi politici. Ma questo non vuol dire che i parlamenti possano trascurare le grandi novità determinate dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che incidono profondamente sul loro ruolo e sul modo in cui si struttura il loro rapporto con la società. Non siamo di fronte a semplici strumenti tecnici, ma ad una forza potente, la tecnologia nel suo complesso, che sta trasformando in modo radicale le nostre società. Stiamo passando, su scala mondiale, da un equilibrio tecnologico all'altro. Il primo, grande compito dei parlamenti, oggi, è dunque quello di cogliere questo momento, di compiere tempestivamente le scelte intelligenti necessarie perché l'insieme delle tecnologie si risolva in un rafforzamento complessivo della democrazia. Sono divenute chiare alcune linee di analisi e di intervento, che possono essere così riassunte: - evitare che le nuove tecnologie portino ad una concentrazione invece che ad una diffusione del potere sociale e politico; - evitare che le nuove tecnologie si consolidino come la forma del populismo del nostro tempo, con un continuo scivolamento verso la democrazia plebiscitaria. -evitare che ci si trovi sempre più di fronte a tecnologie del controllo invece che a tecnologie delle libertà; - evitare che nuove disuguaglianze si aggiungano a quelle esistenti; - evitare che il grande potenziale creativo delle nuove tecnologie porti non ad una diffusione della conoscenza, ma a forme insidiose di privatizzazione. Pure l'età digitale, dunque, ha i suoi peccati, sette come vuole la tradizione, e che sono stati così enumerati: 1) diseguaglianza; 2) sfruttamento commerciale e abusi informativi; 3) rischi per la privacy; 4) disintegrazione delle comunità; 5) plebisciti istantanei e dissoluzione della democrazia; 6) tirannia di chi controlla gli accessi; 7) perdita del valore del servizio pubblico e della responsabilità sociale. Non mancano, tuttavia, le virtù, prima tra tutte l'opportunità grandissima di dare voce a un numero sempre più largo di soggetti individuali e collettivi, di produrre e condividere la conoscenza, sì che ormai molti ritengono che la definizione che meglio descrive il nostro presente, e un futuro sempre più vicino, sia proprio quella di "società della conoscenza". Al di là delle immagini e delle metafore, i parlamenti non sono chiamati a scegliere tra il bene e il male. Di fronte ad una realtà complessa, nella quale convivono società della conoscenza e società del rischio, i parlamenti non sono chiamati scegliere tra bene e male. Devono ribadire la loro storica e insostituibile funzione di custodi della libertà e dell'eguaglianza. Non sono riferimenti retorici. La tecnologia è prodiga di promesse. Alla democrazia offre strumenti per combattere l'efficienza declinante, e arriva fino a proporne una rigenerazione. Ma, se guardiamo al mondo reale, alle tendenze in atto, rischiamo di incontrare sempre più spesso un uso delle tecnologie che rende capillare e continuo il controllo dei cittadini. A queste tendenze bisogna reagire, non solo per sfuggire ad una sorta di schizofrenia istituzionale che spinge verso la costruzione di un mondo diviso tra le speranze di libertà e l'insidia della sorveglianza. E' necessario soprattutto considerare realisticamente le dinamiche sociali, a cominciare da quelle che rischiano di produrre nuove diseguaglianze. Questo problema viene solitamente indicato con l'espressione digital divide, ed effettivamente l'uso delle tecnologie, di Internet in primo luogo, produce stratificazioni sociali, l'emergere di nuove categorie di haves e di have nots, di abbienti e non abbienti proprio per quanto riguarda la fondamentale risorsa dell'informazione. Ma le più attendibili ricerche sul digital divide mettono in evidenza che il divario tra paesi sviluppati e paesi meno sviluppati, per quanto riguarda l'accesso ad Internet, non può essere esaminato riferendosi prevalentemente alle differenze di reddito. Pur rimanendo profondissime, infatti, le distanze riguardanti Internet tendono a ridursi più rapidamente di quelle relative alla ricchezza. Questo vuol dire che i fattori influenti non sono tanto quelli economici, quanto piuttosto quelli sociali e culturali. Conoscenza è parola che sintetizza le possibilità di accedere alle fonti, di elaborare il materiale, raccolto, di diffondere liberamente le informazioni. Già nell'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite si è affermato il diritto di ogni individuo alla libertà di opinione e di espressione "e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere". Oggi questo diritto è in pericolo per la pretesa di molti Stati di controllare Internet, per l'esercizio di veri poteri di censura, per le condanne di autori di quelle particolari comunicazioni in rete che sono i blog. Questa situazione non può essere ignorata, soprattutto perché alcune grandi società - Microsoft, Google, Yahoo!, Vodafone - hanno annunciato per la fine dell'anno la pubblicazione di una "Carta" per tutelare la libertà di espressione su Internet. I parlamenti non possono accettare che la garanzia del free speech, che gli Stati Uniti vollero affidare al Primo Emendamento della loro Costituzione, divenga materia di cui si occupano solo i privati, che evidentemente offriranno solo le garanzie compatibili con i loro interessi. Internet è il più grande spazio pubblico che l'umanità abbia conosciuto, dove si sta realizzando anche una grande redistribuzione di potere. Un luogo dove tutti possono prendere la parola, acquisire conoscenza, produrre idee e non solo informazioni, esercitare il diritto di critica, dialogare, partecipare alla vita comune, e costruire così un mondo diverso di cui tutti possano egualmente dirsi cittadini. Ma tutto questo può diventare più difficile, per non dire impossibile, se la conoscenza viene chiusa in recinti proprietari senza considerare proprio la novità della situazione che abbiamo di fronte e che impone di guardare alla conoscenza come il più importante tra i beni comuni. La questione dei beni comuni è essenziale. Parole nuove percorrono il mondo - open source, free software, no copyright - dando il senso di un cambiamento d'epoca. Oggi, infatti, il conflitto tra interessi proprietari e interessi collettivi non si svolge soltanto intorno a risorse scarse, in prospettiva sempre più drammaticamente scarse come l'acqua. Nella dimensione mondiale assistiamo ad una creazione incessante di nuovi beni, la conoscenza prima di tutto, rispetto ai quali la scarsità non è l'effetto di dati naturali, ma di politiche deliberate, di usi impropri del brevetto e del copyright, che stanno determinando un movimento di "chiusura" simile a quello che, in Inghilterra, portò alla recinzione delle terre comuni, prima liberamente accessibili. Questa scarsità artificiale, creata, rischia di privare milioni di persone di straordinarie possibilità di crescita individuale e collettiva, di partecipazione politica. La sfida lanciata ai parlamenti non riguarda soltanto la necessità di trovare nuovi equilibri tra logica della proprietà e logica dei beni comuni. Investe lo stesso modo d'intendere la cittadinanza. La vera novità democratica delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, infatti, non consiste nel dare ai cittadini l'ingannevole illusione di partecipare alle grandi decisioni attraverso referendum elettronici. Consiste nel potere dato a ciascuno e a tutti di servirsi della straordinaria ricchezza di materiali messa a disposizione dalle tecnologie per elaborare proposte, controllare i modi in cui viene esercitato il potere, organizzarsi nella società. Con questo vasto mondo - in cui la democrazia si manifesta in maniera "diretta", ma senza sovrapporsi a quella "rappresentativa" - i Parlamenti devono trovare nuove forme di comunicazione, attraverso consultazioni anche informali, messa in rete di proposte sulle quali si sollecita il giudizio dei cittadini, procedure che consentano di far giungere in parlamento proposte elaborate da gruppi ai quali, poi, vengano riconosciute anche possibilità di intervento nel processo legislativo. La rigida contrapposizione tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta potrebbe così essere superata, e la stessa democrazia parlamentare riceverebbe nuova legittimazione dal suo presentarsi come interlocutore continuo della società. In questa prospettiva, i parlamenti debbono soprattutto impedire che le esigenze di lotta a terrorismo e criminalità e le richieste del sistema economico portino alla nascita di una società della sorveglianza, della selezione e del controllo, alterando quel carattere democratico dei sistemi politici di cui proprio i parlamenti sono i primi ed essenziali garanti. Proprio le tecnologie, con la loro apparente neutralità, hanno rafforzato le spinte verso la creazione di gigantesche raccolte di dati personali. La politica sta delegando alla tecnica la gestione dei più diversi aspetti della società, dimenticando, ad esempio, un principio chiaramente indicato nell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In questa norma si ammettono limitazioni dei diritti per diverse finalità, compresa la sicurezza nazionale, a condizione però che si tratti di misure compatibili con le caratteristiche di una società democratica. I parlamenti devono esercitare con il massimo rigore questa funzione di controllo, senza delegarla ad altri organi dello Stato, fossero pure le corti costituzionali. Solo così possono evitare la trasformazione dei cittadini in sospetti, ed impedire che, con l'argomento della difesa della democrazia, sia proprio la democrazia ad essere perduta. From k2 a larivoluzione.it Thu Mar 8 13:18:41 2007 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Thu, 08 Mar 2007 13:18:41 +0100 Subject: [Lista] Resoconto stenografico intervento campa-palmieri su italia.it In-Reply-To: <006601c760e0$765521e0$0200a8c0@rsnbiwa> References: <006601c760e0$765521e0$0200a8c0@rsnbiwa> Message-ID: <45EFFF21.2050605@larivoluzione.it> >http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed121/bozzesteno/s150.htm > > >Stenografico Aula in corso di seduta > >Seduta n. 121 del 7/3/2007 > >(Mancato rispetto dei requisiti di accessibilità per i soggetti disabili >nella realizzazione del portale del turismo italiano www.italia.it - n. >3-00704) >PRESIDENTE. L'onorevole Campa ha facoltà di illustrare l'interrogazione >Leone ed altri n. 3-00704, di cui è cofirmatario (vedi l'allegato A - >Interrogazioni a risposta immediata sezione). > >CESARE CAMPA. Signor Presidente, ministro Chiti, il ministro Rutelli ha >finalmente presentato il portale del turismo italiano. Da più parti ci viene >segnalato che detto portale, pur in presenza dei 45 milioni di euro di spesa >prevista per la sua realizzazione, risulta non accessibile. Insieme al >collega Palmieri, nel corso della passata legislatura, avevo presentato una >proposta sull'accessibilità dei siti della pubblica amministrazione, più >nota come legge Campa-Palmieri o come legge Stanca. Per questi motivi sono >molto preoccupato e chiedo come il Governo intenda porre mano e risolvere i >problemi di accessibilità, ora peraltro prevista per legge. >L'inaccessibilità dei siti della pubblica amministrazione, in questo caso >del sito del Ministero del turismo, infatti, preclude a molti cittadini, e >soprattutto al vasto mondo della disabilità, di beneficiare di tale >opportunità e crea di fatto una grande e negativa discriminazione. Inoltre, >priva l'azienda Italia di potenziali turisti italiani ed esteri. >Come già dicevo prima, tutto ciò ci preoccupa molto, sia per le opportunità >negate che per le potenzialità perse. > >PRESIDENTE. Onorevole Campa, dovrebbe concludere. > >CESARE CAMPA. Signor Presidente, concludo chiedendo assieme al collega >Palmieri come il Governo intenda risolvere questa spiacevole questione. > >PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha >facoltà di rispondere. > >VANNINO CHITI, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme >istituzionali. Signor Presidente, in merito alla logo Italia, citato nelle >premesse della vostra interrogazione, faccio presente la sua scelta è >avvenuta attraverso una gara svoltasi secondo le modalità previste dal >Codice degli appalti, approvato nel 2005. La commissione interministeriale >ha valutato gli elaborati provenienti da 59 agenzie. Il progetto risultato >vincitore è stato proposto dall'agenzia Landor di Milano. >Per quanto concerne il portale, in particolare per la previsione del >rispetto dei requisiti di accessibilità di cui alla legge n. 4 del 2004, >faccio presente che, nell'ambito delle convenzioni stipulate per la >realizzazione del portale del turismo italiano, non è necessario che tale >previsione sia espressamente e formalmente contenuta perché essa è già >contemplata dalla legge del 2004. Tale legge, avendo natura di fonte >primaria, non è derogabile da alcun strumento convenzionale. Il dipartimento >per l'innovazione e le tecnologie ha informato che il portale stato >sviluppato secondo le direttive del protocollo internazionalmente denominato >W3C, al fine di perseguire i massimi livelli di accessibilità che la >tecnologia in questo momento consente. >Con riferimento al secondo punto dell'interrogazione, relativo alle >iniziative che il Governo intende assumere in merito alla questione >dell'accessibilità del portale, si fa presente che in questo momento è in >corso un processo di ottimizzazione del portale stesso. >È intenzione del Governo condurre questa azione in completa sinergia con le >regioni: ciò nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, che >attribuisce la materia del turismo alla competenza esclusiva regionale. >Tuttavia, occorre rilevare che per quanto riguarda l'attività di cosiddetto >popolamento del sito, cioè di validazione dei contenuti informativi, a >fronte della consegna delle credenziali di accesso alle regioni che è >avvenuta a metà ottobre 2006, ad oggi solo sei regioni (Toscana, Umbria, >Lombardia, Abruzzo, Campania e Piemonte) hanno assicurato l'attività di loro >competenza. Quindi, è questo il percorso che deve essere rapidamente >concluso e portato a termine. >Nell'ambito di questa ottimizzazione, il Governo intende garantire - lo >ribadisco a lei e a tutti - che il portale risponda ai requisiti di >accessibilità previsti dalla legge n. 4 del 2004 e quindi, in quanto >fruibile anche dai soggetti disabili, sia uno strumento fondamentale per il >superamento delle barriere virtuali. Questo al fine di dare anche in questo >caso una concreta ed effettiva attuazione di quel principio di eguaglianza >previsto nell'articolo 3 della nostra Costituzione, che per tutti noi deve >essere un punto di riferimento non variabile, ma coerentemente da seguire. > >PRESIDENTE. L'onorevole Palmieri, cofirmatario dell'interrogazione, ha >facoltà di replicare per due minuti. > >ANTONIO PALMIERI. Signor ministro, lei ha colto lo spirito della nostra >interrogazione, che non voleva essere strumentale, bensì nasceva, come ha >ricordato il collega Campa, da una vera preoccupazione da parte dell'intero >gruppo di Forza Italia, che su questo tema aveva nella scorsa legislatura >fatto molto, dando avvio a quel processo legislativo, che ha portato >all'approvazione da parte dell'intero Parlamento della cosiddetta legge >Stanca. >Noi ci eravamo molto preoccupati, perché siamo attenti al tema >dell'accessibilità e siamo attenti anche al portale del turismo in quanto >tale. Riteniamo infatti che esso sia un'occasione per recuperare del tempo >perso, che non va sprecata. Quando avevamo letto nelle settimane e nei >giorni scorsi, sia in vari blog sia nei siti Internet sia su molti >quotidiani italiani, una serie di critiche molto pesanti contro questo >portale, non solo per quanto riguarda l'accessibilità ma anche per quanto >riguarda l'usabilità - si attendeva un minuto per scaricare la prima pagina >del sito, cosa che francamente non era sopportabile; c'erano inoltre >svariati errori nelle traduzioni nelle parti in multilingua del sito ed >ancora non erano attivi molti dei servizi previsti dal progetto originario, >che, lo ricordo, era un progetto iniziato nel 2004 dal Governo Berlusconi e >dal ministro Stanca -, ci eravamo molto preoccupati e per questo il nostro >gruppo ha presentato l'interrogazione in oggetto. >Devo dire quindi che siamo lieti delle sue parole. Le prendiamo per buone. >Ci facciamo però il nodo al fazzoletto, perché non vogliamo che >www.Italia.it diventi, come purtroppo spesso succede nel nostro paese, >l'ennesima occasione perduta; vedo accanto a lei il ministro Bersani che un >po' sorride sotto i baffi che non ha, ma al tempo stesso è consapevole di >quanto... > >PIER LUIGI BERSANI, Ministro dello sviluppo economico. Sotto i capelli! > >ANTONIO PALMIERI. Siamo uguali come chioma, ministro! Dicevo, di quanto sia >importante questo portale, per portare in Italia turisti. >Concludo, Presidente, ricordando che il nostro riferimento al logo che >promuove il nostro paese nel mondo, era dovuto al fatto che >straordinariamente questo logo è del tutto simile al logo di Izquierda >unida, che come tutti sapete è un partito spagnolo di estrema sinistra >(Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia). > > > > From k2 a larivoluzione.it Wed Mar 21 01:27:44 2007 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 21 Mar 2007 01:27:44 +0100 Subject: [Lista] Addio alla copia privata? Message-ID: <46007C00.1000708@larivoluzione.it> http://www.dirittodautore.it/page.asp?mode=News&IDNews=3869 Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Wed Mar 21 01:36:35 2007 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 21 Mar 2007 01:36:35 +0100 Subject: [Lista] Nuove norme penali all'orizzonte Message-ID: <46007E13.7000306@larivoluzione.it> http://www.dirittodautore.it/page.asp?mode=News&IDNews=3943 La direttiva introduce le seguenti novità: 1. protezione dei diritti relativi a diritto d'autore, diritti connessi al diritto d'autore, diritti sui generis dei database, diritti relativi a topografie e semiconduttori, diritti relativi ai marchi, diritti relativi al design e indicazioni geografiche (esplicita esclusione della materia brevettuale); 2. introduzione di soglie minime detentive per i reati più gravi (almeno 4 anni); 3. riconoscimento di ampi poteri di confisca all'autorità giudiziaria; 4. istituzione di squadre investigative comuni transnazionali; 5. estensione del campo di applicazione anche alle formazioni criminali non tradizionalmente intese dalle legislazioni nazionali; 6. esclusione dal campo di applicazione degli atti effettuati dagli utenti privati per finalità personali e non lucrative. Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Thu Mar 22 16:14:47 2007 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Thu, 22 Mar 2007 16:14:47 +0100 Subject: [Lista] Rutelli: giusto il penale per i pirati del p2p Message-ID: <46029D67.1010803@larivoluzione.it> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1932483&r=PI Saluti, n.a.g. From k2 a larivoluzione.it Fri Mar 23 13:36:08 2007 From: k2 a larivoluzione.it (Nicola A. Grossi) Date: Fri, 23 Mar 2007 13:36:08 +0100 Subject: [Lista] Sentenza Forum Rete 4 (23/03/2007) Message-ID: <20070323123608.19309.qmail@webmaild.fe1.aruba.it> Qualcuno ha visto "Forum" oggi?? Saluti, n.a.g. From alessandro.bottoni a infinito.it Tue Mar 27 15:45:32 2007 From: alessandro.bottoni a infinito.it (Alessandro Bottoni) Date: Tue, 27 Mar 2007 15:45:32 +0200 Subject: [Lista] [tc] Vi faccio un miniquiz In-Reply-To: <46090AF5.3080507@scarichiamoli.org> References: <46090AF5.3080507@scarichiamoli.org> Message-ID: <46091FFC.9040402@infinito.it> Nicola A. Grossi ha scritto: > ------------------------------------------------------------ > > Primo caso: > > Mario Rossi è un giornalista e scrive un articolo sul Papa, articolo che > viene pubblicato sul "Corriere del Giorno" > (in fondo all'articolo è scritto: "Mario Rossi - Tutti i diritti > riservati"). > Giuseppe Bianchi è invece il curatore di "Spazio News" su "Radio Drago". > > Domanda: Giuseppe Bianchi può leggere in radio l'articolo di Mario Rossi? Direi di no: il copyright non è legato al media. La lettura dell'intero articolo configura il reato di violazione del copyright, punito in tutto il mondo occidentale con il triplo della pena prevista per lo stupro (I'm not jocking...). > ------------------------------------------------------------ > > Secondo caso: > > Mario Rossi scrive un articolo sulla storia della Coppa dei Campioni, > articolo che viene pubblicato sul "Corriere del Giorno" > (in fondo all'articolo è scritto: "Mario Rossi"). > Giuseppe Bianchi è invece il curatore di "Sport News" su "Radio Drago". > > Domanda: Giuseppe Bianchi può leggere in radio l'articolo di Mario Rossi? No. Può solo farne una SUA sintesi, limitandosi a riutilizzare al massimo il 10% (mi sembra) del testo originale. Vedi sopra. Il fatto che non siano dichiarati i limiti del copyright non legittima nessuno a riutilizzare l'articolo perchè esiste comunque il copyright del giornale su cui appare l'articolo. > ------------------------------------------------------------ > > Terzo caso: > > Mario Rossi scrive un articolo sul film "Vacanze di Pasqua", articolo > che viene pubblicato sul "Corriere del Giorno" > (in fondo all'articolo è scritto: "Mario Rossi - Tutti i diritti > riservati"). > Giuseppe Bianchi è invece il curatore della rubrica "L'angolo di Beppe" > su "Radio Drago". > > Domanda: Giuseppe Bianchi può leggere in radio l'articolo di Mario Rossi? Sempre no. Lo scopo più o meno personale del riutilizzo non altera i limiti del copyright. > ------------------------------------------------------------ Ma, dove vorresti arrivare? Alessandro Bottoni From nicola.grossi a scarichiamoli.org Tue Mar 27 17:10:43 2007 From: nicola.grossi a scarichiamoli.org (Nicola A. Grossi) Date: Tue, 27 Mar 2007 17:10:43 +0200 Subject: [Lista] [tc] Vi faccio un miniquiz In-Reply-To: <46091FFC.9040402@infinito.it> References: <46090AF5.3080507@scarichiamoli.org> <46091FFC.9040402@infinito.it> Message-ID: <460933F3.8030407@scarichiamoli.org> Alessandro Bottoni ha scritto: >Nicola A. Grossi ha scritto: > > >>------------------------------------------------------------ >> >>Primo caso: >> >>Mario Rossi è un giornalista e scrive un articolo sul Papa, articolo che >>viene pubblicato sul "Corriere del Giorno" >>(in fondo all'articolo è scritto: "Mario Rossi - Tutti i diritti >>riservati"). >>Giuseppe Bianchi è invece il curatore di "Spazio News" su "Radio Drago". >> >>Domanda: Giuseppe Bianchi può leggere in radio l'articolo di Mario Rossi? >> >> > >Direi di no: il copyright non è legato al media. La lettura dell'intero >articolo configura il reato di violazione del copyright, punito in tutto >il mondo occidentale con il triplo della pena prevista per lo stupro >(I'm not jocking...). > > > >>------------------------------------------------------------ >> >>Secondo caso: >> >>Mario Rossi scrive un articolo sulla storia della Coppa dei Campioni, >>articolo che viene pubblicato sul "Corriere del Giorno" >>(in fondo all'articolo è scritto: "Mario Rossi"). >>Giuseppe Bianchi è invece il curatore di "Sport News" su "Radio Drago". >> >>Domanda: Giuseppe Bianchi può leggere in radio l'articolo di Mario Rossi? >> >> > >No. Può solo farne una SUA sintesi, limitandosi a riutilizzare al >massimo il 10% (mi sembra) del testo originale. Vedi sopra. > >Il fatto che non siano dichiarati i limiti del copyright non legittima >nessuno a riutilizzare l'articolo perchè esiste comunque il copyright >del giornale su cui appare l'articolo. > > > >>------------------------------------------------------------ >> >>Terzo caso: >> >>Mario Rossi scrive un articolo sul film "Vacanze di Pasqua", articolo >>che viene pubblicato sul "Corriere del Giorno" >>(in fondo all'articolo è scritto: "Mario Rossi - Tutti i diritti >>riservati"). >>Giuseppe Bianchi è invece il curatore della rubrica "L'angolo di Beppe" >>su "Radio Drago". >> >>Domanda: Giuseppe Bianchi può leggere in radio l'articolo di Mario Rossi? >> >> > >Sempre no. Lo scopo più o meno personale del riutilizzo non altera i >limiti del copyright. > > > >>------------------------------------------------------------ >> >> > >Ma, dove vorresti arrivare? > > > Dove voglio arrivare? A dare informazioni utili. Voglio solo fare il quiz e dire a chi risponde "ESATTO" (se indovina tutte le risposte) o "ERRATO". E alla fine, chiaramente, dare la soluzione. Nel tuo caso: "ERRATO". Riprova. :-) Saluti, n.a.g. From nicola.grossi a scarichiamoli.org Wed Mar 28 19:40:10 2007 From: nicola.grossi a scarichiamoli.org (Nicola A. Grossi) Date: Wed, 28 Mar 2007 19:40:10 +0200 Subject: [Lista] Un bel video sul caso homolaicus Message-ID: <460AA87A.2000205@scarichiamoli.org> http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=6742 Bella idea quella di un videoblog sulla proprietà intellettuale. Saluti, n.a.g. p.s. Unica imprecisione il fatto che io faccia parte di Creative Commons Italia... vabbè, c'è di peggio. From nicola.grossi a scarichiamoli.org Sat Mar 31 05:04:01 2007 From: nicola.grossi a scarichiamoli.org (Nicola A. Grossi) Date: Sat, 31 Mar 2007 05:04:01 +0200 Subject: [Lista] Non buttiamo via questa idea! + soluzione quiz Message-ID: <460DCFA1.1050707@scarichiamoli.org> Bottoni rimembri ancora che belle cose scrivevi? ---------------------------- <> <> ---------------------------- Per chi non l'avesse capito, si discuteva della possibilità di creare un'area (l'area, forse) protetta per la musica libera. Protetta da chi e da cosa? Beh... non è difficile immaginarlo. Ora io pensavo a un sistema un po' più semplice che non implichi il caricamento dei file sul server, ma soltanto la registrazione dei dati relativi all'hash. Mi spiego: ipotizziamo di utilizzare GPG. - L'autore: 1. si identifica presso l'Associazione e comunica la sua key (che viene per così dire attivata ed associata alla sua persona, che, esternamente, può anche restare anonima"); 2. firma i file e si collega (via web o con un software dedicato) a un database che "controlla" se la key è abilitata e registra l'hash associandolo alla licenza che il soggetto ha selezionato (nel miniform via web o nell'opzione disponibile sul software) (l'associazione avrà sott'occhio tutto il repertorio caricato da un singolo autore); 3. mette i suoi brani un po' dove vuole (web, p2p... ). - Il fruitore: 1. scarica il brano; 2. si collega al database di cui sopra e riceve le info certificate su brano e licenza. Poi sulla base dei dati possiamo stilare anche classifiche per promuovere l'utilizzo del mezzo. Insomma, per quanto mi riguarda questa idea non me la lascio alle spalle e spero di trovare qualcuno intenzionato realmente a dare una manina per realizzarla. ------- Soluzione quiz: siamo in Tribunale. Art. 65 LdA: "Opere o brani di opere possono essere riprodotti a fini di pubblica sicurezza, nelle procedure parlamentari, giudiziarie o amministrative, purché si indichino la fonte e, ove possibile, il nome dell'autore."